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Film LGBT: i migliori titoli da vedere assolutamente!

Una top dedicata ai più famosi film a carattere LGBT che non potete assolutamente perdere!

Nel corso della storia del cinema, molti argomenti sono stati trattati solo successivamente, perché considerati dei veri e propri taboo. È il caso dei film lgbt, la cui sigla oggi si allunga a lgbtqia, ossia: lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersessuale e asessuale. Il cinema omosessuale, nel corso degli anni, ha assunto dei caratteri propri, specifici, diventando un settore importante della cinematografia mondiale. Molti titoli associati a questo tipo di produzione sono oggi dei cult. È il caso di Philadelphia, il primo lungometraggio in assoluto a parlare di Aids e Hiv; oppure il recente The Danish Girl, che racconta le vicende del primo transgender della storia.

I film lgbt parlano a tutti, senza distinzione. Alcuni possono rappresentare e sfatare stereotipi, altri si incentrano sul dolore e sulle difficoltà affrontate quotidianamente dai diretti interessati. In ogni caso si tratta sempre di storie avvincenti, che siano esse drammatiche o più leggere, che rappresentano una fetta di mondo oggi sempre più presente e importante. Ecco quindi i migliori film lgbt secondo FilmPost!

Indice:

Migliori film lgbt

Philadelphia (1993)

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Due anni dopo il successo de Il silenzio degli innocenti, che gli vale un Oscar alla migliore regia, Jonathan Demme dirige un lungometraggio che entra di diritto nella storia del cinema. Il soggetto e la sceneggiatura di Ron Nyswaner prendono spunto da una vicenda reale, accaduta qualche anno prima a Boston. Il film non è importante solo per quello che riguarda la straordinaria interpretazione dei protagonisti o per il modo in cui è trattato il delicatissimo tema; ma soprattutto per essere il primo a parlare apertamente di Aids e Hiv, all’epoca considerati dei taboo assoluti.

Andrew Beckett (Tom Hanks) è un giovane avvocato appena assunto da un’importante agenzia. Ma ben presto i suoi datori di lavoro trovano delle incompatibilità, soprattutto dopo la venuta di alcune strane macchie sulla sua pelle. Licenziato, a suo dire, ingiustamente, chiede aiuto a Joseph Miller (Denzel Washington), avvocato inizialmente ostile alla causa, terrorizzato di contrarre anch’esso l’Aids. Il film è un percorso legale, il cui esito non è rilevante come il racconto della malattia sviluppata da Beckett, terribile e infame. Nel cast anche Antonio Banderas (nel ruolo del compagno di Beckett), Mary Steenburgen e il cestista Julius Erving, nel ruolo di se stesso. Premio Oscar a Tom Hanks e Bruce Springsteen, quest’ultimo per la miglior canzone originale.

Le fate ignoranti (2001)

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Ferzan Özpetek costruisce nel 2001 una pellicola di grandissimo successo, tra le migliori del regista turco, che firma anche la sceneggiatura. La trama ruota attorno ad Antonia (Margherita Buy), una virologa specializzata nella cura dell’Aids. La sua vita piatta ma altolocata subisce un duro colpo dopo la morte di suo marito Massimo (Andrea Renzi), venuto a mancare per colpa di un incidente d’auto. Nel mettere via le sue cose, Antonia trova un quadro particolare, chiamato come la pellicola, la base di una serie di indizi che la porta a scoprire un fatto sconcertante. Suo marito, infatti, aveva una doppia vita, che condivideva con Michele (Stefano Accorsi), il suo amante.

Özpetek torna a sviluppare uno dei suoi temi preferiti, quello dell’omosessualità. In una incessante vena artistica autobiografica, il regista turco naturalizzato italiano costruisce delle storie mai banali, solo leggermente stereotipate, ma sempre di grande impatto emotivo. Nel cast l’inseparabile Serra Yılmaz, Gabriel Garko, in una delle sue interpretazioni più memorabili, Filippo Nigro e Luca Calvani. Il film ricevette diversi riconoscimenti importanti a livello nazionale ed europeo, tra cui quattro Nastri d’Argento.

Monster (2003)

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Patty Jenkins, recentemente sulle luci della ribalta per Wonder Woman, dirige all’inizio del nuovo millennio un film duro, forte, estremo. Soggetto e sceneggiatura, della stessa regista, prendono spunto dalla storia vera di Aileen Wuornos, una serial killer statunitense giustiziata in Florida per aver ucciso sette uomini. La parte della protagonista viene affidata a Charlize Theron, del tutto irriconoscibile e vincitrice dell’Oscar per la migliore attrice protagonista.

Aileen Wuornos è, fin dall’età di tredici anni, una prostituta. Intraprende questa professione per sopravvivere, non avendo imparato alcun mestiere e non riuscendo a trovare un lavoro, anche per colpa dei modi e dell’aspetto rozzo. Una sera incontra Selby (Christina Ricci), una fragile ragazza omosessuale rimasta sola. Quest’ultima la invita a passare la notte nel suo appartamento, e da lì inizia una difficile relazione. Aileen, nel frattempo, inizia a mietere le sue vittime, con una frequenza sempre maggiore. Dapprima per autodifesa, e poi per una sorta di reazione naturale. La pellicola venne candidata a diversi premi importanti, complici anche le brillanti interpretazioni delle protagoniste.

Brokeback Mountain (2005)

migliori film lgbt da vedere

Una vera e propria leggenda, Ang Lee, dirige uno dei film più importanti degli ultimi decenni, molto amato da un pubblico eterogeneo. Le ormai celebri vicende di Jack Twist ed Ennis Del Mar (Jake Gyllenhaal e Heath Ledger) sono narrate con una tecnica e un’atmosfera, più che coinvolgente, quasi dolorosa. Due cowboy, divenuti tali per necessità, costruiscono un rapporto dapprima lavorativo, poi travolgente e amoroso, che sfocia anche in una passione che nessuno dei due aveva mai immaginato. Ciò li porta ad avere dei grossi problemi con le loro mogli (Anne Hathaway e Michelle Williams) e con la propria identità.

Un film, quello di Lee, che ha segnato il confine tra possibile e impossibile, tra taboo e libertà di espressione. Ne è un esempio la pesante censura intrapresa da alcuni organi come la RAI, che ha tagliato le scene più esplicite dal punto di vista amoroso e sessuale prima di mandarlo in onda sulle sue reti. Un comportamento aberrante che ricalca la storia raccontata nel film, di un amore impossibile e “sbagliato”, che porta i due protagonisti a vivere un’esistenza a metà. Tratto dal racconto Gente del Wyoming di Annie Proulx, il film è vincitore di tre premi Oscar su otto nomination totali.

Transamerica (2005)

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Scritto e diretto dallo semi-sconosciuto Duncan Tucker, il film ha ricevuto un’inaspettata accoglienza, data probabilmente dal mix di dramma e comicità involontaria e dalla particolarità della storia. Brie Osbourne (Felicity Huffman) è una transgender di Los Angeles, impiegata presso un fast-food. Il suo più grande desiderio è quello di diventare a tutti gli effetti una donna, quindi di sottoporsi all’operazione per il cambio di sesso. I casi della vita, tuttavia, vogliono che dopo ben diciassette anni riceva una telefonata particolare, che la informa del fatto di avere un figlio di nome Toby Wilkins (Kevin Zegers). Dapprima intenzionata a non averci niente a che fare, decide poi di incontrarlo, ma tenendolo all’oscuro di tutto.

Transamerica è un vero successo commerciale, nominato in diversi premi prestigiosi, tra cui gli Academy Awards (per Felicity Huffman e Dolly Parton, la seconda per la miglior canzone originale). La Huffman si è aggiudicata il Golden Globe per la sua incredibile interpretazione, molto sentita e personale. Il film è oggi un caposaldo del cinema lgbt, ma anche dell’intera cinematografia mondiale.

Film lgbt: i più recenti

Milk (2008)

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Gus Van Sant dirige una sceneggiatura di Dustin Lance Black, famoso attivista per i diritti lgbt, ispirata ad una storia vera. Il protagonista è Sean Penn, che interpreta Harvey Milk, il primo politico dichiaratamente omosessuale al mondo. La sua lunga e ardua ascesa alla carica di consigliere comunale della città di Castro è ostacolata da oppositori bigotti e omofobi. La vera vicenda viene testimoniata attraverso toccanti immagini di repertorio, all’inizio e alla fine del film.

La vita del politico è stata straziata non solo dalla discriminazione nei suoi confronti e dall’ostilità delle alte cariche politiche, ma anche da tormentate vicende amorose. La sua tranquilla vita di titolare di un negozio di fotografia viene sconvolta da avvenimenti estremamente gravi. L’importanza di questa pellicola non è solo puramente cinematografica, ma anche storica e sociologica. Le lotte per i diritti LGBT sono infatti state rinvigorite dall’uscita di questo importante documento, il quale è stato premiato con due Oscar (per un totale di otto nomination). Nel cast anche Emile Hirsch, Josh Brolin e James Franco.

 A Single Man (2009)

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Esordio alla regia per lo stilista Tom Ford, che scrive anche la sceneggiatura. Ispiratosi al romanzo Un uomo solo di Christopher Isherwood, riprende le vicende di George Falconer (Colin Firth), un professore universitario anglosassone. L’uomo, dopo la morte del suo compagno Jim (Matthew Goode), non riesce più a vivere. Il suo intento è infatti quello di suicidarsi, per porre fine alle sofferenze di una vita senza più alcun senso. George scrive alcune lettere d’addio, e prepara la pistola con cui compiere l’estremo gesto. Il destino, tuttavia, lo porta a incontrare vecchie conoscenze, che in un modo o nell’altro lo allontanano dall’idea.

Il film, soprattutto trattandosi di un esordio, ha avuto un forte impatto sugli spettatori e sulla critica, principalmente per la delicatezza con cui sono trattati i delicati argomenti. Il cast, molto ricco, vede tra gli altri Julianne Moore, Nicholas Hoult e Jon Kortajarena, nella parte di un prostituto spagnolo. Colin Firth è stato nominato agli Oscar per il miglior attore protagonista, e ha ricevuto una candidatura anche ai Golden Globe, portandosi a casa invece un BAFTA e un riconoscimento alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Mine vaganti (2010)

film lgbt

Ferzan Özpetek ingaggia un cast corale per questo film lgbt che descrive uno dei problemi più comuni degli omosessuali: l’ostilità della famiglia. Uno dei protagonisti è infatti Tommaso (Riccardo Scamarcio), trasferitosi a Roma per vivere in pace e senza oppressione la sua relazione con Marco (Carmine Recano). Tornato nel Salento, la sua terra natia, si trova ancora una volta a dover combattere contro le difficoltà di una famiglia retrograda e omofoba, in particolare suo padre Vincenzo (Ennio Fantastichini). Ma è solo dopo il coming-out di suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi), cacciato via di casa perché gay, che Tommaso capisce di non avere scelta: deve continuare a mentire ai suoi genitori, se vuole continuare a gestire l’impresa familiare.

Il cast corale vede anche la presenza di Nicole Grimaudo, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Daniele Pecci, Carolina Crescentini, Giampaolo Morelli e la compianta Ilaria Occhini. Tutti i personaggi sono caratterizzati, alcuni quasi stereotipati, ma nessuno è privo di spessore. Due David di Donatello (a Fantastichini e alla Occhini) su tredici candidature totali, oltre ad altri numerosi riconoscimenti.

La vita di Adele (2013)

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Il più recente manifesto del cinema omosessuale francese si affaccia al mondo con un’intensità notevole. Il film, diretto da Abdellatif Kechiche e diviso in due capitoli, ha scosso il mondo per la sua forza narrativa. La storia è quella di Adele (Adèle Exarchopoulos), eccentrica ragazza dichiaratamente lesbica dai bizzarri capelli blu. Il film si basa sulla sua potente storia d’amore con Emma (Léa Seydoux), molto più timida e riservata. Proprio la loro diversità le porta a dei tormenti, il cui finale è colmo di malinconia. La pellicola è ispirata al romanzo a fumetti Il blu è un colore caldo, di Julie Maroh e ha ricevuto due riconoscimenti al Festival di Cannes.

La lunghezza della pellicola, di circa 180 minuti, è dovuta all’inserimento nel medesimo film di due capitoli, presi appunto dal romanzo a fumetti della Maroh. Nonostante alcune sostanziali differenze con esso, la sceneggiatura dello stesso regista ne riprende i punti fondamentali, venendo anche criticata per alcune scene di sesso al limite del pornografico. Ciò non ha impedito al lungometraggio di ricevere diversi prestigiosi riconoscimenti.

Dallas Buyers Club (2013)

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Jean-Marc Vallée dirige magnificamente una sceneggiatura di Craig Borten e Melisa Wallack ispirata a una storia vera. Il film è ambientato alla fine degli anni Ottanta, in Texas. Ron Woodroof (Matthew McConaughey), un tipico texano rude e sregolato, conduce una vita fatta di alcol, sesso e droga. Un rapporto occasionale con una tossicodipendente lo porta a contrarre il virus dell’Hiv, tramutato presto in Aids. L’uomo non vuole ammettere a se stesso di avere questa terribile malattia, perché considerata prerogativa degli omosessuali uomini. Ma la diagnosi impietosa lo fa scontrare con la dura realtà. Un altro personaggio chiave è Rayon (Jared Leto), una transessuale sieropositiva, che cerca in tutti i modi di far ragionare Ron, portandolo poi ad aprire una raccolta fondi per i malati di Aids.

Un film forte, sconvolgente, a tratti insopportabile, ma portatore di una verità importante e di una morale ancora più necessaria. Nel cast anche Jennifer Garner. La pellicola ha ricevuto moltissimi riconoscimenti importanti, tra cui tre Academy Awards su sei candidature totali. Premio Oscar per Matthew McConaughey e Jared Leto, per le loro straordinarie interpretazioni.

I film lgbt dei giorni nostri

The Danish Girl (2015)

migliori film lgbt da vedere

Negli ultimi anni c’è stato un proliferare di film LGBT, che hanno conquistato sia la critica che il pubblico. Tom Hooper racconta la vera storia di Einar, giovane pittore sposato con Gerda, incantevole pittrice molto meno nota del coniuge. Il loro rapporto entra in crisi, soprattutto a causa delle tendenze omosessuali di Einar, che lo spingono a diventare Lili, il primo transgender della storia. L’incredibile interpretazione di Eddie Redmayne lo porta a ricevere una candidatura agli Oscar, ma è Alicia Vikander ad aggiudicarsi l’unica statuetta su quattro nomination totali. Il film è stato vietato ai minori di 17 anni negli Stati Uniti, per la presenza di nudi e forti tematiche omosessuali.

La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo La danese, scritto da David Ebershoff quindici anni prima. Nel cast sono presenti anche Matthias Schoenaerts, Ben Whishaw, Amber Heard e Sebastian Koch. Il successo del film non è dato solo dalle numerose candidature ai più prestigiosi premi internazionali, ma anche dal forte attaccamento del pubblico, che ha largamente apprezzato il lungometraggio.

Carol (2015)

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Sempre nel 2015, Todd Haynes, regista famoso per il suo particolare racconto dell’omosessualità al cinema, dirige una sceneggiatura di Phyllis Nagy, tratta dal romanzo degli anni ’50 The Price of Salt, della scrittrice Patricia Highsmith. Due donne molto diverse, Carol Aird e Therese Belivet, si incontrano in un modo molto casuale, e si rincontrano in modo ancora più fortuito. Tra le due, prima ancora che se ne potessero anche solo accorgere, nasce un’amicizia molto particolare e intensa, che poi sfocia in un rapporto amoroso decisamente non convenzionale. Il film, e il romanzo prima di lui, esplora la sessualità di due donne diverse ma accomunate dal sentimento e dalla curiosità.

Nel cast Cate Blanchett, Sarah Paulson, Kyle Chandler e John Magaro. Oltre a diverse candidature ai prestigiosi Academy Awards e Golden Globe, il film ha concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes, dove Rooney Mara ha ricevuto il riconoscimento di migliore attrice. Molto apprezzato da critica e pubblico, è uno dei migliori film dell’anno.

 Moonlight (2016)

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L’anno di La La Land viene ricordato anche da un altro enorme film, uscito da pochi anni ma già considerato una delle più grandi produzioni di sempre. Barry Jenkins, otto anni dopo l’uscita del suo primo lavoro sul grande schermo, decide di lavorare su una storia di Tarell Alvin McCraney, che aveva portato a teatro la pièce intitolata In Moonlight Black Boys Look Blue. Il dramma, caratterizzato da droga, povertà, Aids e la scoperta della propria sessualità, anche nella sua versione cinematografica viene suddiviso in capitoli, che ricalcano le diverse fasi della vita di Chiron (Trevante Rhodes). Da bambino, a adolescente e poi infine adulto. Qui l’omosessualità non è la componente principale, ma un elemento determinante per il protagonista, che esplora un altro aspetto della sua vita.

Moonlight ha ottenuto un incredibile successo di critica e pubblico, nonostante non abbia fatto un figurone al botteghino. Nonostante questo, si è aggiudicato molti riconoscimenti prestigiosi, tra cui l’Oscar al miglior film, il primo caso per un film lgbt e dal cast interamente di colore. Inoltre Mahershala Ali vince la sua prima statuetta, per il miglior attore non protagonista.

Chiamami col tuo nome (2017)

migliori film lgbt

Candidato a quattro premi Oscar, tra cui miglior film, il lungometraggio di Luca Guadagnino riprende il romanzo omonimo, di André Aciman. La storia tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer) è quella di un amore impossibile, tra un ragazzo e un professore d’archeologia. Invitato a passare le vacanze in Italia dal padre di Elio (Michael Stuhlbarg), cerca di resistere al ragazzo, che lo provoca in ogni modo. Il film offre una visione caratteristica dell’Italia, in una cornice di un amore omosessuale vissuto con leggerezza ma con molta accortezza.

James Ivory ha ricevuto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, il primo della sua lunga carriera. Da alcuni aspramente criticato, ma dai più molto apprezzato, Call me by your name è un film molto forte, il cui spessore però si nasconde dietro suggestivi paesaggi e il caldo torrido dell’estate. Alcune indiscrezioni raccontano del progetto di sviluppare una seconda parte, sempre diretta da Guadagnino.

Tuo, Simon (2018)

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Nel 2018, il film lgbt che ha ricevuto più attenzione è stato inevitabilmente Love, Simon, di Greg Berlanti. Tratto dal libro Simon vs. The Homo Sapiens Agenda, di Becky Albertalli, il film vede come protagonista il diciassettenne Simon (Nick Robinson), omosessuale non dichiarato, il quale affronta con l’inesperienza della sua età le prime turbe amorose. In particolare, il ragazzo s’intrattiene conversando anonimamente con Blue, conosciuto online, del quale però ignora la fisicità. La vicenda coinvolge lo spettatore anche grazie all’interpretazione di Robinson, la quale permette a chi guarda di identificarsi in Simon con facilità. Le tematiche (incontri online, amore adolescenziale, il coming out ed il coming-of-age) fanno il resto.

Il cast si arricchisce di nomi molto conosciuti e importanti, come quello di Jennifer Garner, Katherine Langford, Miles Heizer e Tony Hale. La colonna sonora vanta titoli di Troye Sivan, Khalid, The 1975 e Whitney Houston. Il film ha ricevuto un plauso da pubblica e critica, e anche in questo caso alcune indiscrezioni parlano di un possibile sequel.

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