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La trilogia del Tramonto – Linklater e i confini dell’amore

Il 14 aprile 1995 usciva nelle sale il primo capitolo di una splendida trilogia diretta da Richard Linklater (School of Rock, Boyhood). Per festeggiare il ventiduesimo anniversario della storia che ha rivoluzionato un genere, ecco alcuni motivi per recuperare quanto prima “Before Sunrise”, “Before Sunset” e “Before Midnight”.

Fra le pietre miliari di un regista come Richard Linklater non poteva mancare una personale esplorazione dell’amore: la trilogia del Tramonto (Before trilogy, in lingua originale) ha permesso al director statunitense di mettere in mostra la sua grande vena creativa e la sua voglia di sperimentare anni prima di raggiungere il grande pubblico, raccontando una relazione amorosa come poche se ne sono viste sul grande schermo.

I protagonisti sono Jesse (Ethan Hawke), un ragazzo americano, e Celine (Julie Delpy), una giovane parigina. Le loro vite si intrecciano più volte, e lo spettatore si trova ad osservare le varie fasi di una relazione che nasce, finisce, poi ricomincia e si rinforza. Il tutto a 9 anni di distanza dall’episodio precedente (lasso di tempo che trascorre anche nella vita reale). Dal 1995 al 2013 vengono mostrati gli incontri fra i due, prima poco più che ventenni, a Vienna, poi a Parigi, e infine in Grecia sull’orlo della mezza età.

In questi 18 anni Linklater è riuscito a far ciò che gli riesce meglio: stravolgere i canoni di un genere mescolandolo con la sua visione della vita e del tempo. Da quanto il cinema moderno si è abituato a storie d’amore melense o poco credibili? Qualunque cosa sia una love story moderna, questa trilogia la porta su un altro livello. La cura, la raffinatezza con cui sono girate le scene è ammirevole, e la fotografia riesce a catturare la magia di ogni momento, fra scatti struggenti e piani sequenza che superano i 5 minuti.

La sceneggiatura è però il perno centrale del lavoro: scritta dal regista insieme ai due protagonisti, gioca tutto sul dialogo. In questi film non si fa altro che parlare: le voci si mescolano fra loro, dando vita a discussioni profonde e sincere. Non succede nulla, e succede tutto. Il continuo scambio di battute fra i personaggi condisce alla perfezione la storia di Jesse e Celine senza mai cadere negli eccessi di sorta (quelle frasi fatte tipiche delle romance moderne) ed estrapolando quanto più c’è di vero sulla “realtà” amorosa.

Il solo concept dell’opera è brillante: troviamo i personaggi ogni 9 anni, un lasso di tempo in cui cambiano parecchie cose. Succede anche a loro, ovviamente: invecchiano, maturano, raffreddano le loro passioni ma si aggrappano con forza ai ricordi del loro primo incontro. E ogni dialogo, ogni idea, ogni dubbio è rappresentato con l’ardore, la passione e la freschezza di un primo bacio. Tutto ruota attorno a due interpreti legati in maniera unica e ad un terzo elemento fondamentale: l’ambientazione. Prima Vienna, poi Parigi, poi la Grecia fanno da cornice “attiva” alle vicende, vi partecipano di continuo e influenzano le scelte dei protagonisti. Del resto, è anche (e soprattutto) dai luoghi che si formano i ricordi. Con l’aggiunta di una colonna sonora azzeccata in ogni brano, il gioco è fatto anche per lo spettatore.

Ciò che ancor di più sorprende è la capacità del regista nel rendere ogni film migliore del precedente pur mantenendo la stessa struttura e lo stesso tono degli inizi. Si torna sempre a parlare del tempo, un fattore fondamentale per il regista di Boyhood: il tempo cambia le cose, e Linklater rappresenta senza mezzi termini i problemi che questi cambiamenti possono causare. Il colpo di genio sta nel voler spiegare attraverso un film che la “favola da film” non esiste: oltre i falsi miti della perfezione c’è solo una persona in cui credere, dall’inizio alla fine.

In questo, Hawke e la Delpy sono stati maestri, caratterizzando i propri personaggi in maniera iper-realistica, quasi da andare oltre il mezzo cinematografico. La trilogia del Tramonto ha rivoluzionato in silenzio le storie d’amore di un’intera generazione, catturando l’essenza del sentimento ma anche lo scontro continuo fra passione e realtà. Le scelte di Linklater fanno sì che anche i meno avvezzi al genere possano apprezzare i film e appassionarsi alla storia di Jesse e Celine. Per quanto diversi, strani o folli, sarà difficile non ammettere che anche loro sono veri, proprio come noi.

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