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La Mummia: l’alba di un universo mostruoso

La Mummia: l'alba di un universo mostruoso

Dopo tanta pubblicità finalmente è arrivata nelle sale la nuova pellicola con Tom Cruise, buon debutto per il Dark Universe, che vuole rivisitare i mostri classici e instaurare alleanze o rivalità tra di loro - 7

7

The Good

  • Il progetto, la colonna sonora, gli effetti speciali, il ritmo, Russell Crowe

The Bad

  • Ironia ed horror altalenanti

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Dopo tanta pubblicità finalmente è arrivata nelle sale la nuova pellicola con Tom Cruise, buon debutto per il Dark Universe, che vuole rivisitare i mostri classici instaurando alleanze e/o rivalità tra di loro.

I celebri personaggi mostruosi della Universal diventano protagonisti del remake di un intero Universo Cinematografico, rinominato “Dark Universe”. Un esperimento che potrebbe rassomigliare alla scia Marvel, che con quell’ “Iron Man” del 2008 diede inizio per la prima volta ad una serie di film con protagonisti diversi, tutti collegati tra loro e con diversi riferimenti.

La prima ad essere rivisitata è la mummia, figura maledetta appartenente all’antico Egitto e già tanto affrontata nella settima arte. Da quella del ’32 di Boris Karloff all’Imhotep diretto da Stephen Sommers, ma al contrario di questi ultimi troviamo ad interpretare l’orrido mostro da una donna: Ahmanet. Primogenita del faraone che stringe un patto con Seth, il dio della morte, per vendicarsi della mancata eredità del potere dovuta alla nascita di un maschio. La sua tomba verrà trovata dal militare Nick Morton, dotato di un forte spirito di avventura, che oltre a dover fare i conti con delle strane visioni  diventerà consapevole dell’esistenza di un mondo di cui ignorava l’esistenza e che non può non gettarlo nella confusione e nello spaesamento. 

Si vede che le idee mancano, che si torna sempre al passato e si sente sempre puzza di già visto, ma allo stesso tempo l’idea di far convivere in uno stesso mondo diverse leggende dell’orrore ha del potenziale che potrebbe riservare molte sorprese. E, soprattutto, dovrebbe avvicinare il “nuovo” pubblico a dei personaggi che un tempo facevano paura, ma che ora vengono utilizzati anche a scopo comico (v. il mostro della laguna nera).

L’ambizioso progetto sembra essere partito in maniera molto soddisfacente nonostante tutta la campagna pubblicitaria sia un po’ ingannevole, ma in realtà in senso positivo. Poichè tende a far credere di conoscere già tutto il film, e invece nasconde delle piacevoli sorprese inaspettate e addirittura evidenti omaggi/citazioni, come quello al capolavoro di Landis: “Un lupo mannaro americano a Londra” (ma non per il lupo). Le quasi 2 ore di durata non pesano, grazie al grande ritmo e alla mancanza di momenti inutili ai fini della trama (i momenti morti), segno che gli autori hanno dei programmi ben precisi.

 

Ahimè, neanche è uscito in sala che i critici americani lo hanno già stroncato, altri lo hanno ritenuto un pasticcio e altri ancora hanno affermato che l’approccio con questo universo sia troppo affrettato e sbrigativo. Il trito e ritrito c’è sicuramente, ma il director Alex Kurtzman a cui è stato affidato il progetto, insieme a Chris Morgan e agli sceneggiatori Koepp, McQuarrie e Kussman, sono riusciti a realizzare un buon blockbuster di puro intrattenimento. Il film infatti scorre in modo piacevole, nella prima parte ironico e avventuroso (davvero ben congegnata la scena dell’aereo), grazie soprattutto all’amico Vail (Jake Johnson); mentre nella seconda più cupo e con tinte horror, tra morti viventi con le bende e cambi di personalità. Infine, la colonna sonora di Brian Tyler aiuta senza dubbio ad incrementare la tensione, soprattutto nelle ultime sequenze, e ottimo risulta il lavoro di Dominic Tuohy per gli effetti speciali.

Cruise da assoluto protagonista offre un’interpretazione nella norma e non lontana dall’Ethan Hunt di “Mission Impossible”, ma qui più vittima degli eventi. La potente cattiva piena di geroglifici tatuati e con 4 occhi, è l’algerina Sofia Boutella, prima talentuosa ballerina a fianco persino di Madonna e Michael Jackson, poi attrice con “Kingsman” e “Star Trek-Beyond”. Perfetta per questa parte, inquietante e anche molto arrabbiata. Poi c’è la brava Annabelle Wallis nel ruolo della scienziata Jenny Halsey, ma il migliore è senza dubbio Russell Crowe, alias Dottor Jekyll e a capo dell’organizzazione Prodigium, che in assenza della sua cura mostra il suo lato malvagio nascosto.

Un buon inizio dunque, che lascia ben sperare per la prossima tappa, prevista tra due anni: la Moglie di Frankenstein, e in generale per gli altri componenti “vecchi” di questo nuovo puzzle, tra i quali L’Uomo Invisibile/Johnny Depp e forse Javier Bardem nel ruolo di Frankenstein. Il logo della Universal che vediamo all’inizio, lascia spazio al titolo “Dark Universe” con un’eclissi come sfondo: forse ne vedremo delle belle. Intanto i protagonisti del primo tassello, cominciano bene il loro lavoro intrigando per bene lo spettatore.

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