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All’ombra della Luna: recensione del fanta-thriller Originale Netflix

Una serial killer che attraversa il tempo è al centro del nuovo prodotto Originale Netflix

L‘esplorazione dei generi cinematografici da parte di Netflix continua. Ecco approdare sulla nota piattaforma streaming All’ombra della Luna, film tra il thriller e la fantascienza di cui vi presentiamo la nostra recensione. Il prodotto Originale Netflix in questione è diretto da Jim Mickle (Cold in July) e ha nel cast principale Boyd Holbrook (The Predator), Cleopatra Coleman (The Last Man on Earth) e Michael C. Hall (Dexter). La trama si concentra su un poliziotto che tenta disperatamente di catturare una serial killer. Questa però non è una normale assassina: è in grado di viaggiare nel tempo e appare sempre a distanza di anni. Dopo la sua ricomparsa si verificano sempre strane e inquietanti morti.

Se a primo impatto il materiale di partenza è intrigante, con lo sviluppo della storia si assiste a un grave spreco e a una totale perdita di orientamento nell’ambito della sceneggiatura. I film con la targa “Originale Netflix” continuano dunque a non avere vita facile. Scopriamo insieme qui di seguito gli elementi positivi e negativi di All’ombra della Luna.

Indice

All’ombra della Luna recensione

Thomas Lockhart (Boyd Holbrook) è un ufficiale di polizia di Philadelphia, che aspira a diventare detective, proprio come suo cognato, il famoso detective Holt (Michael C. Hall). Una sera del 1988 si verificano strani omicidi, realizzati tutti con lo stesso modus operandi. La sospettata viene subito individuata: una giovane afroamericana. Lockhart, nonostante non sia ancora un detective, si mette immediatamente sulle sue tracce. Nel tentativo di catturarla, l’uomo assiste all’accidentale morte della ragazza.

Nove anni dopo nuovi inquietanti omicidi tornano a scuotere Philadelphia. Lockhart capisce subito chi è l’artefice ma non riesce a capire come sia possibile che la serial killer sia tornata dopo la morte. L’ossessione di scoprire la verità porterà Lockhart a trascurare la sua carriera e la sua famiglia, persino la sua salute mentale. In un crescendo di eventi, l’uomo scoprirà qualcosa di inimmaginabile.all'ombra della luna recensione

Un fanta-thriller con del potenziale sprecato

All’ombra della Luna è un’altra occasione sprecata per Netflix. Il film di Jim Mickle ha un’ottima partenza, grazie alla costruzione di una trama thriller in grado di appassionare lo spettatore. Ci sono morti inquietanti, un assassino a piede libero, che per giunta infrange tutte le regole dei cliché sui serial killer. È rarissimo trovare un’assassina donna e anche afroamericana, e di questo Scream 2 ci aveva già avvertito diversi anni fa. La caccia di Lockhart tiene molto sulle spine e la ricerca della verità è in grado di coinvolgere pienamente. La prima ora quindi è ben costruita e cattura pienamente la nostra attenzione.

Quando diverse svolte cominciano ad accumularsi e il meccanismo narrativo inizia a mostrare troppi difetti, si inizia a comprendere che il risultato finale non sarà soddisfacente. Il problema non sta tanto nel buon mix tra thriller e fantascienza, ma nell’incursione di altri generi contrastanti e di sottotrame che iniziano ad affollare la narrazione. Il film perde così totalmente l’orientamento, arrivando a imboccare troppe strade diverse fra loro. In più il percorso per arrivare allo svelamento della verità si fa, verso la fine, troppo farraginoso e lento. E tutto si risolve in meno di dieci minuti, con un finale quasi da melò e praticamente zero approfondimenti.all'ombra della luna recensione

Dunque All’ombra della Luna ha il suo grande punto debole nella sceneggiatura e nel meccanismo narrativo. Gli ottimi elementi di partenza vengono trattati nel modo sbagliato, soprattutto con l’inserimento di troppe sottotrame e la contaminazione di un altro genere cinematografico che si discosta troppo da quelli principali, il thriller e la fantascienza. Il film quindi perde il senno, privandosi anche di un finale come si deve, dato che restituisce una spiegazione decisamente superficiale e affrettata dopo essersi perso in troppi percorsi narrativi.

Cast e aspetti tecnici

In questo denso materiale filmico troviamo un buon cast che tuttavia non riesce a esprimere il suo potenziale. Boyd Holbrook è un buon protagonista, dotato di un certo carisma e di qualità recitative nella media. Come già visto in The Predator, l’attore si trova a proprio agio nelle sequenze action. Anche Cassandra Coleman svolge bene il suo lavoro, rendendo intrigante il suo personaggio. Tuttavia lo scarso approfondimento del personaggio pregiudica il lavoro recitativo. Un grande spreco è sicuramente la presenza di Michael C. Hall, il famosissimo interprete di Dexter. L’attore appare in un ruolo secondario, che appare e scompare quando necessario. Nonostante il collegamento diretto con il protagonista Lockhart, il personaggio non è per niente approfondito e questo non permette ad Hall di mostrare le sue capacità.

Dal punto di vista tecnico, invece, riscontriamo un lavoro sufficiente, né eccezionale né deludente. Il regista Jim Mickle, già dietro la cinepresa di altri action, costruisce bene le sequenze d’azione, ma senza particolari virtuosismi registici. Quella che manca è una sapiente regia in grado di valorizzare il potenziale de All’ombra della luna. Si parla ad esempio della Luna, che ha un ruolo fondamentale nell’apparizione della serial killer. Tuttavia la Luna non è mai valorizzata in termini di regia o fotografia: appare semplicemente in relazione alla narrazione, per far comprendere cosa succederà. In generale possiamo dire che All’ombra della Luna cerca di guardare ad altri fanta-thriller del passato, ma non riesce a rendergli omaggio né a superarli.ombra della luna recensione

All’ombra della Luna recensione: conclusioni

Possiamo affermare senza dubbio in questa recensione de All’ombra della Luna che la pellicola rappresenta l’ennesimo film originale Netflix non in grado di superare la sufficienza. È un fanta-thriller dall’ottimo potenziale che, dopo una prima ora coinvolgente, inizia a perdere il senso dell’orientamento, rallentandosi e iniziando ad arrancare. Per poi concludersi in un finale approssimativo, fin troppo velocizzato e quasi stucchevole. Nel complesso si lascia guardare ma alla fine non si può che restare delusi per l’ennesima occasione sprecata. L’ambizione di trovare qualcosa di sensazionale all’interno della storia porta inevitabilmente a rovinare il potenziale di cui tanto abbiamo parlato.

Resta un mistero perché Netflix non riesca a sfornare film Originali di buona qualità, come succede invece con le serie TV. I film riusciti ci sono ma si contano sulle dita di una mano. All’ombra della Luna non è comunque un pessimo prodotto originale Netflix: una maggiore cura nella sceneggiatura, una regia più esperta e diversi piccoli elementi avrebbero permesso la realizzazione di un’opera molto più che sufficiente.

All'ombra della Luna

Voto - 6

6

Lati positivi

  • La trama fanta-thriller
  • Una prima ora ottima

Lati negativi

  • Troppa carne al fuoco
  • Il finale che stona con tutto il resto
  • Il cast sprecato

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