Film da vedere

Migliori film del 2018: i film da vedere usciti quest’anno!

Ecco quali sono i migliori film del 2018 secondo FilmPost

Un altro anno è passato e con esso resteranno impressi nella nostra memoria numerosi film. A fine anno si tirano sempre le somme e si prova a fare un bilancio delle produzione cinematografiche appena viste in sala e non. In questo 2018 è proprio la diatriba tra film in sala e in home vision ha acceso le dispute ma non ha inficiato sulla buona riuscita di alcuni prodotti e la loro risonanza. Noi di FilmPost abbiamo deciso di stilare una delle nostre liste di film da vedere ma questa ha un sapore diverso: questa è una lista dei migliori film del 2018, in attesa dei film che arriveranno nel 2019!

Abbiamo selezionato venticinque prodotti che hanno segnato quest’ultimo anno pieno di novità, dalle grandi produzioni americane fino alle sorprese europee, per passare al cinema d’animazione. Tantissimi film per tutti i gusti. Ecco a voi i nostri consigli sui film da vedere del 2018.

N.B. In questa lista sono presenti solamente film distribuiti in Italia nel 2018, quindi sono esclusi i prodotti che arriveranno nel nostro paese da gennaio 2019 o che sono arrivati prima del gennaio 2018. L’ordine con il quale abbiamo indicato i film è puramente casuale, essendo stati distribuiti tutti quest’anno, e non tiene conto di preferenze.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Migliori film 2018

Cosa avranno pensato i fratelli Coen davanti al maestoso film di Martin McDonagh? Probabilmente, rispettando la loro gloriosa carriera, un prodotto del genere avrebbero voluto scriverlo anche loro. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è uno di quei film spiazzanti per la loro potenza e il loro carattere cinematografico. Un lavoro che urla in nome del cinema: una sceneggiatura così non si vedeva da almeno una decina d’anni. Malinconico, crudo, violento, sadico, grottesco, satirico, e potremmo continuare ad elencare termini che comunque non descriverebbero quello che è senza dubbi uno dei film migliori di questo 2018. Con un cast d’eccezione e una regia che sbalordisce se si pensa che McDonagh è soltanto al terzo film, il film si è portato a casa ben quattro Golden Globes e due premi Oscar. Resta l’amaro in bocca per la candidatura più importante, quella al miglior film, sfumata forse immeritatamente.

Le vicende narrate sono alquanto complesse da riassumere. Mildred è una madre che ormai ha un unico scopo nella vita: cercare giustizia per la figlia, stuprata ed uccisa. Dopo sette mesi dal misfatto il caso sembra trascurato e la polizia sembra brancolare nel buio. Così la denuncia della donna si spinge oltre: fa affiggere tre manifesti provocatori appena fuori la cittadina di Ebbing. Da qui, ovvero le primissime scene, il film prende il suo snodo narrativo. Con una madre in cerca di giustizia, e forse vendetta, e la polizia chiamata a difendere l’onore e l’orgoglio. Impossibile non citare le sontuose interpretazioni di Frances McDormand, Sam Rockwell e Woody Harrelson.

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BlacKkKlansman – Film da vedere 2018

Travolgente, brillante, ironico e potente. Alcune delle tante qualità che il nuovo film di Spike Lee ha mostrato fin dal suo esordio al Festival di Cannes. Con sguardo lucido, consapevole e cinico, il regista riesce a puntare sula riflessione in un film che a tratti è puro intrattenimento. BlacKkKlansman è il manifesto della poetica cinematografica di Spike Lee: registri che cambiano ad ogni sequenza, spettatore spiazzato e depistato con i rimescolamenti in scena, Un film contro il razzismo e con la piena coscienza per affrontare tematiche spigolose e da sempre corrosive. Condito da un humour che, per rispettoso gioco di parole, non può che è esser black. Dopo il successo di Get Out, BlacKkKlansman potrebbe imporsi proprio per l’affinità dei temi trattati, sempre delicati e importanti per la comunità intera.

Anni Settanta. Ron Stallworth è un poliziotto afroamericano, il primo, di Colorado Springs. Un giorno si invischierà in una situazione compromettente ma alquanto stimolante e di grande portata. Dopo aver letto un annuncio di reclutamento da parte del Ku Klux Klan, decide di chiamare all’organizzazione razzista e di proporsi, fingendosi un estremista razzista. Ma, essendo afroamericano, manderà un collega ad impersonarlo. Così il detective Flip Zimmerman, alter ego di Ron dentro il clan, scoprirà agghiaccianti segreti.

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La forma dell’acqua – Migliori film 2018

Leone d’Oro a Venezia 74 e Oscar al miglior film rendono La forma dell’acqua uno dei film più apprezzati del 2018. Il gioiello fantastico di Guillermo del Toro mescola un clima romantico e vintage ad una dolce e ambigua storia d’amore di genere fantasy. Un film che verrà ricordato principalmente per la sua perizia tecnica: la regia di del Toro è incredibile, la macchina da presa sembra sempre fluttuare e la fotografia ci trasporta in una suggestiva atmosfera retrò. Scenografia e costumi strabilianti accentuano questi dettagli formali che vanno a compensare una scrittura che forse mostra qualche lacuna. Sicuramente, però, uno dei film che ha segnato la prima metà dell’anno.

1962, piena Guerra Fredda, Baltimora. Elisa è un donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in un centro governativo americano in cui si praticano sperimentazioni militari. Un giorno in quel luogo verrà portata una creatura anfibia umanoide. La donna rimarrà affascinata da questa creatura e inizierà un dialogo strettissimo con essa, andando a trovarla di nascosto e insegnandole a comunicare. Ma gli Stati Uniti, in pieno clima di tensione vorranno utilizzare l’essere a scopo militare. La relazione sempre più intensa fra la donna e il mostro riuscirà a fermare le mire del governo? Da qui parte un viaggio quasi onirico che ci trasporta all’interno di una dolce storia sentimentale atipica ma più umana di molte altre.

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Cold War – Film da vedere 2018

Miglior regia al festival di Cannes e strage di premi agli European Film Awards, tra cui quello per il miglior film. Se queste sono le premesse, il nuovo film di Pawel Pawlikowski non può deludere. E infatti soddisfa tutte le aspettative, ponendosi in prima fila nel grido di rivalsa dell’Europa e del cinema europeo. Il regista polacco, già premio Oscar con Ida, punta nuovamente a stupire l’Academy con un gioiello di rara bellezza formale e narrativa. La storia di un amore tragico, combattuto tra ostacoli ideologici, sociali e politici, in un clima di tensione. Un formato quasi quadrato, un 4:3 terzi portato all’estremo, e un bianco e nero (già visti in Ida) che scaldano la storia dei genitori del regista, narrata in Cold War. Uno dei pochissimi titoli in grado di tener testa a Roma, nella corsa al miglior film non americano di questo 2018.

Anni Cinquanta, Polonia. Zula è una giovane donna scelta per far parte di un gruppo di canti e danze popolari. Inizia da qui a storia d’amore tra lei e Wiktor, il direttore del coro. Ma nel 1952, durante un’esibizione nella Berlino Est, lui decide di evadere e andare lontano: Zula, però, decide non seguirlo. Il destino non vuole vederli lontani ma contro esso si porrà ogni volta una nuova barriera, sempre diversa ma sempre consistente. Una condanna in una storia pervasa da un’amara magia che affascina pur essendo tristemente malinconica.

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L’isola dei cani – Migliori film 2018

L’ultimo film di Wes Anderson vede l’eccentrico regista tornare a dirigere un film d’animazione. Dopo Fantastic Mr. Fox la tecnica dello stop-motion risulta ancora una volta azzeccata per questa ultima fatica, L’isola dei cani. Un prodotto genuino, divertente e con la giusta dose di malinconia. Ciò è accompagnato da un cast stellare di attori, tra cui i fedelissimi del regista, che prestano le loro voci ai personaggi in scena. Un film che oltre la straordinaria componente tecnica, ci spinge alla riflessione sull’uomo e su quanto questo sia più umano degli animali.

La storia segue le vicende di un fittizio Giappone alle prese con l’espulsione forzata di tutti i cani, effetti da una strana febbre contagiosa. Questi sono tutti deportati nell’ex isola spazzatura, ora isola dei cani. Tutti i padroni degli animali sono costretti a vedere i loro amici a quattro zampe andare via con la forza, ma non Atari Kobayashi. Quest’ultimo è un ragazzino di 12 anni, nipote del crudele sindaco che ha emanato la legge di deportazione canina, disposto a fare di tutto pur di trovare il suo cane. Comincia così il viaggio di Atari nell’isola dei cani, aiutato da un’insolita squadra a quattro zampe e ricercato dalle forze armate.

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A Quiet Place – Film da vedere 2018

Gli Abbot sono una famiglia diversa dalle altre. Loro non parlano molto, anzi non lo fanno proprio. Ma non per una loro scelta: vivono in un 2020 che è andato completamente in frantumi. La causa? Una razza di mostri non vedenti che distrugge tutto ciò che incontra. Il motivo del loro silenzio è il fatto che queste creature hanno un udito ipersviluppato e riescono a sentire ogni piccolo rumore. La vita della famiglia, tra i pochissimi esseri umani rimasti in vita, è un continuo fuggire, nascondersi e soprattutto non fare nessun tipo di rumore. Oltre ad essere il miglior horror dell’anno, sicuramente è tra i migliori film di questo 2018.

Il film di John Krasinski, che lo vede anche come attore assieme alla moglie Emily Blunt, è una perla rara. Difficilmente un horror rientra nei film più apprezzati dell’anno, ma A Quiet Place rimescola tutte le componenti del genere portando il monster movie a toccare con mano gli spazi del thriller moderno. Lo fa grazie allo studio attento e maniacale sui silenzi, su ogni minimo rumore gestito sapientemente, che genera un’atmosfera inquietante e disagiante. I colpi di scena sono continui come i movimenti degli attori che passano da uno spazio all’altro facendoci sentire parte della fuga e del nascondersi. Restiamo anche noi in silenzio, insieme alla famiglia, e questa è una delle doti del grande cinema dell’orrore: generare un livello superiore di empatia con pochi semplici elementi, senza ricorrere ad eccessi.

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Il sacrificio del cervo sacro – Migliori film 2018

Sei uno dei registi più chiacchierati degli ultimi anni, apprezzato pian piano anche ad Hollywood e hai l’occasione per consacrarti al grandissimo pubblico. Dopo il successo mondiale di The Lobster il regista greco Yorgos Lanthimos, a pochi mesi prima del suo trampolino di lancio verso la gloria con il suo “La Favorita”, sconvolge il pubblico di tutto il mondo con un dramma ad altissima tensione. Il sacrificio del cerco sacro è uno di quei prodotti inclassificabili, partorito dalla mente di una personalità cinematografica che in passato aveva spiazzati proprio per le sue ambigue scelte narrative e formali. Il film è, per i protagonisti, un coraggioso viaggio verso l’ignoto che fa crollare ogni certezza e mette di fronte a scelte sofferte quanto inaspettate. Lanthimos distrugge ogni regola della narrativa e della messa in scena portandoci in universo folle inquadrato attraverso vertiginosi punti di vista.

Il film riprende i temi del celebre mito greco del sacrificio di Ifigenia. Il dottor Murphy è uno stimato cardiochirurgo che, pur avendo una bellissima famiglia, incontra segretamente un ragazzo, Martin. Pian piano in casa Murphy cominciano ad accadere strani fatti, fino a che il piccolo di casa inizia ad accusare dei problemi fisici. Da questo momento il rapporto tra il dottore e Martin diventa sempre più chiaro, fino a rendere espliciti alcuni dettagli scomodi. Da qui una spirale di vendetta e sacrificio si abbatterà sulla vita di tutti, in una tragica vicenda familiare ed umana che sembra omaggiare esplicitamente la filmografia di Stanley Kubrick.

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Roma – Film da vedere 2018

Il superfavorito per gli Oscar 2019 è senza ombra di dubbio Roma, il nuovo e acclamato film del regista messicano Alfonso Cuarón, tra i migliori film del 2018. A cinque anni da Gravity torna con una storia che riflette sul passato, un inno alla nostalgia e un grido di sopravvivenza del ricordo. Lo fa con una perizio tecnica da 10 e lode, curando in prima persona la regia, il montaggio e la fotografia. Estetica ricercata e valori tecnici si fondono con citazioni felliniane e riferimenti alle opere precedenti dello stesso Cuarón, in quello che molti definiscono il miglior film dell’anno. Roma è stato ampiamente apprezzato da critica e pubblico vincendo il Leone d’Oro a Venezia 75. La sua distribuzione internazionale è stata resa possibile da Netflix ma questo ha generato numerose polemiche.

La storia di Roma si snoda su tre fili conduttori principali. Il primo fa da sfondo agli altri due, essendo la crisi politica economica e sociale che attraversò il Messico nei primissimi anni Settanta. Il secondo narra la storia della famiglia di Alfonso Cuarón stesso, una famiglia medioborghese che affronta problemi legati al rapporto conflittuale tra padre e madre. La terza storia, forse la più importante, vede protagonista Cleo, la domestica di famiglia. La giovane mixteca è la vera protagonista della storia, una donna capace di guardare sempre a testa alta le avversità della vita e di rialzarsi contro ogni delusione.

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The Disaster Artist – Migliori film 2018

Quando nel 2003 Tommy Wiseau rendeva noto al pubblico il suo The Room, in pochi avrebbero scommesso sul successo postumo di questa pellicola. Il film divento un cult degno della nomina di “Quarto Potere dei film brutti”. Se Tim Burton girò un film dedicato ad Ed Wood, il peggior regista di sempre, James Franco ha diretto, scritto e interpretato nel 2010 The Disaster Artist, dedicato al peggior film di sempre. Una mossa coraggiosa e pregna della follia che in questi ultimi anni il duo Franco-Rogen ha saputo mostrare. Un progetto che ha coinvolto personalità del calibro di Sharon Stone, Bryan Cranston, J. J. Abrams, per citarne solo alcuni. Una scommessa che si è rivelata vincente, portando il film a diventare uno dei film più divertenti del 2018. La visione del film, però, diventa completa se si conosce il pasticcio cinematografico sul quale si basa l’opera di James Franco.

La storia è quella di Tommy Wiseau e Greg Sestero. Dalla nascita della loro amicizia al loro viaggio verso il successo. Fino ad arrivare al sogno che prende pian piano forma: la realizzazione del loro film, del desiderio di una vita che sembra realizzarsi dal nulla. “The Room”, il film che avrebbe cambiato le loro vite, il film riconosciuto universalmente come uno dei peggiori dal 1895. Il film è valso a James Franco la vittoria al Golden Globes come miglior attore e la nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

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Un affare di famiglia – Film da vedere 2018

Vincitore della Palma d’Oro a Cannes e possibile sorpresa nell’assegnazione dei grandi premi internazionali, Un affare di famiglia è un piccolo gioiello. Il regista è il sempreverde Hirokazu Kore’eda che con il suo dramma familiare è riuscito a convincere ed emozionare la critica e il pubblico internazionale, riuscendo per altro a restare coerente e in continuità con i suoi ultimi film. La famiglia giapponese, le sue abitudini e la cultura orientale, infatti, è al centro di più recenti lavori del regista che riesce ad infondere in Occidente l’intimità della casa orientale. La famiglia di Kore’eda, quella cinematografica, è tale per una scelta, quella di stare vicini contro le avversità e contro tutta la negatività.

In Un affare di famiglia, come detto sopra, la famiglia è la protagonista, una famiglia atipica. Tale perché al centro delle loro giornate c’è il compiere furtarelli tra supermercati e botteghe varie. Un giorno, di ritorno da uno di questi furti, padre e figlio troveranno una piccola abbandonata e decideranno quindi di portarla a casa loro. Nel momento in cui la bambina e la famiglia intera trovano stabilità e si legano a vicenda, uno spiazzante retroscena salta fuori ad alterare la storia.

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Chiamami col tuo nome – Migliori film 2018

Ad inizio 2018 in Italia arrivava il film di Luca Guadagnino che ha commosso, emozionato e affascinato tutto il mondo. L’adattamento del romanzo di André Aciman conclude l’ideale “trilogia del desiderio” del regista italiano, iniziata con Io sono l’amore e A Bigger Splash. Una storia d’amore, quella narrata nel film, che invade ogni spazio scenico: questo diventa parte della stessa storia d’amore. Un film che parla di bellezza, che suggestiona per i riferimenti alla cultura, specialmente quella italiana. Quella stessa Italia in cui è ambientato il film e che tanto cara è a Guadagnino. Sofisticato, sensuale e malinconico nonostante la sua apparente semplicità.

La storia, che ha vinto il premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale, è quella di Elio Perlman. In una calda estate del 1983, in Lombardia, il diciassettenne italoamericano trascorre le vacanze con i genitori. Il padre di Elio accoglie un giorno un suo studente, il ventiquattrenne Oliver che sta lavorando al dottorato il signor Perlman, docente universitario. Elio viene subito rapito dalla presenza del nuovo arrivato e questa attrazione cambierà il corso della sua estate. Eccellenti le interpretazioni dei due protagonisti, Armie Hammer e Timothée Chalamet.

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La ballata di Buster Scruggs – Film da vedere 2018

Da anni siamo abituati a ridere con il cinismo e l’umorismo dei fratelli Coen. Dopo alcuni lavori ambientati nel west, Joel e Ethan tornano a dirigere un film ambientato tra saloon, cowboy e pistole. Lo fanno scegliendo una via insolita quanto suggestiva: il film è diviso in sei episodi di durata differente e con temi differenti. Unico filo conduttore il tema della morte, che anche velatamente attraversa tutte le storie. Il film, in effetti, fu progettato come serie tv ma il progetto mutò e i decise di mantenere la partizione ad episodi. Distribuito da Netflix in tutto il mondo e vincitore del premio per la sceneggiatura a Venezia 75, vede la partecipazione di attori di spicco tra cui James Franco, Liam Neeson e Tom Waits.

Tra le sei storie c’è da divertirsi, oltre alla componente malinconica e riflessiva. Si passa da un musical che suona dei colpi delle pistole alla storia di un uomo sfortunato e con il caso contro. Si prosegue con storie che parlano di fortuna, scelte difficili, destino crudele e soprattutto di morte, finendo in un capitolo enigmatico e destinato a concludere in bellezza questo piccolo gioiello firmato Coen e Netflix.

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Mirai – Migliori film 2018

Tra i grandi colossi dell’animazione americana, tra grandi registi e sequel tanto attesi, si fa strada una piccola perla, che se analizzata si rivela essere un vero gioiello dell’animazione di quest’anno. Arriva dall’Oriente, da quel Giappone valorizzato con l’animazione dallo Studio Ghibli e da Hayao Miyazaki: è Mirai di Mamoru Hosoda. Un affresco della vita dipinto da un’infante, la vista sulle relazioni e sull’umanità dagli occhi di un bambino. Ogni gesto, ogni azione e parola esprimono l’inadeguatezza dei bambini in questo mondo ma soprattutto la loro costante genuinità e sincerità, la loro voglia di imparare e sorprendersi, valori di cui abbiamo più bisogno. Un racconto di formazione a cui tutti dovremmo attingere per sentirci migliori, per sentirci davvero umani.

La storia è quella di Kun, bimbo di quattro anni che può decisamente sentirsi fortunato: un’infanzia felice, al centro delle attenzioni di tutta la famiglia. Questo fino all’arrivo di Mirai, la sua sorellina appena nata. La piccola monopolizza le attenzioni prima date esclusivamente a Kun, che non accetta volentieri questa condizione e le prova tutte per ristabilire le gerarchie, Il suo piccolo posto felice è il giardino di casa dove cominceranno ad accadere fatti strani: Davanti ad un grande albero Kun farà la conoscenza dei membri della sua famiglia in età diverse da quelle che conosce attualmente: la madre bambina, la sorellina adolescente o il nonno ragazzo. Così Kun compie un magico percorso tra passato, presente e futuro che gli faranno comprendere qualcosa in più sul mondo e sulla vita umana.

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Spider-man – Un nuovo universo – Film da vedere 2018

Tra i vari film d’animazione visti quest’anno, vogliamo inserirne un ulteriore in questa speciale lista di fine anno. Questo si distingue da tutti, sia per le tecniche d’animazione che per il dinamismo della messa in scena. Spider-man – Un nuovo universo fa qualcosa di incredibile: avvicina l’animazione cinematografica allo stile fumettistico, dai colori per arrivare alle onomatopee. Uno stile frenetico che ben si adatta con questa atipica storia e questo personaggio. Personaggi, musica e ogni elemento si sposano alla grande in un contesto generale ben sviluppato. La tavolozza dei colori, degli stili, delle dinamiche visive, si moltiplica e muta durante tutto il film per adattarsi meglio alle circostanze. Un’esperienza cinematografica sbalorditiva. Questo è sicuramente non solo un grandissimo film d’animazione, ma potrebbe essere addirittura considerato il miglior film sull’Uomo Ragno.

La storia è anomala e diversa rispetto a quelle che conosciamo di questo supereroe. Miles Morales è un ragazzo afro-ispanico di New York. Nella sua nuova scuola non si trova a suo agio e tante situazioni lo portano a non ambientarsi come vorrebbe. Quando un giorno verrà morso da un ragno radioattivo, comincerà a percepire gli stessi poteri dell’eroe Spider-man. Durante uno scontro tra il vero eroe e vari villains, si aprirà un varco dimensionale che farà scoprire a Miles una verità sconvolgente: non esiste un solo Spiderman!

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Lazzaro Felice – Migliori film 2018

Se qualcuno del calibro di Martin Scorsese si interessa al tuo film, diventandone produttore esecutivo, deve esserci qualcosa di speciale in esso. Una magia, un alone di mistero che affascina e rapisce lasciando un amaro in bocca che quasi soddisfa. Questo è Lazzaro Felice, la strana e mistica storia diretta da Alice Rohrwatcher, premiata a Cannes con il premio per la migliore sceneggiatura. Un prodotto che ha incantato pubblico e critica e che ha rilanciato in questo 2018 il cinema italiano nel mondo, insieme a molti altri prodotti connazionali. Un film non semplice da seguire attraverso il suo intricato percorso fatto di simboli e suggestioni: una strada tortuosa che però può portare ad una meta soddisfacente.

La storia si svolge all’interno di una comunità di apparenti contadini, una comunità arretrata che sembra non essere al corrente dei più comuni sviluppi tecnologici. Essi sono in realtà schiavi, 54 persone costrette a lavorare nella piantagione di tabacco della Contessa Alfonsina de Luca che da loro la semplice possibilità di sopravvivere, nient’altro. Qui si muovono le vicende di Lazzaro, ragazzo ambiguo, che non capisce neanche che ci fa lì, di chi è parente e cosa succede attorno a lui: però egli sta al mondo e ci sta pure bene, non batte ciglio quando gli stessi schiavi tentano di sottometterlo e anzi, pone sempre l’altra guancia, sorridendo. Questa bontà, però, non può trovare via d’uscita in mezzo al mondo messo in piedi dall’uomo.

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Annientamento – Film da vedere 2018

Dopo il fortunatissimo esordio con Ex Machina, Alex Garland torna con un film attesissimo, che riesce a non deludere le aspettative: Annientamento. Il film, con protagonista una Natalie Portman che sembra tornata in stato di grazia, è stato distribuito in tutto il mondo anche grazie al supporto del colosso dello streaming Netflix. Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto Jeff VanderMeer, primo capitolo della trilogia dell’Area X. Un’asfissiante messa in scena in cui sembra non essere presente via d’uscita una volta entrati appieno. Un macro cosmo, quello di Annientamento, in cui le leggi della natura non valgono e la ricerca scientifica arriva a una più profonda analisi filosofica e umana. Un lavoro al confine tra la fantascienza e l’horror che cita fino all’osso i maestri del genere e opere leggendarie.

Il marito di una biologa partecipa a missioni militari segrete e la donna è in seria preoccupazione per il suo uomo. Quando quest’ultimo torna finalmente a casa non ricorda nulla, comincia a mostrare disagi e non sa spiegare cosa sia successo. La biologa verrà a conoscenza così di un’area tenuta sempre segreta: un luogo in cui si verificò tempo fa una strana anomalia e da cui nessuno ha mai fatto ritorno. Tranne suo marito che però è sulla via del decesso. Decisa a capirne di più, affronta da protagonista la successiva spedizione.

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Dogman – Migliori film 2018

Miglior attore a Cannes e agli EFA, premi in tutto il mondo e rappresentante per l’Italia agli Oscar. Dogman di Matteo Garrone è un film coraggioso che dimostra come le scommesse, dal soggetto al cast, possono portare grandissime soddisfazioni. Il film si ispira liberamente ad uno dei più cruenti casi di cronaca del recente passato, la vicenda del Canaro della Magliana. Garrone racconta l’Italia, un paese in ci si sbrana, come cani, perdendo ogni forma di affetto e di benessere. Poteva essere un film violento, addirittura uno splatter pulp, Dogman però è un dramma: una triste messa in scena di un paese vuoto, desolato e grigio. Questo è merito soprattutto di una grandissima fotografia che toglie saturazione ad una palette di colori già ridotti, in cui l’essenziale emerge agli occhi.

Marcello gestisce una sala di toelettatura in un quartiere periferico simbolo del degrado urbano e sociale. Il delinquente locale, l’ex pugile Simone, è il simbolo della regressione di quei luoghi. Questo intimidisce giornalmente Marcello, utilizzandolo per coprire i suoi illeciti. Il povero uomo arriva al punto di sentirsi legato simbioticamente a Simone e non potergli dire di no, forse per timore. Ma Marcello non potrà sopportare a lungo tutto questo. In Dogman ci si concentra non sul caso del Canaro, il crimine o la vendetta. Si descrive la rivalsa, la reazione dopo le costanti ingiurie. Il misfatto non viene compreso o giustificato ma visto nel suo ruolo di simbolo di un paese stesso che ha bisogno di svegliarsi e reagire.

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Foxtrot – Film da vedere 2018

Samuel Maoz è uno di quei nomi che non dice molto al grande pubblico. Egli (di cui ricordiamo il film Lebanon) è il regista di Foxtrot, uno dei prodotti più intensi e interessanti di questo 2018. Gira un film coraggioso, senza la paura di criticare e inveire sulla nostra società, quella fondata sulla violenza. Ed è una violenza che fa riferimento alle battaglie non solo tra eserciti ma soprattutto quelle ideologiche, i conflitti psicologici. Qui è denunciato l’assurdo dietro ad ogni tipo di violenza. Foxtrot non è catalogabile ad un genere preciso: è una sorta di dramma ma con una forte vitalità formale ed espressiva. Un mix di generi che fonde quello drammatico alla commedia nera, non rinunciando al virtuosismo in sequenze costruite perfettamente.

Sviluppato in tre atti, molto diversi come stile, Narra una storia che gira attorno al fato. Un gioco beffardo che fonde il destino e le condizioni militari israeliane. Un giorno una famiglia sprofonda nel dolore e nel buio dopo aver ricevuto la notizia della morte del figlio militare. Il caos della sofferenza porterà a situazioni inattese. Maoz filma invadendo gli spazi, quasi inopportunamente. Poi si passa ai due atti successivi: nel secondo lo stile diventa grottesco e sale alla ribalta l’humor nero; nel terzo lo spazio viene riservato alla riflessione conclusiva. Foxtrot riesce a fondere queste dinamiche narrative con un sapiente uso dei colori, delle luci e delle inquadratura che evidenziano l’elevato livello tecnico.

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Black Panther – Migliori film 2018

Da tempo un cinecomic non faceva così tanto scalpore nel mondo del cinema. Con un grandissimo consenso della critica e del pubblico, Black Panther si candida ad essere uno dei protagonisti alle prossime cerimonie dei Golden Globes e degli Oscar. Questo film, l’ennesimo del filone del Marvel Cinematic Universe, è senza ombra di dubbio uno dei migliori prodotti di questo 2018. Il film di Ryan Coogler riesce a rendere universale una storia di fantasia, riesce a generare un sentire comune attraverso la messa in scena di una storia di un eroe, di una terra fittizia e dei suoi abitanti. Black Panther ha avuto un grandissimo impatto socio-culturale trattando temi scottanti a cui la popolazione in primis americana, ma generalmente quella mondiale, tiene molto. Dal punto di vista tecnico le novità sono di certo poche rispetto ai precedenti film Marvel, ma questo viene compensato proprio da una narrazione audace.

La storia e le vicende sono da ricollegarsi con alcuni film precedenti dell’universo Marvel, anche se il film risulta facilmente comprensibile anche senza la visione di essi. Esso infatti è catalogabile come un film a se stante anche se mantiene dei forti rapporti con le altre saghe. L’ambientazione è il Wakanda, uno stato che si nasconde dal resto del mondo, proteggendo le sue ricchezze e il suo progresso tecnologico, dovuti alla grande quantità di vibranio sul territorio, un minerale rarissimo. All’apparenza delle altre nazioni, il Wakanda è infatti uno paese del terzo mondo. T’challa è l’erede al trono e una volta diventato re, e nuova Black Panther protettrice, vuole preservare la tradizione del paese e il suo protezionismo. Ma quando delle minacce esterne arriveranno nel ricchissimo stato, il nuovo re dovrà vedersela dura per proteggere i suoi cari e i suoi princìpi.

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Il filo nascosto – Film da vedere 2018

Se pensiamo ai migliori film del 2018 sembra assurdo non pensare a Il filo nascosto, uno dei prodotti più attesi e brillanti dell’anno. La perizia tecnica ed esecutiva di Paul Thomas Anderson e il carisma e la bravura di Daniel Day-Lewis infiammano nuovamente il grande schermo e lasciano impresse in questo strabiliante anno alcune magnifiche e suggestive sequenze. Il film suggestiona maggiormente considerato che vede l’ultima prova cinematografica dell’attore tre volte premio Oscar, prima del già annunciato ritiro. Anomala ed ambigua storia d’amore, un amore velenoso, pungente e maniacale. Sfumature visive e narrative portano in un soffocante percorso ricco d’ambiguità in cui è facile perdersi.

Londra, anni Cinquanta. Protagonista è il rinomato sarto Reynolds Woodcock, al centro della moda britannica. Egli infatti realizza abiti per la casa reale, le stelle del cinema e personalità di spessore nella vita del paese. Woodcock è uno scapolo convinto, che manovra le donne che entrano ed escono subito dopo dalla sua vita per cercare ispirazione e avere compagnia. Questo fino a quando non incontra Alma, affascinante donna che presto diventerà sua principale musa ed amante. Per il sarto che pianificava tutto in maniera maniacale, compresa la sua stessa vita, l’arrivo dell’amore provoca reazioni inaspettate, stravolgendo i piani prefissati.

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A Star is Born – Migliori film 2018

Dopo tre versioni di questo film, avevamo realmente bisogno di un ulteriore A Star is Born? Probabilmente no, però Bradley Cooper riesce a renderlo non solo un buon prodotto ma anche fresco e con intuizioni interessanti. Cooper, aiutato da una Lady Gaga che si consacra come ottima attrice, fa qualcosa di pericoloso ma ben riuscito: scompiglia e rimescola gli stili, sconvolge e personalizza il concetto del classico melodramma musicale. Prende i personaggi e li studia nel profondo, ottiene un’introspezione maggiore e più convincente, frutto di tempi diversi. Ciò non si può dire sul versante tecnico dove il regista, pur radicale, si mantiene comunque fedele, portando ad un risultato cinematografico modesto. Un film che entra tra i migliori film del 2018, per il coraggio e la passione che si vede nella messa in scena, da premiare sempre.

Ally di giorno è una cameriera ma il venerdì sera toglie la divisa e canta. Un sera incontra, nei luoghi in cui si esibisce, Jackson Maine. Egli è una ex star del rock e tra un alcolico e l’altro riesce a creare una sintonia con la donna. Quest’ultima sembra trovare energia accanto all’uomo. La storia prosegue come ben sappiamo e come abbiamo visto nel corso del Novecento con i tre precedenti. La fortuna di Ally arriva quando Jackson la farà salire sul palco, invitandola a condividere con il mondo il suo talento. La donna diventerà pian piano star e l’uomo continuerà il suo declino inesorabile.

film consigliati 2018

First Man – Film da vedere 2018

Dopo il frenetico Whiplash e la magia di La La Land, Damien Chazelle torna alla regia e lo fa puntando veramente in alto. Accompagnato nuovamente da Ryan Gosling e da una strabiliante Claire Foy (The Crown), il suo First Man ha convinto tutti, dal pubblico alla critica. Soprende però non vederlo tra le nomination più importati ai Golden Globe. Per noi di FilmPost resta uno dei migliori film del 2018, certi che avrà le sue soddisfazioni ai prossimi premi Oscar. Questo film è un ingegnoso mix di generi, dal thriller al dramma, che non stonano fra loro e riescono ad alimentarsi a vicenda generando quella visione nostalgica che il giovane regista ha già saputo imprimere nei suoi precedenti lavori. Un’ossessiva ricerca della perfezione stilistica, estetica e fotografica che si traduce in fotogrammi visivamente potentissimi e in un montaggio audio da manuale.

La storia è quella del primo uomo ad aver messo piede sulla Luna, Neil Armstrong. Egli è un’ingegnere areonautico e aviatore che conduce una modesta vita familiare. La morte prematura della sua bambina lo spinge ad avvicinarsi al programma Gemini, studio per il perfezionamento dei viaggi spaziali. Ma quando Neil volerà nello spazio, le ripercussioni saranno gravissime. Infatti la storia si svolge in un clima socio-politico ed economico di crisi: tra le rivolte di fine anni Sessanta, la guerra in Vietnam e gli incidenti tecnici, in mezzo si introducono anche i conflitti familiari che portano Neil ad attraversare una personale crisi. Ma l’obbiettivo finale è uno, ed è la Luna.

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Lady Bird – Migliori film 2018

Se pensate che Lady Bird sia un classico film coming of age americano, con i suoi cliché narrativi e le sue ovvietà, allora vi sbagliate. Il film di Greta Gerwig utilizza tutte queste dinamiche, quasi obbligate dal tipo di narrazione, e le rende speciali. Riesce a stravolgere ogni singolo elemento comune per non omologarlo agli altri prodotti. Lo stereotipo adolescenziale, la retorica genitoriale e le altre tessere del puzzle sono dinamiche e sorprendenti per efficacia, riuscendo a coinvolgere anche i non più giovani. Ciò viene sottolineato da una strabiliante Saorsie Ronan, una grandissima interprete capace di far coabitare più ruoli nello steso personaggio con naturalezza. La Gerwig propone il suo passato provinciale, e la sua adolescenza, cercando di trarne uno scheletro su cui impostare la sua idea di narrazione. Un’opera che pur essendo generazionale è paradossalmente universale, capace di sovrastare le barriere culturali e anagrafiche.

Christine non è certo una ragazza comune. Rifiuta in primis il suo nome di battesimo, scegliendosi il suo personale appellativo: Lady Bird. Poi rifiuta anche Sacramento, la città i cui abita e in cui non accade nulla di coinvolgente, sognando la più grande e dinamica New York. I conflitti in famiglia avvengono principalmente per le anomale scelte della ragazza e per la preoccupazione per il suo futuro. Dalla sua parte si schiera il padre disoccupato, mentre la madre cerca di regolarizzare il futuro della giovane.

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Un sogno chiamato Florida – Film da vedere 2018

Sean Baker non è un nome molto noto, almeno nel circuito commerciale e di Hollywood. Egli si è saputo ritagliare uno spazio sempre maggiore nel cinema indipendente e con Un sogno chiamato Florida ha saputo prendere anche un pubblico maggiore. Merito non solo di una storia interessante, triste e malinconica ma presa con sorriso e con gioia, ma anche dell’apporto di Willem Dafoe. Quest’ultimo regala una performance intensa e struggente, malinconica pur nella sua estrema vitalità. Viene affrontato un dramma senza un punto di vista pietoso: viene scelto lo sguardo dei bambini, i veri protagonisti della storia, e le loro emozioni, i loro occhi per raccontare. La macchina da presa è sempre alla loro altezza, per qualche istante anche noi ci sentiamo quei bambini e anche noi viviamo la loro condizione.

I protagonisti della storia sono Moonie, Scooty e Jancey, tre bambini dell’età di sei anni. I tre abitano in una zona degradata, in condizioni critiche, ma a due passi da Disneyland: vicini ma lontanissimi, se vista in ottica di benessere. I tre però, da bambini quali sono, riescono a prendere ciò che c’è di negativo e trasformarlo sempre in una nuova avventura. I motel disagiati ma coloratissimi in cui abitano, nella periferia della Florida, le sigarette, l’alcool e la miseria vengono trasformati in divertimento. Ma dietro c’è una condizione pessima, e e madri dei bambini cercano sempre di fare in modo che i piccoli non possano perdere mai la dignità che i genitori da tempo non hanno più. In questo contesto ruolo importante avrà la figura di Bobby, il supervisore del motel in cui abitano, che cercherà di far andare sempre tutto nel verso giusto.

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Ready Player One – Migliori film 2018

Diventato in pochi mesi un piccolo cult generazionale: ma non di questa generazione, bensì di quella precedente. Infatti Ready Player One strizza l’occhio alla cultura pop degli anni Ottanta, essendo farcito di citazioni di tutti i tipi. Si va da quelle cinematografiche ad alcune videoludiche, passando per la musica e lo stile di vita più generale. La trasposizione cinematografica di celebre romanzo è opera di Steven Spielberg, e vuole penetrare nella società moderna sempre più coinvolta nelle dinamiche “social” piuttosto che sociali. Il magico mondo creato dal celebre regista, sul grande schermo, è come un sogno virtuale ad occhi aperti, in cui possiamo perderci e giocare ad indovinare la citazione. Un prodotto che non rientra solo nel genere commerciale o prevalentemente da “nerd“: Ready Player One è film nostalgico che guarda a passato parlando però del presente.

Siamo nel 2045 e il mondo ha subito diversi cambiamenti e la popolazione vive all’interno di baracche dimesse. Tra queste persone c’è Wade Watts, ragazzo semplice e spontaneo che vive con la zia e il compagno di questa. Tutta la popolazione è accomunata da una cosa: OASIS, un mondo virtuale in cui si può accedere con il proprio avatar e “socializzare” con gli avatar altrui. Questo toglie dai pensieri della gente le condizioni in cui vivono ed è come una boccata d’aria. Il creatore della realtà virtuale, però, prima di morire dichiara che è presente un Easter Egg, ottenibile attraverso il completamento di tre prove segrete. Il vincitore avrà in mano OASIS, ereditandolo. Ma per capire come arrivarci, bisognerà scavare nel passato di James Halliday, il creatore: questo sembra essere l’obbiettivo di tanti, tra cui Nolan Sorrento, ricco uomo che vuole ottenere il possesso della realtà virtuale.

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