Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola: recensione del film Netflix

Una storia di liceali ribelli che lottano per ottenere la parità dei sessi

Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola è la nuova pellicola approdata su Netflix di cui vi proponiamo la recensione. Un film che si dedica, anima e corpo, alla ribellione. La miccia che la accende è la necessità di cancellare le disparità tra uomini e donne, e lo fa nell’ambiente in cui tutto dovrebbe partire: la scuola. Il posto in cui si formano non solo le menti delle donne e degli uomini del domani, ma soprattutto le loro personalità. Le vicende narrate nella serie sono basate sull’omonimo romanzo scritto da Jennifer Mathieu, mentre la sceneggiatura è scritta da Tamara Chestna e Dylan Meyer. Il film è un progetto dell’attrice Amy Poehler che si alterna tra i due lati della macchina da presa. Il cast è composto di giovanissime attrici, la cui protagonista è Hadley Robinson, affiancata da Lauren Tsai, Josephine Langford e Patrick  Schwarzenegger.

Una pellicola che affronta tematiche importanti e necessarie, con attenzione e con coscienza. dedicando loro il giusto spazio. Il problema del film però è una sceneggiatura che funziona a tratti, e alcune situazioni estremizzate, così come il trattamento secondario che viene riservato ad alcuni personaggi. Ma senza dilungarci ulteriormente esploriamo meglio la pellicola nella nostra recensione.

Indice:

La svolta – Girl Power recensione 

Vivian è un’adolescente introversa e tranquilla che vive con sua madre. Anche a scuola tende a passare inosservata agli occhi dei ragazzi, in particolare a quelli di Mitchell. Non contesto del liceo dove tutti cercano di trovare il proprio posto, Vivian vive con la sua migliore amica Claudia, compagna di avventure e sventure. Un giorno arriva una nuova ragazza, Lucy, che attira immediatamente l’attenzione di tutti, compreso Mitchell. Quando quest’ultimo fa sfoggio del proprio autocompiacimento e della sua prepotenza, Lucy a differenza delle altre ragazze decide di rispondere a tono. Vivian cerca di essere di supporto a Lucy dicendole semplicemente di ignorare il comportamento di Mitchell. Ma Lucy non ci sta e Vivian comincia ad aprire gli occhi sull’atteggiamento che i suoi compagni hanno sempre avuto nei confronti delle ragazze.  

Parlandone con la madre scopre come durante la sua adolescenza quest’ultima protestasse e si ribellasse proprio verso questo atteggiamento molesto. Scopre l’esistenza di una fanzine in cui le ragazze trovarono lo spazio per esprimere la propria voce. Stanca della situazione Vivian fa lo stesso e fonda Moxie, un’entità rivoluzionaria il cui obiettivo è aprire gli occhi alle ragazze e anche ad alcuni ragazzi della scuola, spingendoli verso un cambiamento radicale. 

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Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola, Paper Kite Productions

Aprire gli occhi

Come abbiamo già anticipato nella nostra recensione di GirlPower, il motore dell’azione è la ribellione. Fin da subito vengono messi in evidenza il sessismo e la sessualizzazione delle ragazze a scuola. Si parla di una classifica fatta dai ragazzi che le giudica in base a criteri estetici e non. Di atteggiamenti spavaldi che violano gli spazi, di gesti indesiderati e svilenti per le ragazze. Quando Vivian vede una situazione di questo genere capisce di dover agire e cercare di porvi fine. Ciò che il film mette in evidenza è esattamente questo cambiamento. Realizzare per quanto tempo tutto ciò sia stato accettato e considerato normale, e agire di conseguenza. La presa di consapevolezza della necessità di alzare la testa e affermare l’uguaglianza tra i sessi. Inizia così la diffusione di Moxie, rivista che da strumento di denuncia diventa un vero e proprio strumento di aggregazione.

È così che le cose cominciano a muoversi, ed è soprattutto la consapevolezza nei comportamenti a cambiare. Una scelta perfetta è quella di innestare questa ribellione e questo mutamento a scuola. Nel contesto più difficile, nel periodo più complesso e emotivamente determinante per i futuri adulti. La scuola è il luogo dell’apprendimento, dove imparare a rispettare le ragazze, i loro desideri, le loro aspirazioni e riconoscere che sono valide e importanti tanto quanto quelle dei ragazzi. Cercare di sradicare l’idea che le ragazze cerchino le attenzioni dei ragazzi con abiti succinti; l’idea della manipolazione attraverso l’atteggiamento paternalistico e accondiscendente del ragazzo intelligente e bello. In questo senso il personaggio di Mitchell è l’esempio perfetto che raccoglie in sé sessismo, misoginia e presunzione; forse il perfetto stereotipo. L’assuefazione al comportamento in apparenza innocente ma che nasconde altro, è anche sminuito da adulti che dovrebbero essere il punto di riferimento.

Unire le voci – Girl Power recensione

In Girl Power di cui state leggendo la recensione, un altro punto fondamentale è l’unione. Le ragazze trovano il coraggio di parlare e confidarsi a vicenda fino a creare un vero e proprio gruppo. Ed è proprio l’unione a fare la differenza; la condivisione delle ingiustizie subite ma anche i sogni che vogliono essere raggiunti, insieme si forniscono la forza necessaria e il supporto che altri non sanno dare loro. In primis i membri della scuola che dovrebbero essere dei punti di riferimento, sono presi dalla paura della burocrazia e dal supporto di facciata che non dimostra nulla; accecati dalla passiva accettazione di una società patriarcale che è sempre stata così e che non è messa in discussione. Atteggiamenti che conducono alla ribellione, al sovvertimento delle regole e alla necessità di far sentire la propria voce non importa il costo da pagare.

Nel fuoco della ribellione c’è un’atteggiamento aggressivo che non va letto come l’unica chiave per cambiare le cose, ma lo diventa purtroppo quando le voci delle ragazze sono soffocate. Bella anche la scelta di non omologare tutti i ragazzi, ma dimostrare che la lotta per i diritti all’uguaglianza è un obiettivo comune. Sebbene questi elementi positivi, il film ha comunque anche dei lati negativi. Al livello di trama la storia procede abbastanza bene con qualche altro e basso sulla gestione del movimento. Così come il mancato approfondimento di alcuni personaggi e la scelta legata ad uno di essi, che giunge inaspettata. Da un punto di vista strettamente tecnico la regia è basilare così come la fotografia; i colori sono molto accesi a rispecchiare la freschezza e la vivacità dei giovani. Decisamente protagonista è poi la musica, con i suoi ritmi rock ribelli.

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Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola, Paper Kite Productions

Considerazioni finali

Al termine della nostra recensione di Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola, il giudizio è nel complesso positivo. Il film è un prodotto interessante, ma soprattutto importante non solo per la tematica trattata ma per il modo in cui lo fa. Si mandano dei messaggi importanti e si esorta lo spettatore a capire immediatamente qual è l’atteggiamento negativo. Ribadisce il dovere di agire e sradicare fin da subito i comportamenti nocivi, sia nei gesti quotidiani che nelle convinzioni. Riafferma l’uguaglianza non solo tra ragazza e ragazzo, ma inserisce anche la rappresentazione di etnie diverse e la loro considerazione agli occhi degli altri. Un film che parla di unione e di inclusione e lo fa con una lingua che riesce a rispecchiare e a comunicare con i suoi diretti interlocutori. Mostra la necessità del supporto delle istituzioni nei confronti di queste situazioni.

Il silenzio, l’accondiscendere, lo sminuire, sono tutte cose che non sono tollerate e non dovrebbero esserle. Con la ribellione, si fa sentire la propria voce, si esprimono le proprie opinioni e si lotta per ottenere un mondo più equo e giusto in cui vivere; A parte delle svolte che convincono poco e alcune rappresentazioni un po’ estreme, eccessivamente stereotipate, il film funziona. Riesce ad intrattenere e far riflettere nella speranza che non sia più necessario ribellarsi per ottenere e riconquistare quello che deve essere un diritto.

Girl Power - La ribellione comincia a scuola

Voti - 6

6

Lati positivi

  • Tematiche estremamente interessanti e ottimo spunto di riflessione
  • Buona la scelta della narrazione dalla prospettiva degli adolescenti

Lati negativi

  • Mancato approfondimento di alcuni personaggi
  • Sceneggiatura con qualche difetto nella gestione di parte della storia

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