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Shoah – 10 film sull’olocausto da vedere per non dimenticare

6) Train de vie

Ironico dramma sull’olocausto che segue l’impronta de La Vita è Bella di Benigni, diretto da Radu Mihăileanu nel 1998. Un gruppo di ebrei dell’Europa dell’est inscenano una finta deportazione per salvarsi dai campi di concentramento. Essi si travesteno da prigionieri ebrei e da soldati nazisti con lo scopo di raggiungere la Palestina su un treno, chiamato poi il “treno della vita” (Train de vie). Non sono pochi gli inconvenienti che dovranno affrontare durante il viaggio e il finale totalmente a sorpresa rende questa pellicola appassionante ed commovente.

Film sull'olocausto da vedereUn film sull’olocausto che strappa una risata amara, un gruppo di ebrei che si beffa del terzo reich e che mette in scena un piano a dir poco geniale per sopravvivere. Una pellicola in cui spicca il classico humor francese, che trasporta lo spettatore in un mondo lontano dagli orrori della guerra. Però, come in tutte le favole, si dovrà fare i conti con la crudeltà della realtà dell’epoca.


7) Il pianista

Il pianista è un altro grande film sulla Shoah, diretto da Roman Polanski nel 2002. Racconta la vera storia del pianista polacco Wladyslaw Szpilman (Adrien Brody) durante la seconda guerra mondiale, dal suo ingresso nel ghetto di Varsavia fino alla deportazione della sua famiglia. Egli intraprenderà una fuga che lo porterà a nascondersi in luoghi angusti e che lo condannerà ad anni di stenti e fame. Fuga che si concluderà solamente con la liberazione della città da parte dei russi.

Film sull'olocausto da vedereUn film toccante e un Adrien Brody magistrale, il quale vinse anche il premio oscar come miglior attore protagonista. Polanski ha ricostruito perfettamente l’atmosfera e l’ambiente del ghetto di Varsavia con riprese che colgono l’incredulità e la disperazione delle persone fino a inquadrare anche atti di puro orrore. Un crescendo continuo che parte sin dall’inizio del film per farci arrivare alla salvezza finale del protagonista tanto sognata. Tutto ciò oltrepassando però momenti sconvolgenti e di realismo a dir poco toccanti. Oscar a Polanski per la miglior regia.


8) The reader

Oscar a Kate Winslet come miglior attrice protagonista per l’interpretazione di Hanna Schmitz, ex guardia delle SS in un campo di concentramento. Un film sull’olocausto diviso in due parti: la prima ripercorre l’amore tra i due protagonisti Hanna (Kate Winslet) e Michael (Ralph Fiennes); i quali si rincontreranno dopo anni in un’aula di tribunale, durante un processo ad ex guardie delle SS naziste. Una pellicola in cui si percepisce una calma idilliaca iniziale, data dal rapporto di passione tra i due protognisti, che però poi svanisce durante la seconda parte.

Hanna e Michael sono costretti a fare i conti con la realtà dell’olocausto, e con tutte le conseguenze che ne derivano. Un amore che pare andare contro tutto e tutti ma che in realtà svanisce a causa di un senso di colpa della protagonista più forte di qualsiasi altro sentimento. Sentimento dovuto all’aver appoggiato una causa che ha portato la morte a migliaia di persone innocenti. Emozioni e passioni passano in secondo piano di fronte agli eventi della seconda guerra mondiale e agli orrori della Shoah.


9) Il bambino con il pigiama a righe

Commovente film sulla Shoah vista dagli occhi di due bambini: Bruno, figlio di un comandante tedesco delle SS di un campo di concentramento, e Shmuel, bambino ebreo deportato. I due si incontrano per caso e stringono una forte amicizia che va contro ogni pregiudizio e odio imposto dall’ideologia del terzo reich. Una pellicola che ancora una volta presenta l’olocausto visto dagli sguardi innocenti e ingenui dei bambini.

Come ne La Vita è Bella, i bambini non capiscono e non comprendono i motivi che spingono gli uomini a combattersi e a rinchiudere suoi simili in dei campi di sterminio. Bambini che non sono in grado di capire la gravità dei fatti e della situazione, che li porta ad affrontare senza paura e timore le guardie naziste del campo. Tant’è che la divisa da deportato di Shmuel viene vista dai piccoli protagonisti come un pigiama e non come qualcosa di orribile che contraddistingue i prigionieri da chi non lo è. Un film toccante ed estremamente emozionante che vi farà piangere dall’inizio alla fine. Trasporta su schermo l’atrocità dell’olocausto con un pizzico di innocenza infantile che rende il tutto ancora più convincente.


10) Il figlio di Saul

Miglior film straniero ai premi Oscar del 2016 per Il figlio di Saul, intenso dramma sull’olocausto che di certo non fa mancare pathos ed emozioni. Saul, ebreo deportato ad Aushwitz entrato nelle forze della Sonderkommando, riconosce tra i cadaveri, durante la pulizia delle camere a gas, suo figlio. Parte così alla ricerca disperata di un rabbino all’interno del campo per poter offrire al bambino una degna sepoltura. In primo piano vediamo la determinazione e il coraggio di un padre di sfidare la morte e preservare l’integrità del corpo del figlio, destinato ai forni crematori. Mentre sullo sfondo compare rivolta da parte delle Sonderkommando. Due prove di coraggio diverse, ma che mostrano come la voglia di vivere sia forte e determinante in un contesto come quello dell’olocausto.

Film sull'olocausto da vedereL’ossessione di Saul con cui persegue la sua volontà di seppellire il figlio lo terrà in vita in un contesto orrido di cui è stato chiamato incolpevolmente e obbligatoriamente a farne parte. Lo spettatore viene trasportato inevitabilmente nella ricerca di Saul. Indagine che scandisce il ritmo del film, mentre lo sguardo del protagonista cattura inerme le crude immagini del campo di concentramento. Un film sull’olocausto su un uomo mangiato dai sensi di colpa provenienti dalla posizione che ricopre. Il quale cerca di vincere in tutti i modi la battaglia contro la morte dopo che ha perso quella con la vita.



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