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Personaggi iconici – Confronto tra i personaggi cult di Birdman e Shining

Jack Torrance e Riggan Thomson: tra crisi interiori e specchi rivelatori

Continuiamo la nostra rubrica sui personaggi iconici del cinema contemporaneo con un’analisi un po’ diversa dal solito. Stavolta metteremo a confronto due grandi personaggi cult come Jack Torrance e Riggan Thomson. Il tutto filtrato da un tema comune: lo specchio.
Esso è un oggetto che nel cinema ha sempre svolto una funzione privilegiata rispetto ad altri “oggetti quotidiani” ed il tema più spesso associatogli è sempre stato quello del doppio: dove c’è uno specchio c’è anche (quasi sempre) un personaggio afflitto da una profonda crisi interiore.

Un esempio pregnante sono tutti gli specchi presenti in un film ormai cult come Taxi Driver. Tutti ricorderanno la famosa scena del monologo in cui Travis pronuncia l’ormai leggendaria frase “You talking to me?”.
Vorremmo qui mettere a confronto due film che hanno come protagonisti personaggi “in crisi”, attraverso i quali il tema del doppio viene caratterizzato come disturbo dissociativo della personalità o come ossessione psicotica.

Birdman e Shining a confronto

 Gli specchi di Kubrick

Il primo è una pellicola diventata una pietra miliare della cultura cinematografica: Shining (Stanley Kubrick, 1980), in cui sono presenti degli specchi ambigui ed allo stesso tempo rivelatori. Rifacendoci ad un bellissimo testo del Professor Paolo Bertetto, insegnante di Cinema presso La Sapienza di Roma (Lo specchio e il simulacro, Bompiani, 2007) noteremo che ci sono in particolare due sequenze pregnanti in questo film.

  • La prima è quella in cui Wendy porta la colazione in camera a Jack (Jack Nicholson), il quale viene visto attraverso l’immagine raddoppiata dallo specchio – quest’ultimo rivelato da una lenta carrellata all’indietro della macchina da presa. Qui viene privilegia l’immagine speculare, che arriva a sostituire tutta l’immagine del mondo (diegetico) e che è una traccia del processo di trasformazione radicale del personaggio di Jack, che sta cominciando a impazzire.
  • Nella seconda sequenza invece ci troviamo all’inizio del film. Il piccolo Danny viene ripreso nel bagno di casa parlare con qualcuno non inquadrato (la macchina da presa è posizionata nel corridoio, impedendoci di vedere il viso del bambino ed il suo interlocutore). Subito dopo lo stacco in cui assistiamo  alla telefonata tra Jack e Wendy, in cui lui le comunica del nuovo lavoro all’Overlook Hotel. L’inquadratura torna su Danny e scopriamo che il suo interlocutore è la sua stessa immagine speculare, personificata però in Tony, il suo amico immaginario (ed alter ego), che sarà rivelatore di passato e verità.

The shining specchio

Il “Super Io” di Keaton

Il secondo film è Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu del 2014. Tutta la pellicola è una profonda riflessione sull’ intero sistema della rappresentazione – non solo del cinema e della critica. É anche, e soprattutto, un’aperta critica all’universo americano contemporaneo – da Hollywood, a Broadway, a Twitter, fino ai supereroi ed alle loro trasposizioni cinematografiche.

Il protagonista è un attore sessantenne in crisi (Michael Keaton). Dopo essere diventato famoso negli anni Novanta come interprete di Birdman (un supereroe travestito da uccello, che non può non ricordare il Batman di Tim Burton) prova a rilanciarsi come attore e regista di teatro. Il suo debutto a Broadway sarà con un’opera di Raymond Carver (What We Talk About When We Talk About Love, 1981).

Il regista rivela tutti i turbamenti del protagonista, Riggan Thomson, già dalla prima inquadratura in cui si svela chiaramente il suo viso. Per tutta la sequenza iniziale del film vediamo Riggan di spalle (che fluttua in mutande davanti alla finestra). Dopo una conversazione via Skype con la figlia (Emma Stone), si siede davanti allo specchio del suo camerino, rivelandosi per la prima volta allo spettatore. La macchina da presa resta per qualche secondo fissa sulla sua immagine riflessa. E lui guarda attraverso di essa il poster di “Birdman” appeso nella stanza.

Birdman specchioGià da questa prima inquadratura ci viene mostrato il dualismo del personaggio – che si andrà esplicitando nel corso del film. Egli vive ancora imprigionato nel suo alter ego famoso, nel suo Io “super”. Un personaggio che non può che essere scisso nel profondo della sua individualità. In questo caso, come in Shining, lo specchio è rivelatore di crisi e scissione profonda della psiche del protagonista.

 

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