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Penny Dreadful: Poesia e horror – Recensione

Dopo quasi due anni dalla sua conclusione arriva il momento di parlare di Penny Dreadful.
Uscita nel 2014 su Showtime, viene e scritta da John Logan, sceneggiatore di film come Hugo Cabret, Il Gladiatore, The Aviator e due film 007 (Spectre e Skyfall).
E’ proprio la scrittura a meritare una lode perché riesce a rendere una storia a prima vista banale e superficiale, in un poema gotico costituito da azione e riflessione romantica sull’elemento umano e il mondo. La poesia fa da amica fedele a molti personaggi ma entra in simbiosi con la struttura della stessa storia, in modo da creare delle strutture ad anello o parallelismi.

Stiamo parlando di una serie tv delle atmosfere gotiche. Ci troviamo nella Londra vittoriana e i suoi abitantui escono direttamente dai romanzi inglesi. Frankeistein e la sua creatura, Dorian Grey, Dr Jeckyll e Dracula,  ognuno di loro ha un proprio destino con cui dovranno fare i conti. Ci troviamo dunque in un universo deterministico in cui i suoi abitanti vorrebbero fuggire, essere qualcos’altro. L’elemento psicologico non poteva che essere centrale in questo contesto, così le emozioni, i sentimenti e le riflessioni filosofiche sono il far-cimento prelibato di una serie horror come questa.


Outsider

I dialoghi tra alcuni personaggi, come quelli con Vanessa Ives e La Creatura, sono ricchi di citazioni a poeti romantici. Questi riferimenti sono perfettamente in linea con la natura di ciò che i personaggi sono.
Penny Dreadful dimostra di avere avuto la capacità di costruire un caleidoscopio di emozioni, di umanità intrappolate in mostruosità. Si tratta di una storia di Outsider nascosti per scelta o per obbligo in una città cupa e nebbiosa. La Londra di fine ‘800 è il setting perfetto e tutti loro, in quanto allontanati in parte o totalmente dalla società,  fanno emergere una particolare sfumatura delle debolezze umane, dei peccati e delle sofferenze che vengono in loro incorporati e sintetizzati in quelle mostruosità e demoni che cercano di reprimere.

La società Vittoriana, come ci insegna la letteratura è caratterizzata dall’ipocrisia, dal nascondere il lato marcio e bieco dell’umanità. I personaggi di Penny Dreadful sono tutto quello che la società vuole allontanare da se, ma allo stesso tempo rappresentano tutte quelle debolezze che l’intera umanità possiede.
Tutti i personaggi di Penny Dreadful sono inoltre anime spezzate che tentano di trovare nella normalità, cioè in tutto quello che è nella norma, quel tassello di vita che a loro manca o gli è stato sottratto, come avviene alla Creatura che spia inesorabile nell’ombra, le vite dei londinesi.


Mancanze

La mancanza è sicuramente un altro tema fondante della storia.  Quel tassello che tutti cercano e che hanno perso rimarrà sempre irraggiungibile o da pagare a caro prezzo. Vanessa Ives desidera sempre essere normale, avere una vita condita da problemi futili, desidera l’amore della sua vita. Lei non vuole respirare un’aria infettata da morte ma un vento che soffia libero in una brughiera.
Penny Dreadful è, possiamo dire diamante fatto di sangue e anima, in cui l’indagine esistenziale si fonde con l’horror.

 

penny dreadful poesia e horror recensione

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Personaggi chiave


Vanessa Ives

Eva Green, riesce ad incarnare alla perfezione una donna maledetta, toccata dal diavolo, che non rinuncia mai alla sua fede in Dio.
Vanessa è una donna in bilico. E’ consapevole che la sua anima potrebbe prima o poi oscurarsi e diventare l’arma più grande che il male abbia mai avuto. Lei si definisce un mostro, ha dentro di se una bomba ad orologeria che il tocco del demonio potrebbe far saltare in aria. L’unica cosa che può fare è pregare e combattere le incarnazioni del male.

Eva Green, con i suoi bellissimi occhi sporgenti e contornati da un viso spigoloso, riesce a portare in vita un personaggio circondato da oscurità e bramoso di luce.
L’attrice, che è stata diretta da Bertolucci in The Dreamers e da Tim Burton in Miss Peregrine, ha sempre dimostrato di sapersi destreggiare molto bene con sentimenti contrastanti tra loro, come l’amore, la melanconia e la paura. Per questo le è stato affibbiata l’etichetta di una donna tenebrosa. In effetti in Penny Dreadful è impossibile non essere affascinati dal modo in cui il suo corpo trasudi la presenza di demoni interiori. Il modo in cui viene messa in scena la scena della possessione, (nella prima puntata) con la voce roca e la rigidità del corpo dell’attrice restituiscono una scena altamente suggestiva e horrorifica senza aver abusato di effetti speciali eccessivi.

Caratterizzazione

Vanessa Ives è poi caratterizzata da una pelle pallida, vestita da abiti neri e con i capelli raccolti che si scioglieranno ogni qual volta la protagonista perderà il controllo dei suoi demoni. Sembra privilegiare luoghi chiusi, e in quanto outsider non la vediamo quasi mai percorrere le strade londinesi insieme ad altre persone. Questo non vuol dire che non conosca persone influenti, ella è pur sempre una donna borghese e cosciente della persona che è.
Lei ha un passato oscuro che ancora le procura sofferenza nel presente, proprio come succede a Mr Chandler (Josh Hartnett).

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I due provano fin da subito una strana attrazione, prima di venir a conoscenza del loro reciproco segreto. Un solo scambio di sguardi basta per trovare la reciproca frattura dell’anima e questo suggellerà per sempre un rapporto speciale.


Ethan Chandler

Il segugio di Dio e lo scorpione.

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Ethan Chandler è il segugio, il lupo mannaro, colui che difenderà e aiuterà Vanessa ad attraversare le tenebre.
E’ l’aiutante ma anche un personaggio a se che possiede una sua storyline che verrà trattata nel corso delle stagioni, fino all’ultima, in cui forse subisce una perdita di approfondimento. Anche Ethan ha dei demoni interiori, egli ad ogni luna piena si trasforma in un lupo assetato di sangue. Come Vanessa, Ethan tenta di controllare il suo mostro e per questo cerca di tenersi lontano dalla società per quanto possibile.


Stagioni

Salvare Mina Murray

Le tre stagioni della serie tv hanno un sapore diverso tra loro. La prima gira intorno al salvataggio della figlia di Sir Malcolm (Timothy Dalton), Mina Murray, nome preso in prestito dalla Mina, amante di Dracula nel romanzo di Bram Stoker. Qui Mina viene rapita dal Padrone, il vampiro alpha. Collaboratori di Vanessa e Sir Malcolm sono Abraham Van Helsing e Victor Frankestein che porterà in vita La Creatura.
Mina era migliore amica di Vanessa, tutto finì tra loro dopo che quest’ultima consuma un atto sessuale con il futuro marito di Mina. Dopo di che Vanessa inizierà ad essere tormentata da tormenti demoniaci e si distribuiranno disgrazie tra la famiglia Ives e quella dei Murray. Vanessa dunque sarà perseguitata sempre dai demoni e si rivelerà di grande importanza per il Padrone.

Streghe notturne e diurne

Nella seconda stagione l’aria si fa sempre più pesante, e più scura. Se in precedenza vedevamo lotte splatter tra vampiri e possessioni demoniache, qui il diavolo e i suoi servi sono sempre più presenti. Di rilievo infatti sono le streghe, cui capo è Evelyn Poole (una stupenda e bravissima Helen McCrory).


Evelyn ha come scopo quello di convincere Vanessa a diventare la sposa del Diavolo. Questo matrimonio demoniaco porterà tenebre eterne sulla terra e libererà tutte le creature della notte.
Helen McCrory, la Narcissa Malfoy della saga di Harry Potter, è capace, come suo solito, di incarnare la figura di una donna forte, investita di classe e incantante bellezza. In questo caso una bellezza maledetta!
Eveyn comincia a seminare il male nel gruppo di Vanessa tramite mezzi oscuri, maledizioni, bambole voodoo.
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Perla di questa stagione è Patti Lupone che interpreta una strega diurna di nome Joan Clayton che guiderà Vanessa verso la conoscenza della sue capacità. Joan Clayton, per Vanessa, rappresenterà una figura materna che ha perso da tempo e anche noi, all’interno di quella casa nella brughiera ci sentiamo al sicuro dalle oscurità che si trovano all’esterno. E’ qui che Vanessa diventerà il piccolo scorpione.
La brughiera sarà poi il luogo in cui Vanessa fuggirà con Ethan, inseguiti dalle streghe e qui l’atmosfera cambia, si fa luminosa, si staglia un paesaggio bucolico e tranquillo.
Ma il piccolo angolo di paradiso si dissolverà brevemente quando saranno costretti a combattere Evelyn e il Demonio nel castello delle streghe.

Filo d’erba

La terza stagione è quella che piace in genere di meno. Infatti i tempi si fanno più lenti, le linee narrative sembrano troppo sfilacciate, ma non mancano episodi in cui si ritrova l’incanto iniziale. Come l’episodio 3×04 ( Filo D’erba), interamente dedicata a Vanessa e al suo precedente ricovero in un manicomio, per via dei suoi tormenti demoniaci. Assistiamo pienamente alla sua lotta interiore, tra l’arrendersi o resistere accettando se stessa e il suo destino. Vanessa dovrà prendere consapevolezza di essere una tra le tante creature perdute ma che hanno dentro di se la forza di cambiare il mondo.

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Più che affermare la sua fede in Dio, Vanessa deve trovare la fede in se stessa e sul suo ruolo nel mondo. E’ un granello, un filo d’erba che ha la consapevolezza di esistere e di poter avere il potenziale di diventare una possente, forte quercia.

Fotografie di quadri a olio

Penny Dreadful vanta sicuramente di una regia e fotografia da non invidiare ad altre opere televisive. Assistiamo a sequenze e scene  che ricordano tele dipinte ad olio in cui si percepisce l’essenza cupa, spessa e umida della Londra gotica.  Penso alla scena del ballo di sangue, nella stagione due, dell’episodio Glorious Horrors, in cui in un ballo a casa Grey, comincia a piovere sangue e ogni fotogramma si accende di rosso. Tutto è intriso di sangue ma gli invitati continuano a danzare. Il ballo ricorda inoltre il tema della degradazione della borghesia presente per esempio in Renoir, nel film Le Regole Del Gioco. Mi viene in mente anche il ballo del Gattopardo di Visconti, per quanto riguarda il colore acceso che si irradia nello schermo. In questo caso il ballo di sangue diventa una visione di Vanessa Ives, monito forse del piano di Evelyn.

I costumi, di Gabriella Pescucci, inoltre sono perfetti. Se si fa attenzione ogni abito che viene fatto indossare a Eva Green è in armonia con l’ambientazione e con il suo stato d’animo e psicologico.

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Conclusioni

Dunque Penny Dreadful non sarà la serie tv perfetta, ma di sicuro non bisogna prenderla sottogamba in quanto ricca di elementi interessanti, che forse dovevano essere riconosciuti molto di più.

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Penny Dreadful: poesia e horror recensione

Rating - 8

8

The Good

  • scrittura
  • scelta degli attori coerenti con il personaggio
  • qualità della scenografia e dei costumi

The Bad

  • progressione delle story line
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