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Film slasher: 10 titoli da vedere assolutamente

Ecco una lista dei migliori film slasher da vedere, tra precursori e recenti omaggi

Lo slasher (dall’inglese to slash, ferire in profondità con un’arma affilata) può essere considerato come un vero e proprio genere cinematografico, di stampo horror. Più precisamente va considerato come un sottogenere dell’horror, che ha raccolto negli anni il maggior numero di icone moderne del cinema dell’orrore. Lo slasher si riconosce grazie a elementi ben precisi, che hanno creato un vero e proprio canone. Solitamente vi è un maniaco omicida (quasi sempre mascherato) che dà la caccia a un gruppo di giovani in un campus universitario o un campeggio o in altri spazi delimitati. Gli omicidi sono cruenti e le armi utilizzate sono spesso coltelli affilati.

Il capostipite dello slasher è considerato Halloween – La notte delle streghe (1978) di John Carpenter, ma in realtà esistono film precedenti che incarnano già il tipico canone slasher. Tuttavia la contaminazione con altri generi e caratteristiche non li rendono slasher veri e propri. Tra i film più iconici ci sono invece Nightmare – Dal profondo della notte (1984) di Wes Craven e Venerdì 13 (1980) di Sean S. Cunningham. L’aspetto più interessante dello slasher è il fatto che, nonostante sia ricco di ragazze attraenti, scene di sesso e fiumi di sangue, si rivela un genere fortemente puritano. Infatti i giovani più disinibiti e che scoprono il sesso vengono brutalmente uccisi.

A sopravvivere è invece la vergine, la final girl che riesce a sconfiggere il maniaco. È una regola che si ripete spesso e che uno slasher postmoderno come Scream non ha mancato di sottolineare. Senza porre altri indugi, di seguito trovate una proposta di 10 film slasher da vedere assolutamente. Questa lista, non essendo esaustiva, cerca di includere precursori e pellicole più recenti che rendono omaggio al canone di questo genere orrorifico. L’ordine in cui sono inseriti i film è cronologico.

L’occhio che uccide (1960) – Film slasher da vedere

Il 1960 è un anno cruciale per il genere slasher: l’uscita de L’occhio che uccide di Michael Powell e Psycho di Alfred Hitchcock getta le basi cinema slasher degli anni ottanta. Nel film di Powell sono ben visibili molti dei temi presenti nel genere: il voyeurismo maschile, l’omicidio come spettacolo, la perversione sessuale e l’uccisione violenta come sostituto della gratificazione sessuale.

Il protagonista è Mark Lewis, un cineoperatore che da bambino è stato traumatizzato dal padre, il quale, per studiare le reazioni alla paura, lo riprendeva con una cinepresa dopo averlo spaventato a morte. Per risolvere il suo conflitto psichico, Mark comincia a uccidere giovani donne, filmando il terrore della vittima, costretta anche a guardarsi mentre muore. Un crudele modus operandi in cui Mark adopera una macchina da presa-macchina mortale: questa nasconde un affilato stiletto che egli usa per trafiggere le sue vittime.

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L’occhio che uccide è un horror d’autore che riflette su intricati percorsi della psiche umana e sullo stesso mezzo espressivo cinematografico. Viene considerato come precursore dello slasher per la forte presenza di voyeurismo maschile, manie omicide e armi affilate che penetrano corpi femminili, quasi sempre disinibiti.

Psycho (1960) – Film slasher

Anche Psycho è un horror d’autore che spiana la strada a un genere meno autoriale, che si avvicina maggiormente a un vasto pubblico giovane. Il capolavoro di Hitchcock contiene diversi elementi del canone slasher: un maniaco omicida armato di coltello ben affilato, un maschile desiderio voyeuristico e una giovane donna che ha “peccato” rubando dei soldi al suo capo. Ed è proprio la bellezza femminile a far riemergere i traumi del maniaco, che scatenerà poi una furia psicosessuale.

La trama di Psycho è nota a tutti ma lo riporteremo qui brevemente per i “profani”. Marion Crane (Janet Leigh) ruba quarantamila dollari al suo capo per poter vivere finalmente con il suo amante. Il suo piano presenta subito delle difficoltà quando, durante la sua fuga, comincia a essere seguita da un poliziotto. Per passare la notte Marion decide di fermarsi presso il Bates Motel, gestito dall’inquietante Norman (Anthony Perkins), che sembra nutrire interesse per lei. Quella sera Marion viene brutalmente assassinata sotto la doccia da una misteriosa figura femminile. La sorella della donna comincerà a indagare con l’aiuto di un detective e dell’amante di Marion.

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Psycho è un vero capolavoro non solo per il lavoro svolto sulla suspense e le convenzioni narrative, ma anche per la precisione con cui descrive la psiche di Norman, fra perversioni sessuali e manie omicide. Essendo un precursore dello slasher, stupisce tuttavia l’assenza di effetti gore, soprattutto nella scena della doccia. Hitchcock infatti non mostra il coltello che entra nell’addome di Marion, ma raggiunge il medesimo obiettivo tramite i forti tagli fra un fotogramma e l’altro e la musica “tagliente” di Bernard Herrmann.

Non aprite quella porta (1974) – Film slasher da vedere

Un gruppo di ragazzi sta attraversando in auto le terre del Texas. La benzina comincia a scarseggiare e i giovani decidono di fermarsi nella vecchia casa dei nonni di una di loro. Accanto all’abitazione, c’è una famiglia di macellai che vivono nella miseria. I ragazzi, ignari della violenza e del cannibalismo a cui i vicini sono dediti, si addentreranno dove non avrebbero dovuto. Da quel momento inizierà per loro l’incubo: diventeranno vittime di Leatherface, uomo gigante e deforme armato di motosega.

Non aprite quella porta di Tobe Hooper è uno dei protoslasher per eccellenza usciti negli anni ’70. È proprio in questo film che assistiamo all’ingresso di elementi originali che in seguito faranno parte del canone slasher. I protagonisti sono dei giovani ragazzi che ignorano sinistri avvertimenti iniziali; il killer indossa una maschera e uccide con un’arma che lo contraddistingue; per la prima volta c’è una final girl, che sopravvive alla follia omicida. Inoltre gli eventi si svolgono in un tempo breve e in un luogo circoscritto, un’abitazione isolata. Tutti questi elementi ritorneranno negli slasher anni ottanta, ripetendosi sempre uguali.

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Non aprite quella porta, tuttavia, non è uno slasher a tutti gli effetti per diverse ragioni: ispirandosi a vicende reali, il film propone scene quasi documentarie, accompagnate da effetti gore che lo spingono sul terreno splatter. È innegabile però che Leatherface è un tipico maniaco della tradizione slasher: porta una maschera di pelle umana, usa un’arma mortale e affilata come una motosega e uccide senza alcuna pietà.

Black Christmas (Un Natale rosso sangue) (1974) – Film slasher

Nel 1974 esce nelle sale un altro protoslasher, che fisserà alcune delle regole immancabili per il genere: Black Christmas (Un Natale rosso sangue), diretto da Bob Clark. Questo horror canadese introduce l’ambientazione del campus universitario, che ritroveremo in diversi slasher successivi, come Scream 2 di Wes Craven. In più si ispira alla leggenda metropolitana della babysitter e del maniaco che le telefona dal piano di sopra, che non mancherà di ispirare anche Halloween di John Carpenter.

La trama di Black Christmas si concentra su alcune studentesse universitarie di un pensionato giovanile, che cominciano a ricevere inquietanti telefonate da parte di un maniaco. In seguito l’uomo passerà all’azione, iniziando ad assassinarle una ad una, mentre la polizia brancola nel buio.

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Black Christmas è ricco di luoghi comuni del genere slasher: il killer armato di coltello; le giovani ragazze che sembrano animare la furia omicida con la loro disinibizione sessuale; l’irrazionalità dei delitti e l’incapacità delle forze dell’ordine. È anche un ottimo thriller/horror di grande tensione, in grado di lasciare spiazzati con un finale aperto, fortunatamente non per un banale sequel.

Halloween – La notte delle streghe (1978) – Film slasher da vedere

Lo slasher è probabilmente il genere horror che incute maggior paura. Non ci sono fantasmi o vampiri ma un uomo come tanti, che però ha dei pericolosi istinti omicidi e ama girare mascherato, uccidendo perlopiù senza una ragione. Il cuore di tale questione è ciò che anima un cult come Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter. Michael Myers è il villain slasher per eccellenza, il vero uomo nero contemporaneo. Indossa un’inquietante maschera, usa un affilato coltello e uccide giovani innocenti. La motivazione? Sembrerebbe essere nessuna, perché Michael Myers è il male allo stato puro.

Nel 1963, a 6 anni, Michael Myers uccide la sorella Judith e in seguito viene rinchiuso nel manicomio di Smith’s Grove. Quindici anni dopo riesce a fuggire e ritorna nella sua casa natale, ad Haddonfield. Nella cittadina Michael comincia a pedinare la giovane Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) e le sue amiche. Sarà l’inizio di un incubo.

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Con Halloween prende forma completamente il concept slasher, preso a modello in seguito da una lunga serie di imitatori. Gli elementi del canone del genere ci sono tutti, dal killer mascherato quasi sovrumano alla final girl fino ai giovani più disinibiti uccisi brutalmente. Il film di Carpenter è stato in grado inoltre di imporsi nella memoria dello spettatore, grazie a una colonna sonora minimale ma inquietante e audaci sequenze, come quella iniziale girata tutta con la soggettiva di Michael.

Venerdì 13 (1980) – Film slasher

Venerdì 13 non è uno dei film memorabili nella storia del cinema horror, ma nell’ambito più circoscritto dello slasher è una tappa da non perdere. Nonostante abbia come elementi principali personaggi, ambientazione e situazioni già viste e che in seguito diventeranno ripetitive e noiose, Venerdì 13 stupisce per l’identità del killer e per un cliffhanger finale veramente inaspettato.

Il film è incentrato su un gruppo di giovani chiamati a lavorare per la riapertura di un campo estivo, anni dopo l’annegamento di un bambino. Una volta giunti al campeggio di Crystal Lake, i ragazzi cominciano a essere uccisi uno ad uno da un killer, di cui non si vede mai il volto. Solo la final girl scoprirà che il misterioso assassino è una figura che scardina tutte le regole del canone slasher.

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Per non cadere nella banalità, Venerdì 13 stupisce così con un killer privo di maschera e di sesso femminile. L’immaginario comune vede come villain del franchise di Venerdì 13 Jason Voorhees, con tanto di maschera da hockey e machete. Tuttavia egli comparirà a partire dal secondo capitolo. Anzi non è proprio così: non sveliamo altro per non rovinare la sorpresa a chi non si è ancora approcciato a questa serie di film.

Nightmare – Dal profondo della notte (1984) – Film slasher da vedere

Verso la fine della Golden Age dei film slasher, nel 1984 arriva una ventata di novità grazie al geniale regista Wes Craven. Il suo Nightmare – Dal profondo della notte si rivelerà una vera sorpresa, grazie all’introduzione dell’elemento sovrannaturale nel canone slasher. Il killer Freddy Krueger infatti si muove nel mondo dei sogni e gli omicidi che avvengono in quel mondo hanno una conseguenza uguale nella realtà.

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Anche qui le vittime di turno sono giovani ragazzi e non manca la final girl, che combatte da sola la battaglia finale con il mostro. A stupire sono però gli straordinari effetti visivi e la caratterizzazione di Freddy Krueger, un geniale mix di ironia e malvagità. In questo modo Nightmare, con il suo iconico personaggio e la sua trama intrigante, risolleva l’industria horror ormai satura di pellicole tutte uguali. Il film infatti avrà un grande successo ma lo slasher decadrà poco dopo. Ci penserà però qualche anno dopo lo stesso Wes Craven a riportarlo in auge in modo sorprendente.

Scream (1996) – Film slasher

In una notte come tante l’adolescente Casey Becker (Drew Barrymore) riceve la telefonata di uno sconosciuto. L’uomo al telefono comincia a terrorizzarla e la coinvolge in quiz sui film horror: solo le risposte esatte salveranno lei e il suo fidanzato dall’essere uccisi. Una serie di risposte sbagliate faranno apparire il killer, che porta una strana maschera ispirata all’Urlo di Munch. In seguito killer dirigerà la sua attenzione su Sidney Prescott (Neve Campbell), compagna di classe della defunta Casey. Sidney riesce a sfuggire a diversi tentativi di attacco da parte del killer. Ma chi sarà il misterioso uomo? Il suo fidanzato Billy o qualcun altro? Intanto la scia di sangue continua, colpendo amici e compagni di Sidney.

 

Con Scream Wes Craven riporta in auge non solo lo slasher ma anche l’intero genere horror, che sembrava destinato a una triste fine. Insieme al bravo sceneggiatore Kevin Williamson, il regista gioca con genialità con le convenzioni del genere, tra citazioni e umorismo. Per la prima volta il killer e i personaggi sanno di muoversi in una storia horror e conoscono i loro predecessori e le regole per sopravvivere: non fare sesso, non assumere droga o alcool e non dire mai “torno subito”. Gli adolescenti protagonisti però continuano a fare tutto ciò, come per rispettare le convenzioni del genere.

 

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Scream è quindi il primo slasher postmoderno e il perfetto esempio di neoslasher autoreferenziale. Le citazioni da cogliere sono tante: frasi e cognomi che riconducono ad Halloween oppure la morte di Drew Barrymore all’inizio che ricorda Janet Leigh in Psycho. Indimenticabile poi il modo giocoso con cui sono trattate le convenzioni di genere, che si mostrano ancora suscettibili a variazioni. E come dimenticare l’iconico Ghostface? Probabilmente è il serial killer mascherato più famoso dopo Michael Myers.

You’re Next (2011) – Film slasher da vedere

Giungendo a tempi più recenti, lo slasher viene omaggiato con particolari rivisitazioni e mescolanze. You’re Next di Adam Wingard fa decisamente un’operazione simile. Inizia come un normale horror home invasion, con dei killer mascherati che irrompono in una grande villa, in cui si sta tenendo una cena di famiglia. In seguito vira verso un contesto più slasher, con la rivelazione di una final girl più combattiva del solito.

Aubrey e Paul Davison decidono di festeggiare il loro anniversario, riunendo i figli in una isolata casa di campagna che hanno da poco ristrutturato. Con la famiglia riunita riemergono delle rivalità tra fratelli ma, durante una cena, a sconvolgere la situazione già delicata ci pensano tre assassini mascherati, che riescono anche a irrompere in casa.

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Un horror intelligente e sovversivo, tra l’home invasion e lo slasher “in incognito”, You’re Next è un film da non perdere per il suo particolare senso dell’umorismo e per la sua final girl, una ragazza dotata di uno spiccato talento per la sopravvivenza, che darà del filo da torcere ai tre misteriosi assassini.

Auguri per la tua morte (2017) – Film slasher

La bella e giovane Tree continua a ripetere sempre lo stesso giorno, quello del suo compleanno. Si sveglia nel letto di Carter, un ragazzo che l’ha aiutata la notte precedente quando era ubriaca, e alla fine della giornata viene uccisa da un maniaco con una strana maschera da neonato. Poi ricomincia lo stesso identico giorno. L’unico modo per spezzare questo loop mortale è scoprire l’identità del suo assassino.

Che trama è questa se non Ricomincio da capo in salsa slasher? Al loop temporale si uniscono molti elementi del canone: siamo in un campus universitario, la protagonista è un membro di una confraternita dai comportamenti poco morali e c’è un inquietante killer mascherato armato di coltello. L’intera struttura narrativa si basa dunque sul citazionismo del cinema anni Ottanta, quello slasher e quello a cui appartiene la suddetta pellicola con Bill Murray.

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Auguri per la tua morte risulta alla fine un prodotto molto gradevole, grazie a una buona sceneggiatura e alla sorprendente interpretazione di Jessica Rothe. Non mancano suspense, umorismo alla Mean Girls e approfondimenti psicologici, come il percorso di crescita interiore della protagonista. Auguri per la tua morte è il perfetto slasher contemporaneo o postmoderno, come lo si voglia dire. Ancora si rivolge a un target prettamente teen (proprio come lo slasher della Golden Age) e in più mescola omaggi e citazionismo con commedia e humor, ottenendo un ottimo equilibrio finale. Il film più adatto per chiudere la nostra lista.

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