Finché forse non vi separi: recensione del film Netflix

Recente uscita Netflix, "Always be my maybe" è una rom-com che parla di orgoglio e determinazione

Finché forse non vi separi recensione. Finché forse non vi separi è una commedia romantica diretta da Nahnatchka Khan e uscita sulla piattaforma Netflix nel 2019. Del cast fanno parte Ali Wong e Randall Park nei panni di due amici che dopo aver instaurato un legame fortissimo, litigano e si perdono di vista per molti anni. Vediamo anche Daniel Dae Kim e un cameo di Keanu Reeves. Nahnatchka Khan è stata l’ideatrice e produttrice di Non fidarti della str**** dell’interno 23 con Krysten Ritter e Fresh Off the Boat, sempre con Randall Park.

Indice

A un certo punto, dovrai pur prenderti qualche rischio, figliolo.

La trama – Finché forse non vi separi recensione

Sasha è una bambina vivace e solitaria, a causa dei genitori sempre assenti e poco interessati alle sue necessità. Marcus ha invece una mamma e un papà splendidi, che accolgono tra le mura di casa anche l’amica del figlio. Un giorno gli amici, diventati adolescenti, finiscono a letto insieme, litigano pesantemente e decidono di non parlarsi più. Per 15 anni. Fino a quando non si rivedono a San Francisco, nella casa che Sasha ha affittato per aprire il suo nuovo ristorante. Lei è una chef di fama internazionale, lui un tecnico che installa condizionatori e musicista a tempo perso.always be my maybe recensione

Nonostante abbiano stili di vita molto diversi, l’attrazione che li lega sembra non essersi mai spenta. Il fidanzato della donna si prende una pausa di riflessione poco prima del loro matrimonio, e Marcus invece sta vivendo una relazione superficiale con una hippie del luogo, ma non fa per lui. Per gli amici di sempre ritorna concreta una nuova possibilità per stare insieme.

I due protagonisti

L’attrice comica Ali Wong veste i panni di Sasha, ragazzina malinconica poco seguita dai genitori ma molto legata alla famiglia dell’amico Marcus. Crescendo è sempre stata convinta dei suoi sentimenti per lui, ma senza mai volerlo ammettere. Quando litigheranno da adolescenti e si separeranno, lei sentirà un vuoto e una nostalgia che finiranno solo nel momento in cui si ritroveranno. Vivace e determinata, si è costruita da sola una carriera importante ma non è altrettanto fortunata con il sesso opposto: un serie di uomini sbagliati e seriosi la fa sentire fuori posto. La Wong ha doppiato diverse serie animate, come BoJack Horseman, Tuca & Bertie e The Angry Birds Movie. Ha recitato anche in Le belve di Oliver Stone, e qui è nel suo primo ruolo da protagonista.

Randall Park è l’introverso Marcus, legatissimo ai genitori e all’amica Sasha. Anche lui è segretamente innamorato della ragazza, ma rovina tutto quando si lascia sfuggire alcune parole cattive sul suo conto. Appassionato di musica ma timoroso di lasciare la città natale e rischiare, sente di non aver realizzato molto nella vita. Fino quando la speranza non ritorna grazie all’arrivo improvviso di Sasha. Abbiamo visto Park in Aquaman con Jason Momoa e Ant-Man and the Wasp, con Paul Rudd e Evangeline Lilly. È presente in Southpaw – L’ultima sfida e in The Interview di Seth Rogen ed Evan Goldberg.

Altri personaggi del cast – Finché forse non vi separi recensione

In Finché forse non vi separi Keanu Reeves recita nel ruolo di se stesso in un piccolo cameo divertente. Considerato l’attore hollywoodiano più buono degli ultimi anni, qui è un paradossale Keanu egocentrico e filantropo. Si esprime per frasi fatte e sembra la classica star del cinema viziata e abituata al lusso. Abbiamo visto Reeves in Speed vicino a Sandra Bullock e in Matrix. È presente nel dramma romantico La casa sul lago del tempo e nell’horror The Neon Demon. È conosciuto anche per il suo John Wick.

Daniel Dae Kim è Brandon, elegante e famoso futuro marito di Sasha. Più interessato al denaro che all’amore, gli si prospetta davanti la possibilità di avviare delle nuove collaborazioni nell’ambiente della ristorazione. Decide così di chiedere alla donna una pausa di riflessione per volare in India. Ma desidera mantenere una relazione poligama, con disappunto della chef. Lo abbiamo visto in The Divergent Series: Insurgent a fianco di Shailene Woodley e in Hellboy con David Harbour. Ha recitato anche in Spider-Man 2 di Sam Raimi e nelle serie Lost e The Good Doctor.

A volte ritornano – Finché forse non vi separi

-Sasha: Grazie per avermi ricordato com’è.

-Marcus: Com’è cosa?

-Sasha: Casa.

Questa storia ci ricorda che a volte nelle relazioni non c’è la parola fine. A volte le persone si allontanano o ci vengono strappate, vivono parte della loro vita altrove e poi fanno in modo di tornare da noi. Consapevoli o meno. È quello che accade a Sasha, cittadina del mondo, ricca e famosa, con abitazioni di lusso e macchine costose. Ma è proprio quando ritorna nella città di sempre (seppur sempre in una bellissima casa in affitto) che si ritrova. Perché è lì che abitano Marcus e suo padre, che lei ha amato tanto in passato.

Lì si trovano i diner che era abituata a frequentare e le stesse strade che attraversava quando usciva il venerdì, sempre con il suo migliore amico. Se è vero che i posti sono le persone, Sasha non può fare a meno di ricordare con affetto e nostalgia i giorni felici (ma anche quelli solitari) di San Francisco, che l’hanno fatta diventare chi è oggi. E le ha ricordato che vecchi sentimenti sepolti da tempo possono ripresentarsi più forti di prima. Per mostrarci che forse tutto ciò di cui avevamo davvero bisogno era sempre stato lì.

La famosa parità dei sessi – Finché forse non vi separi recensione

Sasha, posso reggerti la borsetta? (Marcus)

Finché forse non vi separi ci racconta una storia per certi versi opposta a quelle classiche, ovvero l’uomo che abbandona il paese natale, ha successo e tutto ciò che desidera, ma non l’amore. Ritorna a casa per rivivere il passato e trova ad aspettarlo l’amica d’infanzia, pronta ad innamorarsi di lui a braccia aperte. Nel nostro caso, è Marcus a non aver realizzato molto negli anni; più precisamente, un lavoro dignitoso che però lui non sognava per sé. Se il suo desiderio è quello di sfondare nel mondo della musica con la band del liceo, la forza di volontà non è altrettanto evidente. Si ritrova così intrappolato in una serie di scuse per non rischiare (il padre anziano, il lavoro che non può abbandonare), mentre è Sasha quella che ha girato il mondo.always be my maybe recensione

È diventata qualcuno, è indipendente e non vuole perdere tutto per restare a San Francisco con Marcus, quando capisce di provare ancora dei sentimenti per lui. Gli chiede se ha il coraggio di lasciare tutto e seguirla. Normale se la situazione fosse stata a ruoli invertiti. Strana per come invece ce la presentano: un uomo “zerbino” che tiene la borsetta alla compagna e la segue in giro per il mondo, per esigenze lavorative? Se davvero siamo arrivati alla agognata parità dei sessi, la storia dovrebbe essere accettata da tutti come normale in entrambi i casi. È davvero questo il risultato sul pubblico?

Gli anni dei film asiatici – Finché forse non vi separi

Dopo gli anni d’oro dei film bollywoodiani, siamo giunti al periodo del cinema orientale. E così anche in America vengono distribuite pellicole con attori quasi interamente asiatici, storie moderne e attuali ma con riferimenti a culture diverse da quelle americane ed europee. Interessante vedere trasposti sullo schermo cinematografico mainstream etnie e stili di vita differenti dai nostri; si può sempre imparare, scoprire qualcosa di nuovo e mettersi nei panni altrui. È sicuramente più apprezzabile scegliere un cast interamente basato sulla trama, piuttosto che scegliere di rappresentare forzatamente ogni etnia, per “par condicio” (vedi le protagoniste di Someone great: una latina, una africana e una caucasica).always be my maybe

I film eccessivamente inclusivi perdono forse di spontaneità creativa, dal momento che alla base di ogni storia ci si dovrebbe assicurare la presenza di almeno un rappresentante di “tutto”. Uno per ogni etnia, uno per ogni credo religioso, uno per ogni orientamento sessuale. Insomma, sarebbe più opportuno raccontarci delle storie che nascono in modo naturale, e non forzate ad includere ad ogni costo. Un film racconterà la cultura orientale, un altro quella americana, altri più culture insieme. Ma solo nella misura in cui abbia senso per la trama. Nel film in analisi, trovare la maggior parte di protagonisti asiatici ha senso perché ci vengono raccontate le vite di alcuni di loro e delle famiglie. Ma siamo comunque a San Francisco, e la presenza dell’amica americana di Sasha, per esempio, è motivata. L’importante, più di tutto, è avere sempre come obiettivo ultimo una trama coerente. Perché alla fine il cinema è fatto di storie, e toccano a seconda di quanto siano stati bravi a raccontarcele.

Considerazioni tecniche – Finché forse non vi separi recensione

Per quanto riguarda alcune osservazioni tecniche di Finché forse non vi separi, vengono spesso utilizzate la carrellata e la panoramica per seguire gli attori nei loro spostamenti e mostrarceli in modo totale all’interno dell’ambientazione. Diverse scene sono al rallentatore (come l’entrata in scena di Keanu Reeves al ristorante), per enfatizzare alcuni momenti divertenti all’interno della storia. La colonna sonora è composta da canzoni pop e rap, in linea con il genere prediletto dalla band del protagonista Marcus. A questo proposito, mentre scorrono i titoli di coda potrete ascoltare una canzone inedita cantata dall’attore Randall Park sul suo incontro con Keanu. Infine, il titolo della pellicola è un chiaro riferimento a quello della celebre canzone di Maria Carey Always be my baby, che infatti possiamo ascoltare nelle scene conclusive.

Always be my maybe

Voto - 5

5

Lati positivi

  • Storia godibile e leggera
  • Possibilità di approfondire la cultura asiatica
  • Cameo di Keanu Reeves

Lati negativi

  • Svolgimento molto prevedibile
  • Trama troppo abusata
  • Poco dinamico e a tratti lento

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