Meeting Gorbachev – Recensione del documentario di Werner Herzog

Una biografia appassionante fra ricordi, interviste e incontri epocali

Meeting Gorbachev recensione del documentario di Werner Herzog e Andre Singer. Co-diretto insieme al regista inglese, Meeting Gorbachev è la nuova monumentale opera di Werner Herzog. Presentato al Biografilm Festival fuori concorso, il film si inserisce perfettamente in quella che è la mission del festival: celebrare le vite dei grandi personaggi del passato e del presente attraverso un nuovo sguardo inedito. Il Biografilm quindi riesce nuovamente a raggiungere il suo scopo, non solo presentando la biografia di un grande personaggio storico, ma anche avendo come ospite un regista che ha fatto la storia del cinema. Werner Herzog, ospite ufficiale del Festival, ha presentato il suo film, confessando, con grande commozione, il suo profondo rispetto per l’ex leader sovietico.

Meeting Gorbachev infatti descrive attraverso filmati d’epoca e interviste inedite la vita del leader sovietico Michail Gorbachev: uomo fragile e politico rivoluzionario fra i più influenti dei novecento. Herzog si era già dedicato al genere del Biopic, anche se film come Queen of the Desert e Kinski il mio nemico più caro non sono totalmente ascrivibili a questo genere. Spesso i suoi film, a metà strada fra documentario e fiction, arrivano a un grado più alto di realismo, alla ricerca di quella verità estatica che è il cuore del suo cinema.

Indice

Sinossi – Meeting Gorbachev recensionemeeting Gorbachev

Nato nel poverissimo villaggio di Privolnoye, Michail Gorbachev non rinnegherà mai le sue origini contadine. Anzi, saranno proprio le sue umili origini a conferirgli quella genuinità che lo caratterizzerà per tutta la vita. È ironico pensare, sottolinea Herzog, che da un simile contesto sia nato uno dei più importanti leader politici dello scorso secolo. Studente modello fin dall’infanzia, Gorbachev viene selezionato per entrare all’Università Statale di Mosca. Successivamente si laureerà in legge e conoscerà la sua futura moglie, Raisa Titarenko. L’ascesa politica di Gorbachev sembra quasi decisa dal fato secondo Herzog.

Dagli esordi fino alla nomina di Segretario Generale del Comitato centrale del PCUS, il suo successo sembra inarrestabile. Ma quali sono le cause di questa rapida ascesa? Secondo Herzog, il forte legame con la popolazione, la sua sincerità e il desiderio di apertura verso l’occidente.  Questa apertura verso l’occidente è rappresentata dalla volontà di tenere unita l’Unione Sovietica e non farla precipitare in inutili conflitti intestini. Inoltre i numerosi i viaggi in Canada, Italia, America sono serviti a Gorbachev per importare cultura e innovazione.

Purtroppo però il suo governo non fu privo di problemi e scontri. La drammatica catastrofe nucleare di Chernobyl stimolò in lui una forte opposizione all’armamento nucleare. Secondo il documentario, Gorbachev fu uno dei primi politici al mondo ad arginare l’eventualità di un terzo conflitto mondiale. Così si scontrò con l’allora Primo Ministro del Regno Unito Margaret Thatcher che non era della stessa opinione, a differenza del presidente americano Ronald Regan. Si arriva infine ad analizzare anche la disfatta dell’U.R.S.S, quando, dopo il crollo del muro di Berlino, Gorbachev fu allontanato dal governo e considerato un traditore. Le dimissioni forzate che la neonata Russia voleva filmare in diretta televisiva restano per l’ex leader una tremenda delusione.

Un ritratto atipico – Meeting Gorbachev recensione


Meeting GorbachevMeeting Gorbachev non è solo un’autobiografia, ma un rapporto assoluto con l’assoluto. Herzog e Gorbachev si trovano uno di fronte all’altro, seduti su due sedie a parlare di storia, politica e contemporaneità. Gorbachev si mette a nudo, senza vergogna e senza timidezza, parlando di quella che è stata la sua vita. Herzog lo ascolta ammirato cercando di mostrare anche l’uomo che sta dietro il politico. Vita pubblica e privata perciò si sovrappongono continuamente. Il ritratto di Herzog poi non è monofocale, ma deriva da una pluralità di punti di vista. Non vengono solo riportate le parole di Gorbachev, ma anche le opinioni di coloro che lo hanno conosciuto. Così si percepisce non solo l’ammirazione, ma anche l’odio, la diffidenza, l’amore che i vari politici nutrivano per lui. La pluralità dei punti di vista delinea una personalità sfaccettata, che non viene solo esaltata, ma anche criticata.

Il ritratto di Gorbachev è anche atemporale. Viene indagato non solo il suo passato, ma anche l’impatto che ha avuto la sua politica su quella odierna e quella futura. In particolare si riflette sui sovranismi e sul ritorno dell’armamento nucleare. L’ex leader appare molto contrariato da questa svolta e ammonisce duramente gli attuali governi. Gorbachev appare però molto debilitato fisicamente. Herzog l’ha incontrato solo tre volte nell’arco di sei mesi, a causa della delle sue precarie condizioni di salute. Tuttavia la sua lucidità e il suo portamento austero mettono ancora in soggezione.

Regia – Meeting Gorbachev recensioneMeeting Gorbachev

Meeting Gorbachev, teoricamente, rientra nel genere del documentario, ma come accade in ogni film di Werner Herzog, realtà e finzione sono a stretto contatto. La pellicola si distingue per una vena satirica molto forte. La biografia di Gorbachev è narrata da Herzog attraverso la sua voce fuori campo. Alle interviste realizzate ex novo si alternano i filmati d’epoca a cui Herzog dà un nuovo significato attraverso il suo commento. Come Guy Deboard, anche Herzog stravolge il significato del materiale prefilmico e lo rimodella secondo la propria soggettività. Con la sua voce narrante pacata e apparentemente inespressiva conferisce un’incredibile verve satirica a scene che nell’ordinario sarebbero tutt’altro che comiche. Assistiamo così ai funerali dei tre predecessori Gorbachev che, a causa di evidenti problemi di salute, morirono rapidamente lasciandogli il posto. In alcuni momenti però la voce di Herzog diventa più seria e più commossa soprattutto in uno dei momenti più commoventi del film, ovvero la morte della moglie di Gorbachev.

Werner Herzog:

“Ti ricordi la sua voce, la sua risata, il suo odore, il suo profumo?
Quanto ti manca?”

Mikhail Gorbachev:

“Quando è morta, mi è stata portata via la vita.”

I filmati d’epoca, alternandosi alle interviste, provocano poi un’incredibile effetto visivo. Lo schermo si dilata e si restringe fra il formato 3:4 e 16:9. Come un polmone che respira in un movimento di sistole e diastole. E il film respira, Gorbachev respira, la Russia respira perché nel respiro di quest’uomo c’è la vita di un paese. Una storia umana che coincide con la storia universale. Echi e rimandi di un mondo scomparso che sopravvive nell’anima di Gorbachev. Questa trovata estremamente geniale, per quanto semplice, si accorda perfettamente con l’obiettivo di Herzog: creare una biografia umana e personale di un uomo straordinario.

Conclusione e considerazioni- Meeting Gorbachev recensione

Meeting Gorbachev di Werner Herzog e Andre Singer è incredibilmente autentico. Si sente nelle parole del grande regista tutta l’ammirazione e il rispetto che nutre per il leader sovietico. Le sue parole e i suoi gesti fanno trasparire tutto l’amore che un uomo tedesco possa nutrire per colui che ha permesso l’unificazione della Germania. Difficile rimanere poi apatici di fronte a questo monumentale affresco di un uomo e di un’epoca.

Se proprio si deve trovare un difetto a Meeting Gorbachev sarebbe l’eccessiva carica politica. Un’autobiografia che parla di un leader politico non dovrebbe essere politica? No, ma è indubbio che chi volesse vedere questo film, dovrebbe conoscere, almeno in parte, il contesto storico di cui si sta parlando. Herzog utilizza un linguaggio descrittivo e ironico che permette allo spettatore di assimilare meglio l’argomento. Tuttavia la conoscenza pregressa degli eventi accaduti è necessaria per comprendere meglio la totalità del racconto e immedesimarsi nel vissuto del suo protagonista.

Meeting Gorbachev

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Narrazione accattivante
  • Regista sapiente
  • Ottimo ritmo

Lati negativi

  • Ostico da comprendere per chi non conosce la storia politica del tempo

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