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I 10 migliori film LGBT da vedere assolutamente!

Una top dedicata ai più famosi film a carattere LGBT che non potete assolutamente perdere!

Il Cinema, come ogni forma d’arte, affronta non solo argomenti leggeri e di puro intrattenimento, ma anche più seri e controversi. Uno di questi è sicuramente il mondo LGBT, ossia quello di omosessuali e transessuali. Da sempre al centro di accese polemiche e discussioni, questi lungometraggi sono stati anche protagonisti di importanti riconoscimenti. Ecco quindi i 10 migliori film LGBT da vedere.

I 10 migliori film LGBT: tra amore, sesso e umanità

Philadelphia (1993)

Considerato un vero e proprio gioiello della cinematografia LGBT di fine secolo, Philadelphia è ricordato per diversi motivi. Innanzitutto l’incredibile interpretazione di Tom Hanks, nel ruolo di Andrew “Andy” Beckett. Successivamente la splendida colonna sonora di Howard Shore e le indimenticabili canzoni originali di Bruce Springsteen e Neil Young. E poi, soprattutto, per il coraggio di trattare un tema, quello del pregiudizio dell’omosessualità e della gravità dell’AIDS, che in quegli anni erano un taboo molto forte. Questo film, diretto dal compianto Jonathan Demme, segna una vera e propria rivoluzione cinematografica. La trama ruota attorno alla storia di Andy, avvocato omosessuale e malato d’AIDS, e del tentativo di Joseph “Joe” Miller (Denzel Washington) di aiutarlo a vincere la causa contro i suoi datori di lavoro, i quali lo hanno licenziato data la sua posizione. Premio Oscar a Tom Hanks e a Bruce Springsteen.

Le fate ignoranti (2001) / Mine vaganti (2010)

Oltre a diverse commedie dissacranti e cariche di stereotipi, in Italia il tema dell’omosessualità nel cinema è associato al regista turco Ferzan Öpzetek. La sua filmografia (a parte rare eccezioni) tratta infatti quasi esclusivamente questo argomento, arricchendolo e dando ad esso prospettive diverse. Accade, per esempio nella pellicola di inizio secolo “Le fate ignoranti”, con protagonisti Stefano Accorsi e Margherita Buy. Qui l’omosessualità non è sdoganata o caratterizzata, ma è un pretesto per due persone apparentemente distanti di incontrarsi e conoscersi. Antonia è infatti alla disperata ricerca dell’amante di suo marito, ormai defunto, che si scopre essere Michele, non quindi una donna. In questa pellicola viene anche affrontato il tema dell’AIDS, attraverso il personaggio di Ernesto (un sorprendente Gabriel Garko).

In “Mine vaganti” l’omosessualità è invece più caratterizzata, con dei personaggi come Salvatore, Andrea o Marco (Massimiliano Gallo, Daniele Pecci, Carmine Recano). La trama ruota attorno alla difficile vita di Tommaso (Riccardo Scamarcio), che deve affrontare la sua omosessualità in opposizione ad una famiglia tradizionalista e ostile. Anche suo fratello maggiore Antonio (Alessandro Preziosi) è gay, ma a differenza di Tommaso ha trovato per primo il coraggio di dichiararsi, con grande scandalo per la piccola cittadina di provincia di cui i due sono originari.

Monster (2003)

Charlize Theron interpreta Aileen Wuornos, prostituta e serial killer. La sua vita cambia radicalmente quando incontra Shelby (Christina Ricci) in un locale gay. La giovane è fragile e profondamente depressa, dato il rifiuto dei suoi genitori dopo il suo coming out. Le due iniziano ad affezionarsi a vicenda, ma la vita di Aileen, sull’orlo del suicidio, è caratterizzata da disperazione e tragedia, portando la relazione a dei profondi turbamenti. Ma la forza del loro amore è troppo grande, e riuscirà a superare tutti gli ostacoli di ordine giuridico e morale. La prostituta, infatti, verrà arrestata per aver ucciso molti dei suoi clienti. L’incredibile interpretazione della Theron le frutterà un Oscar, unica nomination della pellicola.

Brokeback Mountain (2005)

Vincitore di tre premi Oscar (regia, sceneggiatura non originale e colonna sonora), ma candidato a otto premi totali (tra cui miglior film), il lungometraggio diretto da Ang Lee è un vero e proprio cult del cinema LGBT. I due cowboy più famosi del millennio, Ennis e Jack (Heath Ledger e Jake Gyllenhaal) hanno fatto sognare una generazione di romantici, omosessuali o meno. La trama si basa sul coinvolgimento emotivo e sessuale di questi due uomini, molto diversi caratterialmente e fisicamente. Entrambi sono alla ricerca di un lavoro, e vengono ingaggiati come pastori da un allevatore di Brockeback Mountain. Questa vicinanza li porterà all’amarsi, nonostante entrambi, successivamente, si impegnino con le rispettive consorti (Anne Hathaway e Michelle Williams).

Transamerica (2005)

Il regista Duncan Tucker dirige una straordinaria Felicity Huffman (candidata agli Oscar e vincitrice di un Golden Globe) e Kevin Zegers in una pellicola necessaria. La storia è quella di Stanley, un transgender che conserva tutto ciò che guadagna per poter effettuare l’operazione del cambio sesso. Bree (il suo nome da donna) scopre però di avere un figlio, Toby, il quale viene affidato a lei senza però sapere nulla. I due compiono un viaggio coast to coast, per poter trasferire il ragazzo a casa del suo patrigno, ma durante questo viaggio padre e figlio si conoscono meglio, nonostante la situazione surreale. Il film affronta il tema della transessualità con una nota comica, da commedia brillante, senza però dimenticare la vena drammatica e commovente. Nomination agli Oscar anche per la miglior canzone originale.

Milk (2008)

Gus Van Sant dirige Sean Penn in uno dei ruoli più importanti della sua carriera. L’attore premio Oscar interpreta infatti Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato ad aver ricoperto la carica di consigliere comunale della città di Castro. La vera vicenda viene testimoniata attraverso toccanti immagini di repertorio, all’inizio e alla fine del film. La vita del politico è stata tormentata non solo dalla discriminazione nei suoi confronti e dall’ostilità delle alte cariche politiche, ma anche da tormentate vicende amorose. La sua tranquilla vita di titolare di un negozio di fotografia viene sconvolta da avvenimenti estremamente gravi. L’importanza di questa pellicola non è solo puramente cinematografica, ma anche storica e sociologica. Le lotte per i diritti LGBT sono infatti state rinvigorite dall’uscita di questo importante documento, il quale è stato premiato con due Oscar (per un totale di otto nomination).

La vita di Adele (2013)

Il più recente manifesto del cinema francese si affaccia al mondo omosessuale con un’intensità notevole. Il film, diretto da Abdellatif Kechiche e diviso in due capitoli, ha scosso il mondo per la sua forza narrativa. La storia è quella di Adele (Adèle Exarchopoulos), eccentrica ragazza dichiaratamente lesbica dai bizzarri capelli blu. Il film si basa sulla sua potente storia d’amore con Emma (Léa Seydoux), molto più timida e riservata. Proprio la loro diversità le porterà a dei tormenti, il cui finale è colmo di malinconia. La pellicola è ispirata al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo”, di Julie Maroh e ha ricevuto due riconoscimenti al Festival di Cannes.

The Danish Girl (2015)

Negli ultimi anni c’è stato un proliferare di lungometraggi a tema LGBT, che hanno conquistato sia la critica che il pubblico. Tom Hooper racconta la vera storia di Einar, giovane pittore sposato con Gerda, incantevole pittrice molto meno nota del coniuge. Il loro rapporto entra in crisi, soprattutto a causa delle tendenze omosessuali di Einar, che lo spingeranno a diventare Lili, il primo transgender della storia. L’incredibile interpretazione di Eddie Redmayne lo porterà ad una candidatura agli Oscar, ma è Alicia Vikander ad aggiudicarsi l’unica statuetta su quattro nomination totali. Il film è stato vietato ai minori di 17 anni negli Stati Uniti, per la presenza di nudi e forti tematiche omosessuali.

Call me by your name (2017)

Candidato a quattro premi Oscar, tra cui miglior film, il lungometraggio di Luca Guadagnino riprende il romanzo omonimo, di André Aciman. La storia tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer) è quella di un amore impossibile, tra un ragazzo e un professore d’archeologia. Invitato a passare le vacanze in Italia dal padre di Elio (Michael Stuhlbarg), cerca di resistere al ragazzo, che lo provocherà in ogni modo. Il film offre una visione caratteristica dell’Italia, in una cornice di un amore omosessuale vissuto con leggerezza ma con molta accortezza. James Ivory ha ricevuto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, il primo della sua lunga carriera.

Tuo, Simon (2018)

Nel 2018, il film LGBT che ha ricevuto più attenzione è stato inevitabilmente “Love, Simon“, di Greg Berlanti. Tratto dal libro “Simon vs. The Homo Sapiens Agenda” di Becky Albertalli, il film vede come protagonista il diciassettenne Simon (Nick Robinson), omosessuale non dichiarato, il quale affronta con l’inesperienza della sua età le prime turbe amorose. In particolare, il ragazzo s’intrattiene conversando anonimamente con Blue, conosciuto online, del quale però ignora la fisicità. La vicenda coinvolge lo spettatore anche grazie all’interpretazione di Robinson, la quale permette a chi guarda di identificarsi in Simon con facilità. Le tematiche (incontri online, amore adolescenziale, il coming out ed il coming-of-age) fanno il resto.

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