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Blinded by the light: recensione del film sulla musica di Springsteen

Recensione di Blinded by the light, storia di un ragazzo innamorato di Bruce Springsteen

C‘è un momento, nella vita, in cui ognuno di noi cerca una via di fuga dalla realtà in cui vive. Ci si sente oppressi da una situazione più grande di noi e si vuole uscire, per dimostrare di avere una voce propria. Spesso tutto questo dipende dalla realtà familiare in cui si nasce. Se la situazione in questione è più estesa del nucleo familiare, anche la voglia di evasione aumenta. Le vie di fuga possono essere le più disparate. Blinded by the light nasce da una dimensione di questo tipo. Un ragazzo ha molte difficoltà ad accettarsi, in qualunque contesto sociale viva. Entriamo nel dettaglio con la recensione di Blinded by the light.

La storia di Jay, però, va oltre le semplici difficoltà adolescenziali di ognuno di noi. Jay è un ragazzo nato in Inghilterra da una famiglia pakistana e, negli anni ’80, si trova a confrontarsi con i ragazzi della sua età e una società che non sembra progredire. La regista Gurinder Chadha, nota per il film Sognando Beckham, riprende un tema simile. In entrambi i casi la via di fuga si manifesta in una figura, di due mondi diversi: sport e musica. Il profeta che apre la mente di Jay sorprende tutti quelli che lo circondano, è Bruce Springsteen.

Indice

Blinded by the light recensione – Trama

Luton, Inghilterra, 1987. Jay è un ragazzo nato in Inghilterra in una famiglia pakistana, in età da college. La sua famiglia è fortemente legata alla tradizione del proprio paese di origine. Il padre di Javed, nome completo del protagonista, è capo-famiglia a tutti gli effetti, in quanto prende decisioni per tutti e gestisce tutti i soldi guadagnati. Il padre è convinto che Jay studi economia al college, ma lui persegue il suo sogno di diventare scrittore e frequenta il corso di letteratura. Per caso, a scuola, Javed conosce Roops, un altro ragazzo pakistano che gli parla del Boss.

Jay è incuriosito da questa figura che Roops idolatra, di cui ha ricevuto due musicassette. In un momento di profonda crisi di personalità, dovuta al licenziamento del padre e ad un disconoscimento della propria abilità come scrittore, che lo porta a gettare tutte le sue poesie, Javed ascolta le cassette. La scoperta dei messaggi di Springsteen ha un impatto eccezionale sulla condizione di Jay, che si riconosce nei testi del Boss, e torna sui suoi passi, raccogliendo le poesie. Il giorno successivo le stesse poesie vengono consegnate alla professoressa di letteratura, che dimostra grande ammirazione per le composizioni di Javed.

Nonostante una serie di conquiste che derivano dalla scrittura di Jay, tra cui la pubblicazione di un articolo sul giornale di Luton, il rapporto con la famiglia non sembra trovare pace. Javed vuole perseguire i suoi sogni, vuole uscire dalla piccola realtà che lo opprime. Questo lo porterà ad avere forti attriti con la famiglia e il suo migliore amico. La voglia di emergere, unita all’amore per Springsteen, lo porteranno a compiere scelte difficili.

Blinded by the light recensione

Blinded by the light – Recensione

La regista inglese, di origini indiane, ripropone un tema che aveva già affrontato, come detto, nel film Sognando Beckham. Il paragone tra i due film è inevitabile. Non parliamo di due pietre miliari, questo va detto, ma sicuramente due film che affrontano un tema non troppo lontano da noi. La creazione di una segregazione imposta o autoimposta per etnie differenti ha sempre, purtroppo, costellato la storia dell’uomo. Entrambi i protagonisti dei film sono oppressi da una realtà familiare integralista, che deriva da radici culturali molto forti, indiane in un caso e pakistane nell’altro.

In Sognando Beckham la protagonista viveva in una famiglia agiata, per quanto estranea agli usi inglesi, la quale semplicemente voleva impedirle di coronare il suo sogno di calciatrice. In questo Blinded by the light il dramma non è solo interiore per Jay, dal momento che la sua intera famiglia versa in condizioni spiacevoli. Qui c’è la nota stonata: Javed è un ragazzo ed è normale che affronti delle questioni da ragazzo, ma se la famiglia è in queste condizioni il suo egoismo risulta, alla lunga, fastidioso. Sembra, ed in effetti è così da un certo punto in poi, che Jay voglia essere unico artefice del suo destino.

Questo particolare rende meno empatico il rapporto tra lo spettatore e il protagonista. I personaggi secondari, invece, sono incredibilmente buoni e convincenti. Altro punto a sfavore è l’abilità di Jay nello scrivere. Non c’è un momento del film in cui venga letto per intero un suo componimento, in poesia o in prosa. Sembra che si voglia dare poca importanza allo strumento che, in realtà, concede a Jay la libertà desiderata. Immaginate Billy Elliot… senza neanche una scena di ballo. Non rende molto l’idea no?

Aspetti Tecnici

Blinded by the light non è un musical, almeno non viene presentato come tale, ma ci sono intere sequenze che lo rendono un film del genere. Se la musica non fosse di Springsteen le scene risulterebbero prive di contesto. C’è tutto quello che in un musical non si dovrebbe vedere, e anche di più. I ragazzi cantano e ballano, male, in mezzo alle strade, uscendo da scuola senza essere fermati, senza automobili che passano, per trovarsi di colpo, senza motivo, in mezzo ai prati con stacchi senza contesto.

Un paio di sequenze su musica si salvano. Decisamente da dimenticare la sequenza del primo approccio con la musica del Boss. In questa scena Jay corre in strada, mentre è in corso una tempesta, e ascolta nelle cuffie Promised Land. Mentre la canzone accompagna le immagini, Jay si avvicina ad un muro, su cui scorrono le parole, proiettate. Non è la prima volta che appaiono a schermo le parole delle canzoni, ma la prima in cui vengono proiettate.La cosa non sarebbe problematica se non fosse completamente fuori contesto, dal momento che il proiettore, sul muro, proietta anche il temporale, con tuoni, fulmini e pioggia, come se la casa non ci fosse, o per restituire un’idea di videoclip. Non importa la motivazione, la riuscita è pessima.

Altra sequenza assurda è quella delle foto negli USA. In questa scena Jay e Roops si fanno scattare delle foto, che dovremmo vedere nel frame subito successivo, con una sequenza ormai classica. Il problema è che nella “foto” non vediamo la foto reale, bensì la stessa immagine che abbiamo già visto, con tanto di fotografo. Per capirci, è come se nella foto del vostro matrimonio ci foste voi sposi più il fotografo, senza sapere bene chi abbia scattato la foto effettiva.

Blinded by the light recensione

The Boss

Dicevamo che alcune sequenze su musica non sono da cestinare. Molto bella quella in cui Jay dedica ad Eliza Thunder Road nella piazza del mercato. Degna di nota anche la scena in cui ballano Born to run con degli artisti di strada, che restituiscono una parvenza di coreografia. C’è anche un inedito nella colonna sonora: I’ll stand by you, che Springsteen aveva scritto, inizialmente, per Harry Potter e la pietra filosofale. Non si può non ammettere che la musica innalzi di molto il livello del film, soprattutto per chi ama il genere.

L’amore viscerale per la figura del Boss sembra essere una strana malattia per chi guarda i due ragazzi pakistani, dal momento che non è più in voga negli anni in cui è ambientato il film. La sua musica, però, si rivela sempre attuale; ed è l’unico strumento per riunire tutti i personaggi divisi nel film. Le parole delle sue canzoni aiutano il protagonista a comprendere la sua situazione, ma emozionano anche lo spettatore con testi immortali. Per chi non conoscesse Springsteen il film risulterà rivelatorio. Certo è che non siamo di fronte ad un videoclip, per cui se la componente non musicale fosse stata più valida lo spettacolo ne avrebbe guadagnato.

Ampio spazio è, ovviamente, lasciato alla musica, che viene anche citata spesso, senza base, dal protagonista, che fa del Boss una vera e propria religione da un certo punto. Gli effetti della musica, però, non sono solo positivi per la personalità di Javed, mentre sono estremamente positivi per il bilancio del film.

Blinded by the light recensione – Conclusioni

Probabilmente per celebrare una superstar come Bruce Springsteen si sarebbe potuto fare di meglio. L’intreccio non è entusiasmante e ricorda molto il film già citato della regista. La musica gioca una parte fondamentale, ma, come detto, in un film non può esistere da sola. Ci sono alcune sequenze che, comunque, rendono la visione godibile, con degli attori decisamente bravi, come i genitori di Javed. Non si può non mettere una sufficienza ad un film la cui colonna sonora porta una firma così autorevole.

La visione è consigliata se amate il Boss. Ma anche, soprattutto, se non lo conoscete. La situazione di segregazione che il film racconta sembra tornare attuale nei giorni nostri, per cui il messaggio può aprire le menti della nostra società, che in 30 anni non sembra essere cambiata. Una menzione speciale per il vicino di casa della famiglia di Javed, che, parlando pochissimo, restituisce forse la migliore interpretazione del film, insieme al padre di Jay.

Blinded by the light

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • La musica
  • Credibilità dei personaggi

Lati negativi

  • Regia troppo spesso sommaria
  • Situazione del protagonista

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