Film da vedereNetflixNews

15 film da vedere tra i film in scadenza su Netflix!

3) C’era una volta il West – Scadenza: 14 ottobreMedia: 8,9 (8,6 IMDb/ 80 Metascore/ 10 FilmPost)

C’era una volta il West è una delle massime prove d’emancipazione femminile del periodo, ben messo in mostra dalla Cardinale nazionale; è la spietata crudeltà del cattivo di turno Henry Fonda; è il disincanto di Cheyenne (un encomiabile Jason Robards), un pistolero vecchio stampo adattatosi in un’epoca non sua; è la vendetta rassegnata e inarrestabile, figlia di un naturale corso degli eventi, priva di sentimentalismi e vissuta con misurato distacco, da parte di un Charles Bronson tatuatosi in Armonica. Come dovere, piuttosto che gaudio personale. Significante notare come le due facce del vecchio West vengano estirpate da un lato dal compimento ultimo, dall’altro dal colpo di coda del fanalino Morton. Con la civiltà del progresso ormai avanzata a fare da sfondo, niente sarà come prima. Tant’è che già a partire dal successivo film (Giù la testa) Leone ci restituirà un western sì ma totalmente atipico, stravolto in ambientazioni e meccaniche. Non resta che l’ultimo saluto, omaggio al vecchio West da parte di un Sergio Leone mai così maturo, sia nella sceneggiatura (fondamentalmente più adulta e sentita che nella Trilogia del dollaro) che nella regia (più pulita e lenta, frutto di un quantomai chirurgico posizionamento del punto-macchina).


2) C’era una volta in America – Scadenza: 14 ottobreMedia: 9 (8,4 IMDb/ 8,6 Rotten Tomatoes/ 10 FilmPost)

C’era una volta in America non è un film, e non è neanche IL film. È semplicemente vita impressa su pellicola, analisi umanistica non di eroi e anti-eroi, di personaggi, ma dell’uomo; dell’uomo David Noodles (il miglior Robert De Niro) e delle sue eterne contraddizioni. Difficilissimo parlarne: mancanza di capacità, profondità e il rischio di non renderne l’idea. L’idea di quanto immaginifica sia l’epopea descritta dall’ultimo Sergio Leone, tesa e costantemente in bilico tra sogno e realtà, tra passato nostalgico e futuro incerto, in un presente vivido di ricordi incessanti. Il consiglio è semplicemente di guardarla e vivere l’esperienza cinematografica tra le più entusiasmanti e allo stesso tempo disturbanti della storia; che Netflix ci regala in un formato director’s cut (15-20 minuti in più di girato, superando le 4 ore) ben riconoscibile (scene non doppiate ed evidentemente danneggiate) ma fondamentale (anche la scena più innocua, come lo sprofondamento della macchina nel lago, fornisce un evidente richiamo al prologo e all’epilogo, andando a impreziosire ulteriormente la pellicola, sottolineando ancora come sia il tempo a fare da impalcamento). Capolavoro indiscutibile.

1) Il buono, il brutto, il cattivo – Scadenza: 14 ottobreMedia: 9,3 (8,9 IMDb/ 90 Metascore/ 10 FilmPost)

E si completa il podio tutto italiano, tutto Sergio Leone. Per ergere Il buono, il brutto il cattivo, ultimo film della Trilogia del dollaro, allo status di capolavoro che spesso tanto clamore fa, non è necessario fare un estenuante saggio sul perché abbia rivoluzionato la cinematografia italiana e mondiale, o sul perché abbia rivoluzionato un genere ormai morente, rivisitandolo e arricchendolo di connotati tutt’altro che prevedibili e di facile assimilazione, soprattutto in ambienti stellostrisciati. Basta semplicemente analizzare la scena finale, che chiunque dovrebbe aver visto, summa definitiva della cinematografia Leoniana nella sua interezza.

Primo piano con zoomata compresa, tipicamente leoniano, sull’oggetto del desiderio; gioco di sguardi tra campi medi e primi piani in attesa della perfetta disposizione triangolare, garante del triello; campo tra il totale e il lungo ad evidenziare l’ambiente quasi poetico cui si stagliano le solide figure rocciose dei protagonisti, mentre l’esplosione musicale gentilmente fornitaci dal Morricone arricchisce ulteriormente di carica epica la scena; campi e controcampi circolari a ricordarci parti in causa e disposizione ambientale; pressoché infinito gioco di campi primi, primissimi e leoniani, ansiogeni e ricchi di pathos; il cinismo di Clint Eastwood, il mai così sudicio Lee Van Cleef, la goffaggine di Eli Wallach; la risoluzione della contesa. Capolavoro indiscutibile pt.2 (che poi sarebbe 1, essendo uscito prima).


Pagina precedente 1 2 3 4 5
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close