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A Star is Born: Analisi del film con Bradley Cooper e Lady Gaga

Analizziamo da vicino l'opera prima di Bradley Cooper, con l'attore americano e Lady Gaga protagonisti

Il quattro volte candidato all’Oscar Bradley Cooper fa il suo esordio alla regia con A Star is BornIl film lo vede protagonista, insieme a Lady Gaga, nel suo primo ruolo importante in una pellicola. Il cast è caratterizzato da diversi artisti pluripremiati, come Andrew Dice Clay, Dave Chappelle e Sam Elliott. I brani della pellicola – che non è un musical, come abbiamo già scritto nella recensione – sono state scritte in collaborazione con un gruppo di artisti, tra cui Mark Ronson. I pezzi sono originali e sono stati registrati live durante le riprese del film. Ecco la nostra analisi.

A Star is Born è una rivisitazione della celebre love story portata in sala per ben altre tre volte. Il primo film, È nata una stella, risale al 1937 ed è stato diretto da William A. Wellman. Nel 1954 arrivò la seconda trasposizione cinematografica, dal medesimo titolo, diretta da George Cukor. Del 1976, invece, è la terza opera, con la regia di Frank Pierson, ancora con lo stesso titolo.

A Star is Born Analisi

Che succede quando gli attori si cimentano nella regia? Cosa accade quando Bradley Cooper si mette dietro e davanti la macchina da presa? Avviene che, molto probabilmente, “una star is born”. Una nuova stella, dal punto di vista registico, si inserisce nel panorama hollywoodiano. A Star is born  è un prodotto adorabile, che racconta una storia d’amore senza particolari voli pindarici, ma che inserisce degli elementi di alto livello cinematografico. Siamo di fronte ad un cinema popolare, che porterà in sala diversi target di pubblico, con un’eco talmente forte da arrivare sino all’Academy.

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A Star is Born: Di fronte alle performance

La regia di Cooper vuole bene ai personaggi, stringe sui loro volti nei momenti più emozionanti. Ma soprattutto dirige gli interpreti in maniera pazzesca. Non avendo nessuno a dirgli cosa sia meglio fare o no, indirizza l’interpretazione da sé. Quasi alla perfezione. Modifica la sua voce, che è notoriamente più alta, e la rende molto simile a quella di Sam Elliott, il fratello col quale avrà un rapporto assai particolare nel film. Non solo, recita per lo più abbassando la testa, sottolineando una certa inadeguatezza del personaggio verso il mondo che lo circonda. Notiamo la padronanza del mezzo cinematografico, da parte dell’attore americano, anche da alcuni elementi visivi che inserisce: Jack è l’unico che non cambia. La sua barba ed i suoi capelli rimangono gli stessi, nonostante il notevole tempo che passa. Non v’è cambiamento fisico, laddove probabilmente non ci sarà neanche quello psichico ed intellettivo.

Ma Bradley non è l’unico a guadagnarsi un plauso. Cooper prende Lady Gaga e la destruttura. Assistiamo ad una divina performance di Stefani Joanne Angelina Germanotta, e non della diva che tutti conosciamo. La strucca, la sparrucca, ne sottolinea i difetti in chiave positiva – come il naso – ma soprattutto la rende incredibilmente naturale. Credibile. Anche quando, nell’universo finzionale della pellicola, diventa una sorta di Lady Gaga, risulta comunque Ally. Una semplice ragazza che si esibiva in un club, che forse si è trasformata in chi ambiva ad essere, o forse no. Nel suo personaggio e nella splendida alchimia creatasi con Cooper/Jack, risiede un bellissimo parallelismo tra realtà e finzione. I loro sguardi sono sinceri e puri.

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A Star is Born: una grande eco

Non sappiamo se i due interpreti riusciranno ad ottenere una nomination dall’Academy, ma possiamo affermare che A Star is Born ha tutte le carte in regola per portarsi a casa qualcosa ai prossimi Oscar. Innanzitutto perché è un cinema commerciale con degli elementi di fascino ed un impianto emotivo che possiamo considerare all’altezza. Ma anche per l’anima musicale del film, che si fa sentire alla grande: vi sono alcuni brani di grande fattura, tra cui spicca Shallow. Inoltre, un’industria forte, come quella hollywoodiana, ha sempre premiato i grandi attori mutatisi in registi, come Mel Gibson o Clint Eastwood. Perché non premiare questa grande storia di amore e successo?

Insomma, se il primo assaggio non si scorda mai e se può farci sognare in grande, siamo di fronte a due debutti di grande livello. L’opera d’esordio di Bradley Cooper, assieme alla prima interpretazione sui grandi schermi di Lady Gaga, ci lasciano presagire un futuro roseo.

 

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