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Il diritto di contare: il colore della rivincita

Il diritto di contare: il colore della rivincita

Rating - 6.5

6.5

The Good

  • Ottima fotografia
  • Buona colonna sonora
  • Elevata veridicità biografica

The Bad

  • Scarso approfondimento dei personaggi
  • Produzione eccessivamente commerciale

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Il diritto di contare: Trama

Come ogni anno, con l’arrivo dell’8 marzo, la distribuzione cinematografica ci propone un film tutto al femminile; alcuni anni fa era stato il turno di The Help di Tate Taylor e l’anno scorso di Suffragette di Sarah Gavron.Quest’anno la scelta è ricaduta su Il Diritto di Contare di Theodore Melfi, dedicato a tre coraggiose donne afroamericane che negli anni 60 riuscirono a farsi strada alla NASA, sfidando e vincendo un razzismo ancora profondamente radicato, dando l’impulso decisivo alla cosiddetta “corsa allo spazio” tra gli americani ed i sovietici.

Il diritto di contare: Recensione

Possiamo definire Il Diritto Di Contare come una fiaba sull’emancipazione, poiché la pellicola fin da subito ci lascia intuire la sua volontà di rinunciare ai toni più oscuri del razzismo e della segregazione, che ancora aleggiavano negli anni 60; è chiara, invece, l’intenzione di mostrare la parte positiva, la ribalta e la corsa al successo che non poteva che sfociare in un fantastico lieto fine. Una pellicola senza alcun dubbio commerciale e in certi tratti forse banale ma con un messaggio più che positivo (e forse volutamente politico), con una bellissima e colorata fotografia e una colonna sonora spumeggiante. Nonostante queste note positive non possiamo dimenticare gli aspetti negativi. È doveroso soffermarsi sulla discutibile scelta del cast; tutta la storia infatti è incentrata sulla matematica Katherine Johnson (Taraji P. Henson), sul suo indescrivibile talento (che non ritroviamo allo stesso modo nella sua interpretazione) e sulla sua complessa situazione famigliare.Tristemente sullo sfondo, anche se apparentemente può non sembrare, rimangono le altre due figure centrali (migliori anche per quanto riguarda la loro performance), ovvero Janelle Monae e Octavia Spencer, per non parlare di altri attori quali Kirsten Dunst e Kevin Costner, le cui figure sono state quasi totalmente ignorate. Viene quindi penalizzata la coralità che avrebbe reso questo film molto più credibile e meno commerciale agli occhi di un attento osservatore. Né gli Oscar, né i Golden Globe sono stati molto generosi con la pellicola che si è ritrovata, forse giustamente, a mani vuote. Questo però non vuol dire che Il Diritto Di Contare sia un film da ignorare, semplicemente un film da apprezzare con tutta la leggerezza che riesce a trasmettere.

 

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