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Dark Crystal – La resistenza: recensione della serie Netflix ispirata al film cult

Nel 1982 Frank Oz e Jim Henson si dedicarono unitamente alla regia di un film che è rimasto nella storia come un cult: The Dark Crystal. Non è un film che tutti conoscono, ma è una vera perla del genere fantasy. L’universo del film è estremamente ricco di particolari, ma non tutti erano approfonditi nel dettaglio. Dal 2012 si parlava di produrre un film che costituisse un sequel dell’originale, ma il progetto non è mai andato in porto. Analizzando la storia dei personaggi si è deciso di realizzare, invece, una serie prequel, sulla quale Netflix ha steso la sua ala. In questo articolo la nostra recensione di Dark Crystal.

Ci sono numerosi salti in avanti dal punto di vista tecnico-visivo, ma c’era da aspettarselo vista la distanza temporale intercorsa nella realizzazione dei due capitoli. La storia è estremamente interessante, sia per chi ha visto il film che per chi non l’ha visto. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è una serie pensata per i bambini, ma per gli amanti del fantasy, che non fa sconti ai buoni in sfavore dei cattivi.

Indice

Dark Crystal recensione – Trama

Thra, terra leggendaria, cinquant’anni prima dei fatti narrati nel film. In un clima di apparentemente pacifica convivenza, le razze che popolano il mondo servono i signori del cristallo: gli Skeksis. Questi sono i guardiani del cristallo della verità, affidato loro dalla vecchia e potente strega Ogra, alla quale hanno concesso di acquisire conoscenze sui corpi celesti. La razza più legata a Thra sono i Gelfling, molto piccoli rispetto agli Skeksis e divisi in 7 clan, ognuno con caratteristiche differenti. Alcuni Gelfling offrono la loro protezione al castello degli Skeksis. Tra queste guardie c’è Rian, un giovane Gelfling del clan degli Stonewood, i guerrieri, che cerca di impressionare il capo delle guardie, suo padre, per ottenere maggiore considerazione da parte sua.

Non tutto, però, è come sembra. Rian scopre che gli Skeksis hanno un terribile segreto, che li ha portati a modificare l’ordine naturale di Thra. Tra difficoltà e pericoli, Rian riesce a scappare dal castello dei signori del cristallo, cercando aiuto. Per il giovane Gelfling gli eventi non avranno un facile intreccio. Nella vicenda entreranno un numero impressionante di interpreti, delle specie più disparate e con personalità complesse e differenti. Il viaggio del giovane ribelle si colorerà di incontri positivi e non, e non sempre il bene avrà la meglio.

Dark Crystal recensione

Dark Cristal – Recensione

Di anni ne sono passati tanti e la differenza è notevole dal punto di vista grafico. Quello che non è cambiato è l’atmosfera magica e fantastica. Il film aveva esplorato varie sfaccettature della vicenda, ma del passato aveva effettivamente detto poco. Quest’aura di mistero risultava parte integrante dell’originale, ma svelare la storia che porta alla situazione di partenza della pellicola non si è rivelata una brutta idea. La gestione del fantasy è magistrale. In un fantasy ci sono delle componenti fondamentali: bene, male e oggetto magico, alle quali si aggiungono degli aiutanti magici, alle volte. In questa serie c’è tutto ciò che dovrebbe contenere un fantasy, e anche di più. Spesso i film o le serie del genere indulgono spesso nei confronti dei buoni, ma stavolta non accade quasi mai. I cattivi sono forti, più dei buoni, e non hanno comportamenti assurdi nei loro confronti: se devono colpire, lo fanno. Tutti i personaggi principali, ma anche molti secondari, sono caratterizzati benissimo.

Quello che rende un fantasy migliore di un altro, a parità degli elementi base citati, è proprio la storia raccontata, con la dovizia di particolari necessaria per condirla a dovere. Ovviamente la lezione viene dal Signore degli Anelli, caposaldo del fantasy variegato. Una serie tv consente di aggiungere alla storia molte più cose di quante possano essere inserite in un film, per ovvi motivi di tempo. Gli elementi narrativi, però, raramente sono interessanti come accade per questa serie, che trae evidentemente spunto da Game of Thrones e da L’ultimo dominatore dell’aria. Uno dei prodotti Netflix più convincenti dell’ultimo periodo. Risulta molto evidente il tempo di lavorazione che ha richiesto l’opera. Chi ha visto il film noterà che qualcosa, dal punto di vista dell’intreccio, non torna, ma potrebbe essere risolto nelle prossime stagioni.

Aspetti tecnici

Tutta un’altra storia rispetto al film. Dopo quasi 40 anni mantenere la stessa base tecnica per nostalgia sarebbe stato un suicidio, fortunatamente non l’hanno fatto. Nel film i pupazzi erano manovrati da molte mani. Ad esempio per ogni Gelfling servivano 4 burattinai, mentre ora ne sono bastati due, consentendo una maggiore mobilità. Inoltre le animazioni meccaniche non sono state più effettuate attraverso animatronics o cavi, ma attraverso comandi remoti all’avanguardia o CGI. Gli scenari creati sono meravigliosi, per merito della fotografia che riesce a restituire un’atmosfera decisamente magica. I personaggi vengono rinnovati dal punto di vista grafico, migliorando la sensazione che nel film ci fa continuamente pensare di star guardando dei pupazzi. Tuttavia, l’aspetto dei protagonisti non si distacca esageratamente dall’originale, mantenendo una continuità.

Altra componente estremamente curata è la musica, che conferisce un’aura mistica ancora maggiore alle immagini.  Punto di forza è senz’altro il comparto tecnico, con punta di diamante nella realizzazione dei personaggi, già meravigliosi nel film. Ogni dettaglio è curato, ma si respira comunque un’aria di fantasy del secolo scorso. C’è la voglia di mescolare nuovo e vecchio, e la cosa riesce molto bene. La regia non regala particolari sorprese o perle. Come detto, la suggestività di alcune inquadrature o sequenze è dovuta soprattutto alla fotografia, sebbene si inserisca immancabilmente in un contesto di regia. Nota di merito al fatto che non si ha mai l’impressione di stare guardando un cartone animato.

Dark Crystal recensione

Conclusioni – Dark Crystal recensione

Siamo giunti alla conclusione della recensione Dark Crystal. Un prodotto che sa di cult, così come il film da cui è ispirato. La speranza è che chi non l’ha visto lo recuperi, appassionandosi ad un genere che ormai sta perdendo terreno in favore del nuovo fantasy supereroistico. Nel caso non aveste ancora visto il film non disperate, non è necessario per la visione della serie, anzi, avrete maggiore sorpresa nello scoprire lo svolgersi degli eventi, che altrimenti conoscereste. Netflix ha centrato il colpo, aggiungendo un tassello mancante in un insieme ormai gremito dei generi più disparati.

Se amate il fantasy non resterete delusi dalla visione di questo prodotto che, a primo impatto, può sembrare rivolto ad un pubblico di bambini. Non fate l’errore di perderlo per questo motivo. La storia avrà sicuramente dei risvolti, lo si capisce dal finale, e non sappiamo cosa possano avere in mente le quattro mani dietro a questo progetto. Quello che sappiamo è che l’idea dietro questa serie andava portata avanti. Dal momento che le grandi case cinematografiche non hanno voluto dar merito all’arte del saper raccontare dei due autori, ancora una volta, ben venga Netflix.

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