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Prova a prendermi: recensione del film diretto da Steven Spielberg

Analisi e recensione del film diretto da Steven Spielberg con un cast superlativo: Leonardo di Caprio, Tom Hanks, Amy Adams

Prova a prendermi recensione e analisi. Frenetico e meravigliosamente scenico, diretto da Steven Spielberg, approda nelle sale cinematografiche nel 2003. Già all’indomani dell’uscita, il film ha goduto di ottime recensioni e di buon successo sia da parte della critica che da parte del pubblico. All’epoca ottenne due candidature ai premi Oscar 2003 grazie a John Williams Christopher Walken, rispettivamente come miglior colonna sonora  e miglior attore non protagonista.

Stando alle varie notizie, la regia fu affidata inizialmente a Gore Verbinski. Tuttavia quest’ultimo dovette rinunciare poiché già impegnato con la realizzazione dell’iconico La Maledizione della Prima Luna. Simile sorte toccò anche a James Gandolfini, il quale rinunciò a un ruolo nel film perché impegnato a girare la Serie TV I Soprano. Prova a Prendermi  è costato in tutto 87 milioni di dollari. Il girato comprende più di 140 location tra Stati Uniti e Canada. Le riprese sono terminate dopo soli 56 giorni. Come si evincerà all’interno di questo articolo, il film è un adattamento del romanzo autobiografico Catch Me if You Can  di Frank Abagnale Jr., ex truffatore e falsario statunitense.

Prova a prendermi recensione: trama

Prova a prendermi: recensione

Molto brevemente. Ci troviamo a New York, agli inizi degli anni ’60. Frank Abagnale è un sedicenne che vive all’interno di un classico quadretto di famiglia. Una casa decorosa, qualche agio, membro di una parentela benestante e rispettata. All’interno di questa realtà limpida e perfetta piomba un problema: il capofamiglia ha varie complicazioni con il fisco. Il nucleo famigliare vacilla, costringendo i membri a cambiare città, scuola e quartiere.

Si sa, spesso sono le difficoltà che mettono in mostra la vera identità delle persone. Da un lato abbiamo una donna, Paula (Nathalie Baye), dotata di un carattere suscettibile e attento che cede ad una, ormai, esasperata sconfitta. Di contro, Frank (Christopher Walken) che, stereotipando l’uomo americano, non si arrende dinanzi alla perdita. È consapevole dell’ormai danno economico, ma affronta tutto con sorriso e nonchalance. Tuttavia la condizione di Paula porta quest’ultima a tradire il marito con Jack, presidente del Rotary Club di New Rochelle, nonché amico del marito.

Ed è proprio in questo scenario che Frank Jr. (Leonardo Di Caprio) intraprende la sua strada. Consapevole della condizione all’interno della famiglia, scappa con soli 25 dollari sul conto in banca e un blocchetto degli assegni. Quando questi terminano, il nostro Frank inizia a darsi alla truffa. Il protagonista, con grandissima abilità, riesce a vestire i panni di pilota, primario di pediatria, giornalista. Indossa più maschere senza preoccuparsi di essere riconosciuto. Questo suo modo di vivere lo porta a viaggiare in tutto il mondo, incamerando stipendi, falsificando assegni e mutando persino la data di nascita. La truffa non dura molto e il problema, però, è quello di incastrarlo. Così compare il suo antagonista, Carl Hanratty (Tom Hanks), il quale si impegna a beccarlo, cercando di… prenderlo  a tutti i costi!

Prova a prendermi recensione: commedia e dramma

Prova a Prendermi: recensione

Prova a Prendermi riesce a incarnare quel perfetto connubio tra dramma e commedia. Fin dai momenti in cui il protagonista inscena la truffa, i toni comici sembrano prevalere. Vi è, però, un graduale crescendo di tensioni, al tal punto che al genere si aggiunge una patina intrigante di giallo. Non parliamo di un improvviso poliziesco. Vediamo come il film si veste di tratti cupi, portando lo spettatore a conoscere le maglie intricanti della truffa finanziaria.

Spielberg, con il suo sguardo onniscente, gioca molto con questi due generi, sfruttando i rispettivi protagonisti. Li insegue e li anticipa; il tutto ricade sull’ignaro spettatore che è costretto a correre dietro a questi personaggi. E lo fa con sguardo estasiato, sradicato dal reale, sebbene non sfuggano importanti riflessioni sul mondo. Legge e criminalità diventano due facce della stessa medaglia, arrivando a completarsi, a corteggiarsi, a sfidarsi in continuazione. Hanks e DiCaprio vestono i panni di personaggi soli. Cercano nel loro nemico il proprio senso, una specie di rapporto filiale. Allargando l’orizzonte riflessivo, questo rapporto diviene quell’ancora contro la disgregazione sociale, una specie di aggancio all’essere degli umani freddi, calcolatori di cifre, numeri, piani.

Prova a Prendermi recensione: aspetti tecnici

Prova a Prendermi: recensione

Con Prova a Prendermi, Spielberg ci regala un prodotto di pura adrenalina, stupore, comicità; imbevuto, nel complesso, da quella drammaticità che colpisce gli aspetti più interni dell’uomo. Da un lato una sublime colonna sonora targata John William, capace di adattarsi a ogni scena. Dall’altro lato una macchina da presa che ci porta sui luoghi più disparati: dalle alte quote degli aerei, alle feste sfarzose.

La fotografia rende lo scenario ancora più interessante. Veniamo trasportati dall’inganno che tutto possa realizzarsi come se nulla fosse. Ma a quest’inganno se ne aggiunge un altro. Nel film traspare quella sensazione: per quanto cerchiamo di fregare noi stessi, aggiungendo bugie su bugie, la falsità schiaccia quel briciolo di verità. Ogni maschera dell’io cade. E quello che resta è solo un povero giovane tremante a cui non resta che contrattare davanti alla legge.

Prova a prendermi recensione: conclusioni

Prova a Prendermi: recensione

Prova a Prendermi  ci lascia una storia stimolante e fugace. Allo stesso tempo, l’umanità spielberghiana fa breccia, mostrando due uomini che alla fine si lasciano prendere, afferrare. La truffa ha bisogno della legge. Così come la fantasia ha bisogno del genio.

Prova a Prendermi

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Regia
  • Colonna sonora
  • Interpretazione di Hanks e Di Caprio
  • Sceneggiatura

Voto Utenti: 4 ( 1 Voti)
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