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Recensione Logan: uno dei migliori cinecomics di sempre

Logan

Logan - 9

9

The Good

  • -Completamente diverso da ogni altro cinecomic
  • -Incredibile interpretazione di Hugh Jackman
  • -Tratta tematiche molto profonde
  • -Finale semplicemente perfetto

The Bad

  • -Nulla di rilevante

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”One Last Time”, in questo modo Hugh Jackman annunciò il suo addio al personaggio che lo ha reso celebre in tutto il mondo: Logan.
Non è stato un addio qualsiasi, è stato un addio perfetto. Perché Logan non è soltanto il miglior film della trilogia dedicata al personaggio, non è soltanto il miglior film della lunga saga degli X-Men e non è nemmeno uno dei migliori film basati sui personaggi della Marvel Comics, Logan è uno dei migliori cinecomics di tutti i tempi.
Si differenzia da qualsiasi altro adattamento fumettistico visto in passato, a partire dal ”Rating R” che equivale al ”Vietato ai minori di 18”, una caratteristica molto atipica tra i cinecomics. Ma sono soprattutto i temi che tratta quello che lo differenzia, è molto più maturo rispetto ai suoi predecessori, ha un tono decisamente più dark, non c’è nemmeno un accenno a qualche battuta, mantiene un tono serissimo dall’inizio alla fine.

Siamo nel 2029, Logan è invecchiato e il suo fattore di guarigione sta cominciando a vacillare. Sempre meno Wolverine e sempre più Logan, sempre meno eroe ma sempre più umano. Sta iniziando a vivere nella normalità, ha messo da parte il passato ed ora fa il tassista. Quando non fa il tassista accudisce l’ormai vecchissimo Xavier che ha sempre più problemi fisici e mentali ed è dunque costretto a dover prendere innumerevoli medicine ogni giorno.
La monotona vita di Logan verrà sconvolta da Gabriella, un’infermiera che insieme a una bambina di 11 anni lo implora di accompagnarlo nel Nord Dakota. Quella bambina non è una bambina qualunque, è X-23 il cui vero nome è Laura, che per merito di un esperimento possiede il codice genetico di Wolverine e dunque anche gli stessi poteri.
Come X-23 ci sono tanti altri bambini con tanti altri poteri diversi, e Donald Pierce e i Reavers li stanno cercando. Da tutto questo nascerà un inseguimento che a tratti fa tornare alla mente Mad Max: Fury Road, da una parte ci sono Logan, Xavier e X-23 e dall’altra i Reavers.

Logan è un film umano, non un film su supereroi, indaga nell’animo dei protagonisti per mostrarci le loro paure, le loro insicurezze e la loro forza di volontà. Ognuno di loro ha uno scopo ben preciso: X-23 è alla ricerca dei suoi amici nel Nord Dakota, i Reavers stanno cercando X-23 e tutti i suoi coetanei, Xavier vuole proteggere Laura, e infine Logan, colui che per tutto il corso del film è alla ricerca di quel qualcosa, qualcosa da proteggere, qualcosa per cui sacrificarsi e trovare un senso a tutto quanto.
È per questo che è un cinecomic completamente diverso, non ha il classico schema dove la storia è basata sul protagonista che deve sconfiggere il villain.
In Logan i villains praticamente non esistono, sono solo un pretesto per narrare una delle storie più commoventi viste sul grande schermo negli ultimi anni.
L’interpretazione di Hugh Jackman fa capire quanto ci tenesse a quest’ultimo film, si sente l’incommensurabile passione per il suo personaggio, si è assolutamente superato.
È stata l’ultima volta anche per Patrick Stewart nei panni di Xavier e anche lui ha dato il meglio di sé. Straordinaria la giovanissima Dafne Keen (X-23) che a soli 11 anni ha dato una dimostrazione di talento davvero incredibile.

Molto curata la regia di James Mangold che nonostante avesse in parte floppato con ”Wolverine – L’immortale” riesce perfettamente a riscattarsi con questo capitolo conclusivo. E si riscatta anche Michael Green, autore della sceneggiatura, che in passato aveva scritto ”Lanterna Verde”. Le scene di azione sono eccellenti, mai confusionarie e decisamente esplicite. Tra i tanti pregi ci sono anche colonna sonora che è perfettamente adeguata al contesto e la bellissima fotografia di John Mathieson che in passato aveva curato anche quella de Il gladiatore di Ridley Scott
Logan è un film al di sopra della media degli altri cinecomics basati sui personaggi della Marvel, è il più violento e allo stesso tempo il più profondo dal punto di vista delle tematiche. Il finale è indescrivibile, una valanga di emozioni che non lasceranno indifferenti gli spettatori.

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