Lovers – Piccolo film sull’amore: recensione del film di Matteo Vicino

Un ben tessuto intreccio tra quattro storie d'amore e di vita odierna

Lovers, di cui vi proponiamo la recensione, è un’opera originale, interessante e crudelmente vera. Racconta non solo delle storie d’amore con i loro alti e bassi, bugie e tradimenti, ma ci mostra anche lo spaccato della nostra società. Una società in cui tristemente conta più l’immagine che la sostanza, l’apparenza rispetto al contenuto, l’ignoranza rispetto alla conoscenza. Ignoranza nella vera essenza del suo significato, quindi non sapere, che poi in fondo nel film ci si chiede: è così importante sapere? Una riflessione amara su uno dei modi di vivere, di agire in una società materialistica come la nostra. Il film si apre con una citazione dello scrittore Edgar Allan Poe proprio sul concetto di ignoranza: “L’ignoranza è una benedizione, ma affinché la benedizione sia reale, l’ignoranza deve essere così profonda da non sospettare nemmeno di se stessa” . Ed è così che alcuni dei protagonisti vivono.

L’altra particolarità che rende il film originale è la sua capacità di intessere quattro storie, connesse dalle stesse tematiche e soprattutto dagli stessi attori. Un meccanismo che ha funzionato perfettamente nel suo mostrare come cambiando i personaggi o le situazioni, purtroppo gli atteggiamenti e le convinzioni non mutino. Nel buon cast ci sono giovanissimi attori: Margherita Mannino, Antonietta Bello, Luca Nucera e Primo Reggiani. I quattro si vestono e svestono dei panni dei loro personaggi e lo fanno in maniera convincente regalandoci quattro protagonisti da amare o odiare. Il film è diretto da Matteo Vicino e ha ottenuto numerosi riconoscimenti all’estero. Migliore regista al Fort Lauderdale International Film Festival, miglior film al Lisbon International Film Festival e al Philadelphia Indipendent Awards. Analizziamolo meglio nella nostra recensione.

Indice:

Quattro storie – Lovers recensione

La trama di Lovers si intreccia, mirabilmente e senza forzature, in quattro narrazioni diverse come i personaggi. Andrea è un giovane che si trova senza lavoro e innamorato di Daphne che però non ricambia allo stesso modo. Federico è il responsabile di una grande azienda e amico e capo di Andrea. È un ragazzo taciturno, estremamente introverso e in apparenza freddo. Agli occhi di Giulia, la proprietaria di una vecchia libreria che Federico vorrebbe rilevare, è invece un tipo curioso. Nel corso della pellicola i quattro vestono i panni di altri Andrea, Daphne, Federico e Giulia, i volti sono gli stessi così come i nomi, ma cambiano le storie. Un intreccio di storie che sebbene cambi e proponga situazioni diverse, ripropone l’amore nelle sue varie forme, mostra gli stereotipi associati a uomini e donne, e fa riflettere sulla povertà della cultura e la ricchezza dell’ignoranza.

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Lovers, Showbiz Movies

Amore e ignoranza

In Lovers, di cui state leggendo la recensione, i temi dominanti sono proprio questi due. L’amore assume forme diverse a seconda delle diverse coppie che interpretano questo sentimento. Spazia dal suo volto più cinico e ormai privo dell’affetto che con il tempo scema, a quello innocente e spensierato che spinge ad agire in modo impulsivo. E poi c’è la gelosia. Il mostro dagli occhi verdi che si insinua nella vita di coppia e che nel film si nutre degli stereotipi. La donna avanza in carriera solo con il  fascino e l’uso del suo corpo, l’uomo, essendo tale, non può rimanere fedele ed è irrimediabilmente attratto da chi non dovrebbe volere. Un ritratto sfaccettato di questo sentimento che ci contraddistingue. E ad esso legato c’è l’ignoranza, se non si conosce la verità non si soffre, ma a quale costo? Vivere nella bugia.

È indubbiamente più semplice vivere in una bolla protetti dalla verità ma presi in giro: anche questo si può considerare amore? L’altro legame è quello tra ignoranza e cultura. Il film mette in luce una delle lacune più gravi della nostra società e lo fa intelligentemente mostrando come domini l’apparenza e la superficie delle cose. Dove chi è guidato dalla passione difficilmente trova spazio, chi cerca di far riflettere viene rifiutato perché in fondo sapere non serve in una società che ti chiede di vivere in modo omologato e approssimativo. Dove le parole, che hanno un peso, vengono usate con leggerezza e private della loro importanza. Una riflessione quella innescata dal film che preme anche sull’importanza della formazione delle nuove generazioni e dello sviluppo del pensiero critico. Se non si nutrono le loro menti nella maniera corretta non c’è la possibilità di avere una società migliore.

Aspetti tecnici – Lovers recensione

Proseguendo nella nostra recensione di Lovers il film fa un buon lavoro anche da un punto di vista tecnico. A contribuire non c’è solo la storia ma anche la sua ambientazione. La storia si svolge nella città di Bologna con il fascino dei suoi portici e la libertà delle sue piazze che la regia inquadra e valorizza con semplicità. La sceneggiatura sviluppa quattro storie d’effetto, che intrecciano i protagonisti nelle coppie a volte in maniera complementare e altre inversa. Alcuni dialoghi con circolarità vengono ripresi in situazioni diverse calzando comunque a pennello. Una circolarità che si ritrova anche nelle dinamiche dei protagonisti nelle diverse storie che si susseguono e che dimostra un struttura ben progettata. I quattro attori protagonisti regalano buone interpretazioni, soprattutto Luca Nucera e Margherita Mannino, con le loro versioni di Federico e Giulia.

Buona anche la scelta delle musiche che vanno a braccetto con le dinamiche delle quattro narrazioni. Due i difetti che emergono nella pellicola. Entrambe legati al repentino cambio delle storie che all’inizio può confondere ma a cui ci si abitua una volta entrati nel meccanismo. Il primo è la mancata conclusione di alcune di queste narrazioni. C’è infatti l’interruzione repentina delle storie che rimangono in sospeso per dare spazio alle successive. Il secondo è diretta conseguenza del poco spazio dedicato ai personaggi che non permette un approfondimento adeguato di alcuni di loro. Questi infatti vengono solo abbozzati in superficie, mentre avrebbero meritato un maggiore approfondimento. La pellicola riesce comunque ad intrattenere presentando momenti di cinica ironia ad altri di drammaticità, alternandoli nel corso della sua durata di poco più di un’ora e mezza.

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Lovers, Showbiz Movies

Considerazioni finali 

Concludendo la nostra recensione di Lovers il parere sul film è indubbiamente positivo. Non è esente da difetti, che sono comunque da considerare come delle notazioni che avrebbero solo migliorato la qualità del film. Nel complesso comunque rimane un’opera indubbiamente originale e a tratti specchio della nostra società nei suoi alti e bassi. Originalità e soprattutto un’attenzione nella struttura della storia che sebbene si alterni nelle varie narrazioni mantiene sempre una sua coerenza sia interna che complessiva. Un’attenzione anche ai dettagli che denota una progettazione attenta e minuziosa.

Ribadiamo anche le ottime performance del cast che ha contribuito alla qualità del film. Una pellicola che alterna l’ironia tagliente e dissacrante, alla drammaticità delle situazioni. Cavalca l’onda degli stereotipi per cercare allo stesso tempo di smontarli ma dimostrare come la società ne sia fortemente influenzata. I temi dell’amore, l’ignoranza, la cultura e un pizzico di follia sono centrali. Le varie facce dell’amore, la predominanza dell’ignoranza e l’importanza, la potenza e profondità della cultura in un mondo superficiale e guidato dall’apparenza. Un film semplice ma d’effetto che fa riflettere e colpisce.

Lovers - Piccolo film sull'amore

Voto - 6.5

6.5

Voto

Lati positivi

  • Struttura narrativa interessante e originale nella tessitura delle diverse narrazioni
  • Buone le interpretazioni del cast
  • Riflessioni su uno spaccato della nostra società con ironia tagliente e drammaticità sincera

Lati negativi

  • Interruzione repentina delle storie
  • Mancato approfondimento di alcuni dei personaggi

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