Recensioni

Recensione di Elle: l’ultimo film di Paul Verhoeven è nei cinema

Pro e contro di ELLE

Rating - 8

8

The Good

  • recitazione
  • importanza dei temi
  • toni provocatori in grado di descrivere la realtà
  • tensione e interesse sempre accesi

The Bad

  • non adatto ai minori di 14/16 anni
  • non adatto a chi non sopporta la visione di scene forti

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Recensione di Elle: l’ultimo film di Paul Verhoeven, è in questi giorni al cinema ed è un’opera da non perdere.

Presentato e acclamato lo scorso maggio al Festival di Cannes, Elle ha vinto numerosi premi tra cui Golden Globes e Cèsar. In particolare spicca l’impeccabile interpretazione della protagonista (Isabelle Huppert).

All’ottimo cast contribuiscono tra gli altri Laurent Lafitte, Charles Berling ed Alice Isaaz.

Dopo dieci anni di silenzio, o quasi, il regista francese torna a far parlare di sè portando sul grande schermo un tema forte e controverso.

Dai toni duri ma sarcastici, Elle si snoda in un clima di inquietudine che non lascia mai calare la tensione.

 

Qualcosa in più sulla trama (senza spoiler)

La protagonista è lei (Elle), Michèle Leblanc, un’imprenditrice proprietaria di un’azienda di videogiochi, vittima di un’aggressione e di uno stupro.

Lo spettatore resta da subito colpito dal coraggio di questa donna sola ma forte. Allo stesso tempo, però,  quella calma imperscrutabile e quasi inquietante lo lasciano turbato.

Tale paradossale lucidità, che si scoprirà derivare dalla traumatica infanzia di Michèle,  comporta il susseguirsi di una serie di avvenimenti in cui l’ago della morale non è più chiaro nè stabile.

Tutte le relazioni umane che intercorrono fra i personaggi si esplicano in modo inaspettato. Un velo più o meno netto di perversione lambisce ognuno di loro per aspetti diversi.

La trama, che non può identificarsi in un unico genere, si concentra sulla ricerca del colpevole; una ricerca che la protagonista compie contando solo su se stessa.

Il suo carattere deciso ed autonomo, infatti, non si manifesta solo nei confronti del suo particolare ammiratore ma anche verso coloro che dovrebbero essergli vicini.

Il figlio e l’ex marito, come anche la migliore amica e l’amante, sembrano stringere con lei un rapporto di subordinazione. Ammirazione, soggezione, attrazione o odio: sono queste le passioni che la misteriosa Michèle attira naturalmente a sè. Tali legami sembrano addolcirsi, forse, solo nel finale.

Tutto ciò fa da sfondo ad un’analisi provocatoria e scottante della realtà che prosegue fintanto che vittima e carnefice quasi si confondono.

Elle è una disanima delle contraddizioni umane, la storia di un sospetto dai toni tesi ma sarcastici, duramente laici ma anche costruttivi: un dibattito a cui è prezioso partecipare.

 

 

 

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