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Il vintage marketing di Stranger Things: una nostalgia anni ’80 già cult nella serie tv Netflix

Il vintage marketing di Stranger Things e la perfetta creazione di un'atmosfera anni '80

Stranger things è la serie tv Netflix del momento. La terza stagione non ha deluso le aspettative dei fan, ed è senz’altro riuscita a mantenere immutato quel mood anni ’80 respirabile sin dall’inizio. Musica, abbigliamento, giochi in scatola, chicche della cultura pop e tanti omaggi cinematografici rendono il telefilm un gioiellino nostalgico in grado di trasportare tutti indietro nel tempo. Naturalmente questa peculiarità è stata ben sfruttata per promuovere al pubblico la nuova stagione. La comunicazione ed il marketing di Stranger Things hanno saputo su quali punti far leva presso i fan della serie (e non solo). 

Stranger Things è riuscita da subito a far breccia nell’immaginario collettivo grazie a tante immagini, canzoni, frasi e look iconici che sono già diventati un cult moderno. Tutto ciò, specialmente in quest’ultima stagione, è stato portato anche al di fuori dello schermo; trasportato anche nel mondo tangibile un po’ di quell’universo presente all’interno della serie tv. Andremo ora a parlarvi quindi di come Netflix abbia fatto del fantastico marketing su Stranger Things, creando un’estetica rappresentante gli anni ’80 di cui tutti noi abbiamo bisogno di sognare.

Indice:

Marketing di Stranger Things – Cosa è il Vintage Marketing 

Prima di iniziare ad evidenziare alcuni dei punti, secondo noi, più interessanti della “febbre” Stranger Things, è necessario spiegarvi che cosa si intende per “vintage marketing”. Il vintage marketing è una forma di comunicazione che nasce nel nuovo millennio, dove si è instaurata in maniera sempre più consolidata nella cultura popolare una forma di nostalgia per epoche iconiche del secolo scorso. 

marketing stranger things

È curioso che queste epoche dell’oro (per dirla un po’ alla Midnight in Paris) vengano guardate con ammirazione non tanto da chi le abbia vissute, ma da coloro nati anche decine di anni dopo. Molte aziende che hanno fatto parte di questi periodi ora tanto agognati hanno saputo decisamente cogliere la palla al balzo, ricreando un legame emotivo con tutti quegli ammiratori di epoche lontane e fortemente idealizzate. 

Ed è per questo che marchi iconici di periodi passati stanno tornando di nuovo alla ribalta, in quanto una generalizzata nostalgia è in grado di dar loro una seconda vita. La chiave è quella di portare a galla sentimenti antichi reinterpretandoli in chiave moderna. Ed è proprio su questo punto che Netflix ha sfoggiato le sue incredibili capacità di comunicazione.

Come Netflix ha sfruttato il Vintage Marketing

Se ci pensate un attimo, “Stranger Things” è ambientata in un’epoca completamente diversa dalla nostra; seppur non così lontana nel tempo. Niente telefoni cellulari, niente internet, niente musica in streaming, niente influencer, niente social: niente di niente. Eppure Netflix, con tutti i mezzi di comunicazione moderni di cui oggi disponiamo, è riuscito comunque a riproporre un concept vintage in grado di rivolgersi alle nuove generazioni.

Ad esempio, sull’account twitter Netflix Italia è stato postato un video con protagonista un pupazzo rosa che si reca in Indiana a far visita ad “un’amica”. Ma non si tratta di un pupazzo qualunque: è Uan, star della trasmissione per bambini “Bim Bum Bam”; andata in onda dal 1981 al 2002 sulle reti Mediaset. Questa scelta è sicuramente geniale: quale modo migliore se non toccare le corde dell’infanzia, per portare i telespettatori davanti allo schermo giusto? 

Ed attenzione, cosa si intende per schermo giusto? Il post successivo è infatti la programmazione televideo dei programmi di Italia 1 per quel giorno. Una vera e propria maratona di film anni ’80, in grado di portare lo spettatore nel mood perfetto per guardare Stranger Things. Insomma, Netflix non ha solo insistito sui suoi personaggi iconici, come sta comunque facendo su tutti gli account social, ma ha deciso di portare di fatto nel mondo reale l’universo eighties della serie. 

La soundtrack di Stranger Things su Spotify 

Ancora nel 2017, quando era da poco uscita la seconda stagione, Spotify era riuscito a stupire tutti i suoi ascoltatori una strepitosa collaborazione con Netflix. Attraverso il sito “spotify-strangerthings.com“, che è ora stato disattivato, era possibile accedere ad una serie di playlist ad hoc create ispirandosi ai personaggi della serie; suggerendo così agli ascoltatori il personaggio più simile a te in base ai suoi gusti musicali. Inoltre, un altro easter egg era in agguato: riproducendo la colonna sonora della serie tv, lo schermo si trasforma nel sottosopra. 

Purtroppo quest’anno la collaborazione tra le due piattaforme streaming non è stata così carica di hype, ma l’effetto nostalgia si è decisamente palesato anche su Spotify. Esistono decine e decine di playlist ispirate a Stranger Things, ai suoi personaggi, ai suoi mood anni ’80. Molte di queste sono create dagli utenti stessi, che sentono il bisogno di immergersi anche a schermo spento e a stagione conclusa in quell’atmosfera vintage. La musica è infatti sin dalla prima stagione un elemento fondamentale nel telefilm, ed è sicuramente l’elemento più facilmente riproducibile nella realtà quotidiana. 

Marketing Stranger Things – Le capsule collection con i brand

Come avrete visto, in moltissimi negozi di abbigliamento è scoppiata la mania Stranger Things. Sono state infatti ideate diverse capsule collection da arte di vari brand, per tutte le tasche, per tutte le esigenze. Pull and Bear, per esempio, ha proposto una serie di t-shirt raffiguranti i personaggi della serie; mentre H&M e Levi’s hanno fatto un passo in più. I due brand, seppur molto diversi, hanno deciso di creare non tanto capi d’abbigliamento “da fan”; ma hanno ricreato quelli che i personaggi hanno indossato nelle puntate. 

Levi’s ha infatti proposto la t-shirt ed il cappellino di “Camp Know Where” indossati da Dustin, ed anche la camicia gialla ed i pantaloni presenti nel nuovo look di Eleven. H&M si è invece ispirata all’universo più estivo, ricreando i capi d’abbigliamento portati dai bagnini della Hawkins Pool. Insomma, come vi dicevamo, Stranger Things si è spostato dal sottosopra al nostro mondo tangibile, rendendolo più che mai anni ’80. 

Un’altra chicca è stata la collaborazione con Burger King, brand che peraltro appare diverse volte anche all’interno delle puntate. Il famoso fast food americano ha infatti proposto un hamburger costruito al contrario, sottosopra, servito ai clienti nel packaging utilizzato dall’azienda negli anni ’80. È vero che non si più tornare indietro nel tempo, ma Stranger Things è in grado di rievocare impeccabilmente il passato nel presente. 

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