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Spiegazione di Midnight in Paris: tre lezioni di vita imparate dal film di Allen


2. L’amore libera dalla paura della morte

Hemingway è un personaggio chiave all’interno della pellicola. È il mentore di Gil, il simbolo della “generazione perduta” da lui tanto ammirata. È proprio ad Hemingway che Gil vuole far leggere il suo romanzo incompleto, ed è da lui che è disposto ad accettare consigli e direttive. 
Uno dei dialoghi più interessanti della pellicola avviene infatti tra quesi due personaggi mentre parlano di scrittura per poi finire a parlare d’amore.

spiegazione di Midnight in Paris


Hemingway: “Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l’hai?”
Gil: “Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.”
Hemingway: “Beh, è una cosa che a tutti prima di te è successa e a tutti succederà.”
Gil: “Lo so.”
Hemingway: “Hai mai fatto l’amore con una vera meraviglia di donna?”
Gil: “Beh, ecco, la mia fidanzata è parecchio sexy!”
Hemingway: “E quando fai l’amore con lei, senti una vera e bellissima passione che almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?”
Gil: “No, no… Questo non succede.”
Hemingway: “Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.”

Amore e morte secondo Hemingway

Woody Allen, regalando a Hemingway queste parole, ha colto l’essenza dello scrittore americano: amore e morte. Amore può essere declinato come “a-mors”: senza morte. E qui se ne coglie il succo: perché si ama? Perché, essendo consapevoli della propria finitudine, l’animo umano ha bisogno di cullarsi tra le braccia di qualcuno che condivida la nostra stessa condizione ma che allo stesso tempo, grazie alla forza dell’amore, sia anche in grado di lenirla. Ernest è stato un uomo avventuroso, che ha vissuto in luoghi diversi, con mogli diverse, sempre circondato da persone nuove e stimolanti. Perché questo? Perché al di fuori di questa continua frenesia, la morte era lì pronta ad aspettarlo e terrorizzarlo. Qual è il trucco? Vivere con foga e amare follemente. E questo è il consiglio che dà a Gil e agli spettatori stessi

“Tutti gli uomini temono la morte. È una paura naturale che ci consuma tutti. Temiamo la morte perché sentiamo che non abbiamo amato abbastanza o non abbiamo amato affatto, che alla fine sono la stessa cosa. Comunque, quando fai l’amore con una donna davvero eccezionale, una che merita il massimo rispetto in questo mondo e che ti fa sentire davvero potente, quella paura della morte sparisce completamente.

Perché quando condividi il tuo corpo ed il tuo cuore con una donna eccezionale il mondo svanisce. Voi due siete le uniche persone nell’intero universo. Stai conquistando quello che non molti uomini hanno conquistato prima, hai conquistato il cuore di una donna eccezionale, la cosa più vulnerabile che lei può offrire ad un’altra persona. La morte non indugia più nella mente. La paura non annebbia più il tuo cuore. Solo la passione per vivere, e per amare, diventa la tua unica realtà. Questo non è un compito facile, per esso ci vuole un insormontabile coraggio. Ma ricorda questo, nel preciso momento in cui farai l’amore con una donna davvero eccezionale ti sentirai immortale!”

3. Il senso dell’arte (secondo Gertrude Stein)

Nella pellicola incontriamo Gertrude Stein, interpretata da Kathy Bates. Ma chi fu Gertrude Stein? Nata nel 1874, fu una scrittrice e poetessa statunitense. Lei e suo fratello Leo misero insieme una delle prime collezioni di arte cubista e il loro studio, tappezzato dalle opere di grandi artisti come Picasso e Matisse, divenne un salotto per scrittori e artisti come Ezra Pound, Hemingway, Braque e molti altri. Fu lei a coniare il termine “Generazione perduta” per alcuni dei suoi amici e scrittori. Il suo contributo fu fondamentale per lo sviluppo dell’arte moderna e della letteratura modernista.

spiegazione di Midnight in Paris

È interessante la concezione dell’arte secondo la Stein che emerge all’interno del film:

“Compito dell’artista non è di soccombere alla disperazione, ma di trovare un antidoto per la futilità dell’esistenza”

Questa frase serve ad ammonire la scrittura di Gil, troppo tendente ad un’autocommiserazione fine a se stessa. L’incapacità di reagire di fronte alla consapevolezza della propria impotenza nei confronti dell’inconsistenza della vita non dovrebbe essere trasformata in arte, perché l’arte dovrebbe riuscire ad abbracciare e a confortare come l’amore di cui parlava Hemingway.

L’arte deve creare delle illusioni che rendano più sopportabile l’idea di una vita di cui sappiamo già l’inesorabile esito. E vivere nel e di passato, come Gil, dà forma ad una staticità paralizzante che può quasi essere ricondotta ai Dubliners di Joyce. Quale risultato si ottiene? Nessuno. L’artista, invece, dovrebbe salvare e confortare l’anima.

Paris, mon amour

 

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