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Film di spionaggio: i 10 migliori titoli da vedere assolutamente

Per tutti gli amanti degli spy movies, ecco 10 film di spionaggio da recuperare

Da sempre i film di spionaggio hanno fatto parte della cultura popolare, spesso tratti da romanzi cardine della spy literature. Dalle opere di autori come Ian Fleming, Graham Greene e John Le Carrè sono nati tra i più importanti spy movies della storia cinematografica. Gli spy movies sono stati per moltissimo tempo i maggiori interpreti della seconda guerra mondiale, della guerra fredda e infine della nostra contemporaneità.

Per questo motivo, noi di FilmPost.it abbiamo deciso di dedicare una top a questo meraviglioso genere, cercando di inserire quelli che, a nostro parere, sono tra i migliori 10 film di spionaggio. Da Notorious di Alfred Hitchcock del 1946 fino a La talpa di Tomas Alfredson del 2011, abbiamo cercato di ricostruire la storia degli spy movies. Per ovvi moti abbiamo dovuto compiere delle scelte e delle omissioni, che potrebbero risultare rilevanti. Se questo articolo dovesse piacervi, però, potremmo prendere in considerazione di realizzare un Capitolo 2 con altri dieci titoli! Buona lettura!

Film di spionaggio da vedere:

Notorious – L’amante perduta (1946)

Parlando di film di spionaggio, non si può non menzionare Notorious – L’amante perduta di Alfred Hitchcock del 1946. Considerato uno dei primi film di spionaggio, come sottolineato da François Truffaut: “Notorious è la quintessenza del cinema di Hitchcock”. Costruito con grande attenzione e ricco di emozioni, vede protagonisti Cary Grant (Devlin) e Ingrid Bergman (Alicia), basandosi su un racconto intitolato The Song of the Dragon di John Taintor Foote del 1921.

Hitchcock riesce a coniugare perfettamente l’intreccio spionistico con la storia d’amore tra Alicia e Devlin, creando una suspense onnipresente. La commedia si tinge infatti di giallo e i due generi si fondono, dando vita a una forte tensione emotiva. Lo spettatore si ritrova continuamente a chiedersi quando si verificherà l’evento che rovinerà la precaria felicità, portando al disvelamento dell’intreccio. Notorious è il film più essenziale del maestro, ma non per questo ovvio. Ogni sequenza è girata con una maestria incredibile e la trama è capace di regalare diversi momenti di sussulto al pubblico.

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Il terzo uomo (1949)

Diretto da Carol Reed, sceneggiato da Graham GreeneIl terzo uomo è un classico del cinema di spionaggio inglese. Il film è ambientato in una Vienna rabbuiata da un decadente clima post-bellico, carica di tensione e di angoscia. Lo scrittore americano Holly Martins (Joseph Cotten) viene chiamato a Vienna dal suo amico Lime, il quale però si viene a sapere che è morto. Scoprirà dall’amante Anna Schmidt (Alida Valli) e dal maggiore Calloway (Trevor Howard) delle verità sconcertanti. La vicenda narrata tiene infatti lo spettatore incollato allo schermo dal primo all’ultimo minuto, sorprendendolo a metà pellicola. 

La trama è apparentemente semplice è invece ricca di colpi di scena e intrecci inaspettati. Reed dirige il film con un certo talento visivo che si può notare dall’uso sapiente del grandangolo e dalla realizzazione di bellissime inquadrature deformate, che contribuiscono a conferire al film il suo carattere teso e angoscioso. La fotografia curata da Robert Krasker e l’indimenticabile motivo musicale di Anton Karas rendono Il terzo uomo un vero must degli spy movies. L’apparizione di Orson Welles contribuisce a rendere immortale questo film, soprattutto per la scena dell’inseguimento finale nelle fogne.

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Intrigo internazionale (1959)

Intrigo internazionale è uno dei migliori film di Alfred Hitchcock, con il quale il maestro della suspense ha segnato la storia del cinema. L’articolata complessità dell’intreccio procede di pari passo con la godibilità del racconto, sorprendendo continuamente lo spettatore. Bastano i primi due minuti del film con la partitura incalzante di Bernard Herrmann e i titoli di testa animati da Saul Bass (che torneranno anche in Psycho), per passare dall’ordinario allo straordinario.

Cary Grant è un pubblicitario che viene coinvolto dalla CIA in uno scenario incredibile, che non lascia respiro allo spettatore. Accusato di assassinio, fugge senza tregua e sulla sua strada incontra Eve Kendall (Eva Marie Saint), l’amante del capo della mafia James Mason. Fra pirotecniche situazioni (l’iconica scena dell’aereo che insegue Cary Grant) e ironia inglese, Intrigo internazionale è un film perfetto a partire dalla sceneggiatura di Ernest Lehman, capace di far sorridere, divertire ed emozionare. Si tratta di un vero e proprio capolavoro di costruzione della tensione, immancabile tra i film sullo spionaggio.

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A 007, dalla Russia con amore (1963)

Tratto dall’omonimo romanzo di Ian Fleming, è il secondo film della serie spionistica di James Bond, con Sean Connery come protagonista. Dopo il successo di Licenza di uccidere, Terence Young viene confermato alla regia, dando vita a uno dei migliori film dell’intera saga. Il successo interplanetario del primo capitolo ha consentito di alzare l’asticella sia in fase di scrittura, che di realizzazione. La scrittura, affidata a Harwood e Maibaum, è decisamente più articolata e meno lineare del primo film, dotandosi di un ritmo meno altalenante e a una maggiore ironia.

Al contrario del precedente film, Dalla Russia con amore pone fin dai titoli di testa il confronto tra il blocco occidentale e l’Unione Sovietica. James Bond troverà nell’agente sovietico Tatiana Romanova, interpretata dalla bellissima Bond girl italiana Daniela Bianchi, un insospettabile alleato. I due faranno fronte comune contro la SPECTRE. Ambientato a Istanbul, città affascinante e pericolosa, Dalla Russia con amore ha un trama intrigante che pesca dal quadro socio-politico della Guerra Fredda. Indubbiamente uno dei migliori film della serie di James Bond.

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Ipcress (1965)

Nato dalla spy-novel The Ipcress File di Len Deighton, il film fu acclamato alla sua uscita dalla critica cinematografica, ricevendo dalla BAFTA il premio come miglior film inglese. Ipcress è il primo film di spionaggio nei quali l’attore Michael Caine interpreta la spia Harry Palmer, l’anti-Bond per eccellenza. Palmer è infatti un eroe atipico e maledestro, passato alla storia per il suo olimpico distacco dalle vicende che lo coinvolgono. Anche le figure femminili non ricordano le bellissime Bond girl della saga di 007. In Ipcress le figure femminili si limitano alla giovane vedova interpretata da Sue Lloyd, lontana dallo stereotipo della donna fatale.

Il film è uno 007 in versione casalinga, ambientato non in location esotiche ma in una Londra resa cupa e spenta grazie alle scenografie di Ken Adam, futuro scenografo di Barry Lindon. La struttura  si basa sulle atmosfere tipiche da spy-story e sul personaggio di Harry Palmer, impegnato nello sgominare l’organizzazione neo-nazista infiltrata nel Mi5 inglese. Molto del fascino e del coinvolgimento è sicuramente dovuto alle musiche di John Berry, alla fotografia di Otto Heller e al montaggio di Peter Hunt.

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La spia che venne dal freddo (1965)

Tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré, Martin Ritt dirige con grande mestiere un egregio film di spionaggio. Sceneggiato da Paul Dehn, il film segue le vicende di Alec Leamas, interpretato da un fenomenale Richard Burton. L’agente segreto britannico è stato inviato per un ultima volta nella Germania dell’Est per intrappolare il suo vecchio avversario Mundt, ma sarà lui a caderà in trappola.

Lanciato come l’anti-Bond, ebbe un buon successo di critica. La spia che venne dal freddo colpisce per la buona fotografia in bianco e nero di Oswald Morris, l’ambientazione suggestiva e la dinamica coinvolgente dell’intreccio diegetico. L’ambiguità del mondo spionistico è espressa in modo geniale, interrogando continuamente lo spettatore su determinate problematiche, come le ragioni di Stato e i sentimenti. Richard Burton ricevette una nomination agli Oscar e vinse un BAFTA e un David di Donatello. Da segnalare però anche le interpretazioni di Claire Bloom e Peter Van Eyck. Bellissima la colonna sonora scritta da Sol Kaplan, che si sposa bene con le atmosfere cupe e malinconiche del film.

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I tre giorni del Condor (1975)

All’alba dello scandalo Watergate del 1972, I tre giorni del Condor si presenta come la materializzazione delle ansie sorte intorno all’opinione pubblica mondiale del tempo. Sydney Pollack costruisce una pellicola ancora terribilmente attuale, coinvolgendo due attori acclamati dalla critica come Robert Redford e Faye Dunaway. Il film, girato magistralmente, riesce a stregare ogni tipo di spettatore, anche quello meno amante del genere cospirativo e del thriller classico.

Ambientato in una cupa Manhattan, il silenzio de I tre giorni del Condor viene bruscamente interrotto da una sparatoia, che uccide tutti gli impiegati di una sezione della CIA impegnata nell’attività di raccolta di informazioni. Rimane solo un sopravvissuto: Joseph Turner (Robert Redford), conosciuto con il nome in codice Condor. Pervaso da un’ottica fortemente pessimistica, il film è dominato da una suspense incredibile, coprendo la realtà con il velo del sospetto. L’atmosfera a tratti psicotica e il ritmo incalzante rendono il film di Pollack uno dei rappresentati più esemplari del cinema di spionaggio, capace di fondere tematiche politiche a questioni esistenziali.

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Bourne (2002-2016)

Con Bourne, abbiamo preso in considerazione la serie cinematografica iniziata con The Bourne Identity nel 2002 e attualmente al quinto capitolo con Jason Bourne del 2016. La serie di questi spy movies vede protagonista Matt Damon, nei panni di Jason Bourne, ex agente della CIA. Il soggetto dei film sono i romanzi di Robert Ludlum, mentre le sceneggiature sono a cura di Tony Gilroy. Tra i capitolo sicuramente più interessanti ci sono quelli diretti da Paul Greengrass: The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum.

Jason Bourne, colpito da amnesia a causa delle ferite riportate nell’ultima missione, si sveglia a bordo di un peschereccio. Da questo momento partirà la caccia per scoprire la propria identità, ma nel mentre si scoprirà dotato di alcune sorprendenti capacità, sia fisiche che intellettuali. Verrà aiutato da Marie (Franka Potente) e da persone interne all’Intelligence, contrarie alla piega presa dagli eventi e dal programma di esperimenti dei servizi segreti su diversi agenti. La saga di Bourne è indubbiamente tra le saghe di spionaggio più apprezzate dagli spettatori amanti del genere e non per la capacità di catturare l’attenzione e sorprendere continuamente.

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Le vite degli altri (2006)

Film di caratura internazionale, tra i più importanti di questa top. Le vite degli altri è un film di Floran Henckel von Donnersmarck del 2006, che permette di gettare un attento sguardo su un periodo storico durato 40 anni, ovvero la divisione della Germania, spaccata da un muro lungo più di 46 km. von Donnersmarck è dotato di un eccellente spirito di osservazione, arricchendo il film con uno sguardo adulto e documentato sulla popolazione nei confronti del regime comunista.

Ambientato a Berlino Est nel 1984, il film segue la storia d’amore tra un drammaturgo impegnato politicamente e un’attrice totalmente presa dal suo mestiere. Una relazione messa a dura prova sotto il regime comunista della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla le vite di ogni cittadino della DDR. Il capitano Gerd Wiesler, interpretato da un superbo Ulrich Mühe, si innamorerà dell’attrice e diventerà il singolare deus ex machina che opererà dal basso. La vita quotidiana fatta di paure ed espediente è restituita da una fotografia cupa a tinte monocromatiche. Le vite degli altri è una tragedia greca dall’intreccio fitto e complesso, in cui cadono non solo i personaggi più vulnerabili, ma anche quelli depositari della verità assoluta.

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La talpa (2011)

Visivamente impeccabile ed elegante, tratto dal romanzo omonimo di John Le Carrè, uno tra i massimi esponenti della letteratura di spionaggio, La talpa è un film di Tomas Alfredson del 2011. Il regista riesce nella straordinaria impresa di trasfromare una spy-story in un trattato sulla visione. Sorretto da un cast fantastico (Tom Hardy, John Hurt, Colin Firth, Benedict Cumberbatch) e da un Gary Oldman in stato di grazia, il film è ambientato nel 1973. Esattamente un anno prima che uscisse La conversazione di Francis Ford Coppola, con il quale condivide più di qualche affinità.

Il film segue le vicende dell’agente in pensione George Smiley, che ha il compito di scoprire chi, tra i suoi vecchi colleghi di Circus, il nome in codice dei servizi segreti britannici, sia il doppiogiochista di Karla, il capo dello spionaggio sovietico. Ciò fornisce il pretesto per un intreccio complicato e pieno di colpi di scena, che coinvolge lo spettatore in un gioco lento ed efficace. Il pubblico infatti si ritroverà a indagare ogni parola e ogni inquadratura, scommettendo così sulla propria capacità di osservazione. Indubbiamente uno dei migliori film di spionaggio di questa top.

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