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La recensione de Il corriere – The Mule, road movie diretto e interpretato da Clint Eastwood

Il ritorno in scena della leggenda Clint Eastwood: la recensione de Il corriere - The Mule

Il corriere – The mule la recensione: sono passati esattamente 10 anni da quel capolavoro cinematografico di Gran Torino, ultimo film diretto e interpretato da Clint EastwoodDopo aver curato la regia di una serie di pellicole più o meno interessanti il pluridecorato veterano del cinema ci aveva lasciato con l’amaro in bocca nel suo ultimo scialbo Ore 15:17 Attacco al treno. Ne Il corriere – The mule, suo ultimissimo lavoro, la star hollywoodiana torna a muoversi sia dietro che davanti la cinepresa essendo sia regista che protagonista in questo interessante road movie.

Il corriere the mule recensione

Tratto da un fatto reale Il corriere – The mule racconta la storia di Earl Stone (Clint Eastwood), un uomo di circa 90 anni che per guadagnare denaro per la sua famiglia, da sempre trascurata, diventa, a sua insaputa, un corriere della droga. Tutto sembra filare liscio fino a quando non finirà nel mirino della DEA. Nel cast di attori, oltre a Clint Eastwood e sua figlia Alison, spiccano anche i nomi di Bradley Cooper, Michael Pena, Andy Garcia e Laurence Fishburne. Se volete saperne di più su Il corriere – The mule non vi resta che leggere la nostra recensione.

Il corriere – The mule la recensione

Earl Stone (Clint Eastwood) è un uomo scherzoso e sorridente che per tutta la vita ha preferito coltivare e vendere fiori piuttosto che dedicarsi alla sua famiglia. Quando la soglia dei 90 si avvicina e gli affari precipitano Earl capisce che forse è tempo di riconquistare l’affetto dei suoi cari. Cerca così di colmare le sue mancanze di padre,nonno e marito grazie ai soldi che guadagna con il suo nuovo lavoro che consiste nel trasportare dei misteriosi carichi con il suo pick-up. Un giorno Earl decide di aprire la valigia che deve consegnare e scopre così di essere diventato un corriere della droga. Sulle sue tracce i due agenti della DEA Colin Bates (Bradley Cooper) e Trevino (Michael Pena) intenzionati a fermare il traffico di droga del boss messicano Laton (Andy Garcia).

La famiglia è la cosa più importante. Non fate come me: ho anteposto il lavoro alla famiglia

Earl Stone è un po’ come l’altra faccia della medaglia di Walt Kowalski in Gran Torino, interpretato sempre dallo stesso Clint. È un uomo simpatico e scherzoso aperto agli altri ma non alla sua famiglia, che ha sempre trascurato per tutta la vita. Per alcuni versi ricorda il sorridente ladro gentiluomo di Robert Redford nel suo recente addio alla carriera The old man and the gun. La sua fragilità fisica e il suo spirito ci ha fatto ripensare molto anche a Harry Dean Stanton nel recentissimo Lucky.

Il corriere – The mule recensione: analisi del film in breve

In questo road-movie il personaggio di Clint Eastwood cade letteralmente in un lavoro che lo renderà ricco ma allo stesso tempo vulnerabile a molti rischi e pericoli. Earl è un uomo che cerca di ricomprarsi gli affetti persi attraverso un denaro sporco, proveniente da un’attività illecita. Il film fa capire come l’unico modo giusto per riconquistarsi la famiglia sia quello di spendere tempo con i propri cari piuttosto che dare un sostegno unicamente economico. E fin qui ci siamo, una morale c’è e tutto torna.

Quello che manca a Il corriere – The mule è una vera e propria questione etica legata al ‘Breaking Bad insito nella storia. Earl Stone ha sempre svolto un lavoro onesto e non è mai stato un criminale. Come è possibile quindi che non si scateni minimamente una lotta intestina di coscienza quando scopre di trasportare cocaina? L’unico suo problema sembra quello di prendere i soldi senza farsi acciuffare dalla DEA. Non c’è spazio per altro. Ci sembra un problema non da poco quantomeno per la credibilità del personaggio principale.

Sono stato un pessimo padre, un pessimo marito. Pensavo fosse più importante essere qualcuno da un’altra parte invece del fallimento che ero a casa mia

Il corriere – The mule è un road movie leggero, scorre velocemente intriso di umorismo, ironia e qualche scena movimentata. Alcuni trafficanti del cartello, i villains di turno, sono intesi inizialmente come super cattivi anche se dopo poche scene mostrano di avere invece un cuore, cosa che li rende contraddittori e un po’ meno super cattivi. Interessante, anche se appena accennato, il parallelismo tra Earl Stone e l’agente DEA Colin Bates (Bradley Cooper), che, rappresentanti due generazioni diverse, sono entrambi troppo concentrati sui rispettivi lavori e poco sulle loro famiglie. Il cast scelto impreziosisce molto la recitazione della pellicola; su tutti spicca la splendida e azzeccatissima interpretazione di Clint Eastwood, perfettamente calato nei panni del suo alter-ego novantenne. Grazie a lui il film funziona davvero bene.

Il corriere – The mule la recensione: conclusioni

A quasi 90 anni la leggenda del cinema Clint Eastwood è riuscita a dirigere e interpretare un road movie di tutto rispetto che non brilla mai eccessivamente ma comunque ripaga la visione. In quasi due ore di girato si riprende tutto quello che aveva perso con il pessimo Ore 15:17 attacco al treno, una pellicola che non sembra proprio uscire dalla mano di un così grande regista. Sicuramente Eastwood non perderà mai la fiducia e la stima del suo pubblico, per cui ogni suo film merita comunque la visione, tanto è la grandezza di questo maestro. Con Il corriere – the Mule siamo tornati, è il caso di dirlo, sulla retta via e quello che vogliamo lasciarvi in queste poche righe di recensione è il consiglio di andare sicuramente a vederlo.

 

 

Il corriere - The Mule

VOTO FINALE - 7

7

The Good

  • Interpretazione di Clint Eastwood
  • Cast
  • Fotografia

The Bad

  • Non approfondisce l' etica del protagonista
  • Alcuni cattivi poco credibili
  • Parallelismo tra Earl e Colin poco sviluppato

Voto Utenti: 1.94 ( 4 Voti)
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