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Top: 20 film divertenti da vedere assolutamente!

Ecco una lista di 20 film tra i più divertenti secondo Film Post!

Esiste un genere che non stancherà mai gli spettatori e che sopravviverà a ogni tipo di trasformazione ed evoluzione: la commedia. Ridere è salutare, lo sappiamo bene, ma è anche un processo molto difficile per attori e registi. Bisogna avere talento da vendere per riuscire a padroneggiare le infinite sfaccettature dell’ironia, non basta elargire battute a raffica! Parlare di film divertenti significa setacciare tutte le epoche del Cinema, alla ricerca di registi e attori che hanno fatto sbellicare generazioni diverse.

Ecco perché noi di Film Post abbiamo deciso di tuffarci fra le pieghe dei ricordi e, dopo una prima Top,  abbiamo selezionato 20 film divertenti da vedere. Chiaramente non si tratta di un classifica di merito ma solo di un elenco dettato dall’ispirazione del momento.

Top: 20 film divertenti da vedere assolutamente!

1 – A Qualcuno Piace Caldo (1959)

“A Qualcuno piace Caldo” (1959) rappresenta per molti la quintessenza della commedia brillante hollywoodiana. Il maestro Billy Wilder sfrutta il classico espediente del “travestimento” per raccontare l’avventura di due musicisti (Tony Curtis e Jack Lemmon) costretti a fingersi donne per salvarsi la vita. Braccati da un mafioso si infiltreranno nella band al femminile della quale fa parte la bellissima Zucchero Kandinski (Marylin Monroe)

Una sceneggiatura calibrata al millesimo, una regia capace di valorizzare i talenti del cast e un trio di attori memorabili fanno di questo film un classico. Marilyn, mai così bella e convincente, entra nei sogni di tutti con una variante del suo personaggio classico di bella svampita. “A qualcuno piace caldo” sarà il trampolino di lancio per il grande Jack Lemmon che, in realtà, fu la seconda scelta di Wilder dopo il rifiuto di Jerry Lewis.

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2 – Animal House (1978)

Prima collaborazione tra il regista John Landis e l’indimenticabile John Belushi, “Animal House” (1978) può essere considerato il padre della commedia “scorretta” USA. La battaglia all’ultima efferatezza fra due confraternite universitarie raggiunge livelli di esilarante isteria che poche altre volte sono state eguagliate.

Lo scontro sanguinario fra “Delta” e “Omega” rappresenta anche il definitivo sdoganamento della comicità televisiva al cinema dato che Belushi era l’uomo di punta del “Saturday Night Live”. Quattro anni prima di realizzare insieme “The Blues Brothers”, Landis e Belushi si scoprono in perfetta sintonia l’uno con l’altro. Il Bluto Blutarski interpretato dal compianto John, tra “Toga Party” e lattine schiacciate sulla fronte, è diventato lo Spirito Guida di ogni giovane scapestrato di tutte le generazioni.

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3 – Hollywood Party (1968)

“Hollywood Party” (1968) di Blake Edwards è da molti considerato uno dei film più divertenti di sempre. Cosa succede quando un candido attore indiano (Peter Sellers) si imbuca ad una festa hollywoodiana? Beh, succede letteralmente di tutto! Camerieri ubriachi, fontane dai getti impazziti, pranzi disastrosi, schiuma party con elefanti annessi…non manca nulla!

Unica collaborazione tra Edwards e Sellers al di fuori della saga della Pantera Rosa, “Hollywood Party” nasce da una sceneggiatura di sole 63 pagine. L’intreccio è frutto dell’improvvisazione e del genio comico di Peter Sellers, sublime nel citare la comicità del Cinema Muto di Jacques Tati. Questo film, ironicamente, rappresentò l’unico svago in una giornata orrenda: la sua uscita, infatti, avvenne lo stesso giorno della morte di Martin Luther King.

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4 -Tutti Pazzi per Mary (1998)

Chi di noi non ha mai avuto la curisoità di scoprire che fine avesse fatto la nostra cotta del liceo? Ted (Ben Stiller) non riesce a dimenticare la bellissima Mary (Cameron Diaz) e cerca di ritrovarla assumendo uno squinternato detective (Matt Dillon). Inizia così “Tutti Pazzi per Mary” (1998), una delle commedie di maggior successo degli anni ’90.

Qui non stiamo parlando di comicità raffinata, lo sappiamo bene. Battutacce,  gag scatologiche e molta scorrettezza sono stati per anni i marchi di fabbrica dei registi Bob e Peter Farrelly. Di una bellezza quasi imbarazzante, Cameron Diaz rischiò grosso perché il suo agente cercò di dissuaderla dal partecipare a questo film perché, a suo dire le avrebbe distrutto la carriera (invece l’ha consolidata). Ben Stiller inaugura qui l’abitudine a interpretare personaggi goffi e vittima di ogni atrocità fisica, un ruolo che per molto tempo lo ha anche “imprigionato”. Di certo una boccata d’aria fresca per chi invocava una tregua dal “Politically Correct” al Cinema.

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5 – Bianco, Rosso e Verdone (1981)

Nel 1981 Carlo Verdone era già famoso grazie alle sue performance televisive e al folgorante esordio cinematografico “Un Sacco Bello”. Utilizzando ancora la formula a episodi (tre personaggi tutti interpretati da lui) replica il successo con “Bianco Rosso e Verdone”. Protagonisti un tenero mammone, un pignolo trapiantato a Torino e un emigrato dalla parlata incomprensibile.

In viaggio verso le rispettive città di origine per votare alle elezioni politiche nazionali, i tre personaggi incarnati da Verdone vivono disavventure esilaranti basate su meccanismi comici molto diversi tra loro ma tutti efficaci e memorabili. Gli indimenticabili battibecchi tra l’ingenuo Mimmo e la rude nonna (Elena Fabrizi) si alternano alla mania del controllo dell’insopportabile Furio che farà impazzire la moglie Magda. Per non parlare del povero Pasquale Ametrano, tornato in Italia dopo diversi anni; vittima di ogni tipo di furto e angheria si vendicherà solo di fronte alla cabina elettorale.

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6 – Una Pallottola Spuntata (1988)

Pochi poliziotti hanno il sangue freddo di Frank Drebin. Imperturbabile di fronte a ogni genere di sciagura (spesso generata da lui stesso), Drebin è il protagonista de “Una Pallottola Spuntata” (1988), una delle migliori parodie del genere poliziesco della storia del Cinema.

Nato dall’inventiva dei fratelli Zucker e del loro complice Jim Abrahams (futuro autore di “Hot Shots”), “Una Pallottola Spuntata” rielabora con spassosa gioia anarchica tutti i luoghi comuni del genere poliziesco. Leslie Nielsen, dopo una carriera improntata alla serietà, grazie a “L’Aereo più pazzo del Mondo” aveva rivelato una verve comica strepitosa e qui entra nella Leggenda. Il film ha avuto due sequel che ne hanno consolidato la fama e resta un esempio quasi insuperabile del genere demenziale che molti hanno tentato di replicare con scarso successo.

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7 – Ricomincio da Capo (1993)

Tutti noi abbiamo desiderato di rivivere all’infinito il giorno più bello della nostra vita. Il meteorologo Phil (Bill Murray), invece si ritrova bloccato nel maledetto “Giorno della Marmotta” in un bucolico paesino della Pennsylvania. Come fare per liberarsi da questa maledizione? Forse l’unico modo possibile sarà smettere di pensare di cambiare giorno e iniziare a pensare di cambiare se stesso.

“Ricomincio da Capo” (1993), ironicamente, viene spesso considerato un film-videogame perché, più di molti altri adattamenti ufficiali, gioca con gli stereotipi di quel mondo (quando il personaggio muore riparte da capo, deve affrontare svariate “quest” di genere diverso per vincere). Frutto del connubio tra Bill Murray e il regista Harold Ramis il film è una parabola tremendamente divertente che sfrutta fino all’osso uno spunto brillante. Pellicola tra le più celebri degli anni ’90 anche per la presenza di una delle attrici simbolo di quel decennio, Andie MacDowall.

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8 – Frankenstein Junior (1974)

Se c’è un regista che non può mancare in un elenco a tema “Film Divertenti” quello è senza dubbio Mel Brooks. Maestro nell’arte della parodia e dell’assurdo, Brooks ha rivisitato praticamente ogni genere cinematografico. Da molti considerato il suo capolavoro, “Frankenstein Junior” (1974) non solo omaggia i classici horror della Hollywood anni ’30 ma li rivitalizza con dosi massicce di umorismo brillante.

Frederick Frankenstein (Gene Wilder, anche sceneggiatore), nipote del famigerato dottore, vive nel rifiuto delle stramberie del nonno. Quando eredita il suo vecchio maniero finisce per rimanere sedotto dalle ambizioni del suo predecessore e ripercorre il suo esperimento per creare un essere vivente. I risultati, inutile specificarlo, saranno spassosi. Attraverso una meravigliosa fotografia in bianco e nero e l’utilizzo di magnifici caratteristi (il compianto Marty Feldman su tutti), Mel Brooks crea la sua rielaborazione filmica più riuscita. Battute entrate nella Storia si alternano a una ricostruzione efficacissima delle atmosfere horror dei decenni passati in un mix ancora oggi ineguagliato.

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9 – Shaun of the Dead (2004)

Ci rifiutiamo di usare l’osceno titolo italiano (“L’Alba dei Morti Dementi”) per parlare del debutto di Edgar Wright, “Shaun of the Dead” (2004). Strepitoso omaggio al cinema di zombie targato George Romero, il film non è una parodia come molti credono. L’intuizione del regista britannico e del suo interprete/sceneggiatore Simon Pegg è stata quella di realizzare una vera commedia horror in cui gli elementi di entrambi i generi si fondono senza sovrapporsi.

Il trentenne Shaun (Pegg), incapace di entrare nella vita adulta, si ritrova a fronteggiare un’invasione zombie proprio mentre cerca di ricostruire il rapporto con la ex-fidanzata. Fiancheggiato dal migliore amico (Nick Frost), Shaun imparerà cosa significa la parola “responsabilità” nella maniera più improbabile possibile.  “Shaun of the Dead” racconta una credibile storia di zombie ma scegliendo come protagonisti i personaggi che, in un film horror qualunque, sarebbero i primi a morire. Alcune gag memorabili, battute a raffica in una sceneggiatura ben scritta e la nascita di un regista di indiscusso talento.

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10 – Una Poltrona per Due (1983)

Uno degli irrinunciabili classici natalizi dei palinsesti televisivi.  John Landis e Dan Aykroyd di nuovo insieme dopo “The Blues Brothers”, coinvolgono quello che all’epoca era l’astro nascente della commedia USA Eddie Murphy. Il risultato è “Una Poltrona per Due”, uno dei pochi veri Classici Moderni.

Strepitosa satira politica in cui due fratelli miliardari imbastiscono un esperimento sociale per puro svago: buttano in mezzo alla strada il ricco agente di cambio da loro allevato e arricchiscono un senzatetto truffaldino. Il tutto per dimostrare che è il contesto a “fare l’uomo”, più di ogni altra cosa. Peccato che le due vittime decidano presto di coalizzarsi per ottenere la giusta vendetta. Sublime meccanismo comico ad orologeria dove ogni battuta cade al momento giusto, “Una Poltrona per Due” è una delle poche tradizioni festive alla quale non possiamo rinunciare.

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11 – I Soliti Ignoti (1958)

Baluardo della Commedia all’Italiana, “I Soliti Ignoti” (1958) rappresenta un modello di riferimento imprescindibile. Intorno alle disavventure di un gruppo di scalcagnati aspiranti ladri, il grande Mario Monicelli raduna un cast praticamente perfetto e lo utilizza per ironizzare sull’Italia dell’epoca. Se dovesse capitarvi l’opportunità di un colpo “scientifico” al Monte di Pietà voi non ci provereste, pur non essendo ladi professionisti?

Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Tiberio Murgia, Carlo Pisacane, Renato Salvatori: un gruppo di attori in stato di grazia a cui si aggiungono Totò nel ruolo (breve ma intenso) dell’esperto Dante Cruciani e la meravigliosa Claudia Cardinale. Monicelli gestisce con equilibrio straordinario le sequenze di pura comicità e quelle che, sotto la superficie, analizzano con ferocia l’Italia degli anni ’50. Un ritratto veritiero e malinconico di una generazione che cercava di rialzarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale con ogni mezzo possibile. Proprio la sua capacità di fotografare l’epoca ha reso “I Soliti Ignoti” un film che, nonostante sequel e remake, non è mai stato eguagliato.

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12 – Una Notte da Leoni (2009)

Un Addio al Celibato a Las Vegas organizzato dagli amici dello sposo… cosa mai potrebbe andare storto? Beh, ad esempio, il gruppo potrebbe risvegliarsi  senza ricordare cosa sia accaduto la notte precedente e senza sapere che fine abbia fatto il festeggiato. Questa la spassosa premessa di “Una Notte da Leoni” (2009), classico film-fenomeno che conquistò a sorpresa i botteghini arrivando persino a vincere un Golden Globe!

Il regista Todd Philips e gli sceneggiatori Jon Lucas e Scott Moore realizzano uno dei film più divertenti degli ultimi anni grazie a una intuizione: realizzare una commedia sul canovaccio di un thriller! L’intera vicenda ruota sul mistero di ciò che è avvenuto la notte prima, come se fosse un giallo. I tre protagonisti, tra cui il lanciatissimo Bradley Cooper, devono indagare per ricostruire l’intera vicenda e non mancheranno i colpi di scena. Capostipite di una trilogia (ma i successivi film non saranno all’altezza) “Una Notte da Leoni” alterna comicità di grana grossa a un intreccio brillante. Fate attenzione ai titoli di coda, però: è lì che molti segreti vengono svelati!

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13 – Brian di Nazareth (1979)

I Monty Python hanno rappresentato un scheggia impazzita nella comicità inglese. Sarcastici, spericolati, caustici hanno ironizzato su tutto e su tutti. Una volta approdati al Cinema hanno realizzato un pugno di film che consolidarono la loro fama anche nel resto del mondo. “Brian di Nazareth” (1979), nato da una battuta pronunciata da Eric Idle durante la promozione del film precedente, è quello che ha ottenuto maggior successo di culto anche in Italia. Attraverso una serie di sketch che ironizzano sui Vangeli si narra la storia del povero Brian, nato e vissuto all’ombra del ben più famoso Gesù con tutte le conseguenze del caso.

Non fu un progetto di facile realizzazione: l’ex-Beatle George Harrison contribuì fondando una casa di produzione pur di garantirgli i finanziamenti. La regia di Terry Jones è decisamente meno inventiva di quella del suo “collega” Terry Gilliam che, solo alcuni anni dopo, si rivelerà al pubblico come formidabile cineasta. Va anche segnalato come, per ovvi motivi, il doppiaggio italiano e l’adattamento dei dialoghi abbia modificato molte battute rendendole diverse da quelle originali. Lo stesso Gilliam, anni dopo, si è detto “sorpreso” del successo nel nostro Paese proprio perché è “letteralmente un altro film”. Resta, comunque, una pellicola fondamentale per scoprire i Monty Python all’apice del loro successo.

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14 – Suxbad (2007)

Il regista e produttore Judd Apatow è uno dei nomi di riferimento nella commedia degli ultimi decenni. Il suo fiuto nello sviluppare e portare in sala film divertenti è prodigioso e “Suxbad” (2007) di Greg Mottola rientra fra le sue scoperte più efficaci. Erede naturale di film come “Porky’s”, racconta le disavventure di un trio di liceali disposti a tutto pur di togliersi di dosso la nomea di sfigati.

Il segreto del successo di questo film va ricondotto alla spassosa sceneggiatura scritta da Seth Rogen (che interpreta il ruolo minore di un poliziotto) capace di infilare gag a ritmo continuo e incurante delle volgarità. Va anche sottolineata la presenza di un cast di giovanissimi che, in seguito, sarebbero diventati star: Michael Cera, Jonah Hill ed Emma Stone. Il tutto senza dimenticare di dipingere un ritratto veritiero della confusione adolescenziale e delle amicizie “granitiche” che possono formarsi solo a quell’età.

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15 – Il Grande Lebowski (1998)

Drugo Lebowski rivoleva solo il suo tappeto, tutto qui. Di certo non era intenzionato a farsi coinvolgere in un rapimento con riscatto e in un intreccio degno di Raymon Chandler! “Il Grande Lebowski” (1998) è una delle opere più note e divertenti dei fratelli Coen. Sagace e brillante rilettura dei cliché del Cinema Noir ha saputo creare dal nulla una vera icona cinematografica.

Interpretato da un Jeff Bridges in stato di grazia e affiancato da un cast di attori feticcio dei fratelli Coen (Steve Buscemi, John Turturro, John Goodman) “Il Grande Lebowski” mantiene intatta negli anni la sua vena di follia. Raramente un film ha saputo mescolare generi e stili visivi così disparati senza mai risultare alienante o disturbante per lo spettatore. Un gioiello di tecnica del racconto che strappa risate e ammirazioni in egual misura ed esempio lampante dell’immane talento dei due fratelli del Minnesota.

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16 – Fantozzi (1975)

Poche altre “maschere” del Cinema italiano sono entrate nell’immaginario collettivo come il ragionier Ugo Fantozzi. Creato dal genio comico di Paolo Villaggio per un ciclo di romanzi poi portati su grande schermo, “Fantozzi” (1975) segna la svolta nella carriera del comico genovese. Il suo personaggio dell’impiegato vessato, sfortunato, perdente su larga scala ma incapace di arrendersi ha segnato più di una generazione mantenendosi sempre attuale.

La regia di Luciano Salce (che dal terzo capitolo cederà il ruolo a Neri Parenti) è perfetta nell’inserire i momenti di pura comicità in un contesto spietato e realistico. La vena grottesca dei racconti di Villaggio trova libero sfogo nella messa in scena che, di conseguenza, sa alternare risate a momenti di smarrimento e/o imbarazzo. Non tutti troveranno divertente “Fantozzi” perché non tutti saranno disposti ad accettare quanto sia realistica l’amarezza che lo pervade. In questo è determinante la bravura di Villaggio e del cast che comprende Gigi Reder, Anna Mazzamauro e Liù Bosisio.

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17 – Zoolander (2001)

Prima di Ben Stiller nessuno aveva osato parodiare il mondo della moda e, ripensandoci, sembra davvero strano. Vizi, stravaganze e assurdità del Jet Set sembrano material perfetto per cucirvi sopra una commedia. “Zoolander” (2001), terza regia di Stiller, prende di petto l’universo dei Top Model e lo fa creando un personaggio che diventa un’icona demenziale degli anni 2000.

Super modello richiesto da tutte le case di moda, Derek Zoolander deve affrontare la rivalità con la nuova star Hansel (Owen Wilson) e un complotto che lo vede coinvolto come fautore di un omicidio. Stiller scatena la sua voglia di sbeffeggiare le star che si prendono troppo sul serio e l’intero universo del successo basato sulla pura apparenza. “Zoolander” resta uno dei casi di fenomeno di culto cresciuto nonostante i pareri molto tiepidi della critica. Purtroppo, però, la sua comicità sembra ormai datata se riproposta e lo abbiamo constatato con il malriuscito sequel del 2016.

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18 – Prendi i soldi e scappa (1969)

Il primo Woody Allen non si scorda mai… e in questo caso stiamo parlando proprio della sua prima regia. “Prendi i soldi e scappa” (1969) racchiude molti dei tratti del cinema futuro di Woody ma resta ancorato alla commedia pura.  Le disavventure di Virgil, inetto delinquente dalla sfortuna leggendaria, vengono raccontate in stile documentaristico, attraverso finte interviste e ricostruzioni.

Per Allen l’uso del tono documentaristico è un espediente che ripeterà in “Zelig” (1983) ma è anche una mossa geniale. La serietà della forma, infatti, viene usata per evidenziare il lato comico e divertente delle vicende. Il film è costruito prevalentemente su gag fisiche e sketch da cabaret, il contesto da cui proveniva l’attore/autore. Sono ancora lontani i tempi di “Io e Annie” e del Woody Allen ironico-malinconico. “Prendi i Soldi e Scappa”, però, è tra i film più divertenti della sua filmografia proprio per la sua spensieratezza e per questo non potete perderlo.

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19 – Ghostbusters (1984)

Tute da disinfestatori ma gergo da luminari: ecco le contraddizioni che rendono indimenticabili gli acchiappafantasmi! “Ghostbusters” (1984) di Ivan Reitman è un raro esempio di film che coniuga la comicità al fantastico senza che uno degli elementi scavalchi l’altro. Interpretato da un gruppo di attori comici già famosissimi (Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis) il film fu da subito un successo clamoroso ed è tuttora un classico riconosciuto da tutti.

La sceneggiatura degli stessi Aykroyd e Ramis è frutto della loro passione per il paranormale e si vede. Ognuno dei quattro personaggi principali è perfettamente caratterizzato e capace di conquistare tipi specifici di pubblico (quasi fossero una boy-band!) Menzione d’onore alla Dana Barrett interpretata dalla bellissima Sigourney Weaver, personaggio lontano anni luce dallo stereotipo della fanciulla in pericolo. “Ghostbusters” ha avuto un sequel di qualità inferiore nel 1989 e un recente, discusso, reboot al femminile. Quest’ultimo, però, ha peccato non tanto nella scelta del cast quanto nella decisione di puntare tutto sulla commedia a discapito delle venature horror-fantasiche del capostipite. A riprova del fatto che, per miscelate bene i generi, bisogna essere in gamba.

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20 – Il Dottor Stranamore (1964)

Ultimo nella lista non certo per meriti artistici ma perché è molto difficile includerlo tra i film divertenti anche se, obiettivamente, lo è. Stanley Kubrick riadatta il romanzo “Red Alert” di Peter George e lo trasforma nel palcoscenico perfetto per il grande Peter Sellers. Affrontando temi drammatici come la paura di un’apocalisse nucleare, il grande regista punta tutto sui toni della commedia nera, un modo brillante per esorcizzare la gravità dell’argomento.

Il camaleontico Sellers intepreta ben tre ruoli: il colonnello Mandrake, il Presidente Muffley e, ovviamente, l’inquietante Dottor Stranamore. Al solito, la meticolosità di Kubrick fu tale che quando Ronald Reagan venne nominato Presidente chiese di visitare la War Room vista nel film, ignorando il fatto che non esistesse! “Il Dottor Stranamore” racconta di potenze straniere che si scontrano attraverso lo spauracchio di armi nucleari e di personaggi altolocati che sembrano godere della situazione. Rivederlo oggi, in un clima politico altrettanto incandescente, potrebbe rivelarsi uno spassoso “Deja vu”!

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