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Carnival Row: recensione della serie Amazon Video

Orlando Bloom e Cara Delevingne uniscono le forze per una nuova serie tv: ecco cosa ne pensiamo!

È ormai indubbio che Amazon Video si stia guadagnando sempre più terreno nel campo delle produzioni originali; avvicinandosi – se non quasi superando – il più diretto rivale Netflix per quanto concerne la distribuzione di prodotti personali. Dopo il grande successo di serie come The Boys, la piattaforma di streaming a pagamento tenta ancora il colpo grosso. E questa volta lo fa con Carnival Row, di cui vi proponiamo la nostra recensione. Si tratta di una serie TV che alla regia vede il britannico Jon Amiel, non estraneo alle produzioni in costume. Il regista, difatti, vanta alle sue spalle la regia di vari episodi di serie come I Tudors e I Borgia, e con Carnival Row cerca di replicare in parte quello stile d’epoca.

Ibrido tra il fantasy e il noir, Carnival Row nasce da un soggetto di René Echevarria e Travis Beacham, due nomi che non risulteranno nuovi agli appassionati di serie televisive. Il primo celebre per aver partecipato alla sceneggiatura di due capisaldi del genere fantascientifico come Star Trek: The Next Generation e Star Trek: Deep Space Nine; e il secondo per essere la firma dietro Pacific Rim, diretto poi da Guillermo del Toro. A coronare quella che, dalle premesse, sembra essere una serie di sicuro successo, due grandi nomi tra gli interpreti: l’attrice e modella Cara Delevingne, e il celeberrimo Orlando Bloom, che dopo Il Signore degli Anelli torna in una produzione a carattere fantasy.

Indice

La trama – Carnival Row recensione

Una vasta gamma di creature mitologiche e fantastiche compone il quadro che dà vita a Carnival Row. Puck, pixies – che altro non sono che delle canoniche fate – e altri esseri fatati vivono insieme agli essere umani in un mondo che non li accetta come pari. Fuggiti dalle loro terre a causa della guerra, molti di loro si sono riversati nelle città, dove gli esseri umani li trattano alla stregua di animali. Malvisti dalla società, per sbarcare il lunario i più fortunati lavorano come domestici; altri invece sono costretti alla prostituzione, e popolano la Row tra i pregiudizi dei cittadini di Burgue. È in questo contesto che sbarca Vignette Stonemoss (Cara Delevingne), pixie in fuga dalla propria patria, un tempo guardiana dei più grandi tesori delle fate.carnival row recensione

Ma è anche in questo contesto che vive l’ispettore Rycroft Philostrate, più comunemente “Philo” (Orlando Bloom), un tempo soldato sul fronte di guerra e adesso membro delle forze dell’ordine, a capo di una indagine su una serie di efferati crimini contro il popolo fatato. Uniti da un passato che li ha visti come amanti, Philo e Vignette si ritroveranno nuovamente l’uno al fianco dell’altro. Nel frattempo, sullo sfondo, una serie di complotti, assassinii e intrecci della società alto-borghese si snodano, preparando il terreno a uno scontro che, sin dal principio, sembrava inevitabile. Uno scontro che vedrà gli essere fatati sempre più rilegati in posizione subalterna, e gli umani come dominatori; ma che, allo stesso tempo, non mancherà di lotte intestine tra gli uomini stessi.

Pro e contro – Carnival Row recensione

Carnival row recensioneCon delle premesse indubbiamente interessanti, Carnival Row si apre in uno scenario che ricorda molto la Londra del XIX secolo. L’ambientazione viene ricostruita con minuzia; gli abiti sono in linea con l’epoca che la serie televisiva vuole comunicare e senza dubbio l’operazione di verosimiglianza è più che riuscita. Di grande impatto, oltre che lo sfondo in cui i personaggi si muovono, è senza dubbio è la serie di sottotrame che si sviluppano nell’arco degli otto episodi, sapientemente distribuite nel corso della visione. Il problema, tuttavia, è che la trama principale non funziona. Il tutto sembra essere trattato superficialmente; forse per lasciare spazio alle possibilità della seconda – già confermata – stagione. O forse per la volontà di trattare più linee narrative in contemporanea. Tant’è, però, che questo escamotage non serve al suo scopo. E lo spettatore si ritrova a dover assistere a una storia che, purtroppo, non decolla mai.

Per quanto le doti attoriali di Orlando Bloom non possano essere messe troppo in dubbio, nelle vesti dell’investigatore Philo il suo potenziale non viene sfruttato. E quello che lo schermo ci restituisce è una interpretazione piatta, quasi da manuale; priva di una qualsiasi enfasi. Lo stesso, purtroppo, accade per quanto riguarda la performance di Cara Delevingne, che non permette allo spettatore di creare empatia con il suo personaggio. Più convincenti, invece, le prove attoriali dei personaggi secondari; in particolare, Indira Varma (Game of Thrones), David Gyasi (Interstellar) e Tamzin Merchant (Salem) risultano particolarmente adatti ai loro ruoli. Costruiti con minuzia e, a parere di chi scrive, decisamente più interessanti della storia principale – che vorrebbe tra l’altro la storia d’amore tra Philo e Vignette in prima linea ma che, per onor del vero, risulta essere scontata e con poco mordente – dominano le loro scene in maniera più che convincente.

 Analisi tecnica e conclusioni

La nostra recensione di Carnival Row non può dirsi, a conti fatti, del tutto positiva. Senza dubbio la serie sa giocare bene con i registri, unendo al fantasy il noir e, presentandoci una serie in costume, facendo accavallare il tutto con il period drama. Tuttavia, tutto ciò non basta a far decollare un progetto che, probabilmente, è stato studiato per avere più mordente non in una singola stagione ma soltanto se pensato in un arco temporale più ampio. Non a caso, intuendo la potenzialità della serie, Amazon Video ha già rinnovato la serie per una seconda stagione. E su questo la piattaforma non sbaglia. Carnival Row ha sicuramente molto potenziale, ma in questa prima stagione ha dato sfoggio soltanto delle due possibilità; senza dare niente in cambio.carnival row recensione

Nonostante un’ottima fotografia e una regia molto cinematografica, come negli ultimi tempi si punta a fare, è impossibile andare oltre la poca consistenza della trama. La quale, spesso e volentieri, sembra ridursi alla sempre più in voga – e quindi sempre più banale – critica sociale sulla discriminazione di classe. D’altro canto, l’ambientazione risulta convincente e il finale della prima stagione sembra lasciar presagire ottimi sviluppi futuri; concludiamo dicendo che Carnival Row è una serie apprezzabile, con buone prospettive future che, al momento, non sono ancora state sfruttate sapientemente ma che potenzialmente potrebbero trasformarsi in un successo.

Carnival Row

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Atmosfera e ambientazione
  • Storylines secondarie

Lati negativi

  • Trama principale debole che tarda a svilupparsi
  • Poca chimica tra i protagonisti

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