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Jackie: il ritratto dietro la First Lady

Jack: il ritratto dietro la First Lady

Rating - 9

9

The Good

  • Regia di alta qualità con tecniche studiate sulla storia
  • Grande aderenza del film alla realtà
  • Una meravigliosa Natalie Portman

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Jackie: Trama

E’ trascorsa solo una settimana dalla morte del presidente Kennedy e sua moglie Jacqueline Kennedy (Natalie Portman), più conosciuta come Jackie, si appresta a raccontare ad un giornalista venuto per intervistarla i giorni intercorsi tra l’omicidio del marito a Dallas e il suo funerale, mettendosi totalmente a nudo nei suoi panni di donna, first lady, moglie e madre.

Jackie: Recensione

Pablo Larraín, regista del film, ci racconta una donna contrastata tra il dolore e il dovere; possiamo cogliere il primo in ogni suo gesto, in ogni intimo dialogo, nel rapporto con i suoi figli e con il cognato e, persino, nel cupo sottofondo musicale che accompagna tutto il film. Ma dall’altra parte c’è il dovere, ancora troppo forte per lasciare completo spazio al dolore; il dovere di onorare i due anni di presidenza Kennedy e il dovere di riabilitare la figura del marito e consegnarla alla storia. Parliamo di un film biografico, quasi documentaristico, una testimonianza di una storia che andava raccontata ed e proprio Jackie a suggerirci l’intento del regista quando, durante l’intervista, pone una domanda: “Scrivere una cosa la rende più vera?”. Ovviamente qui non parliamo di scrittura ma di cinema, nonostante questo il riferimento è più che comprensibile. Oltre a suggerirci tale intento questa frase ci aiuta a comprendere la motivazione che spinge Jackie ad acconsentire all’intervista: per riabilitare la figura del marito, per mostrarlo tramite i suoi occhi come l’uomo e il padre che molti non erano riusciti a vedere. Il racconto si articola tramite l’utilizzo di numerosi flashback che ci riportano al momento dell’attentato e ai giorni che seguirono. Tutto questo unito ad un’incredibile regia che accompagna il racconto con luci soffuse, atmosfere nuvolose e malinconiche, primi piani che rafforzano l’immagine quasi mitologica di questi personaggi. Tutta la tristezza si scioglie sul finale in un dolce ricordo di Jackie di un ballo con il suo John, nella loro Camelot felice (molte volte nel film Jackie paragona la presidenza Kennedy al regno di Re Artù). In conclusione, Jackie è un film potente e suggestivo, in cui le immagini, le parole, i volti hanno un potere enorme, quello di farci capire la verità che sta al di là di quella bianca facciata. 

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