RecensioniRubriche

Film stranieri: Neruda – La recensione del film di Pablo Larraín

La recensione di Neruda. Il ritratto di un poeta

La nostra rubrica sui film stranieri continua parlando di un’opera della quale si è discusso molto poco, nonostante le sue buone qualità. Neruda non è un film semplice da recensire. Neruda è un film confusionario, che lancia dei messaggi che non tutti sono in grado di cogliere. Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2016.

Il giovane regista cileno Pablo Larraín, già conosciuto per Il Club (2015) e Jackie (2016), riesce a caratterizzare i suoi film con una forte ambiguità concettuale e formale. Larraín è un regista controverso, e come lui lo sono anche le sue pellicole. Neruda è forse una delle più controverse.

Questa la nostra (controversa) recensione.

Film stranieri: Neruda – La recensione del film di Pablo Larraín

Un gioco di ossessioni

Pare subito estraniante che la storia di Neruda ci venga raccontata dalla sua nemesi. Óscar Peluchonneau – interpretato da un serissimo e bravissimo Gael García Bernal – è la voce narrante del film.  Siamo in Cile ed è il 1948. Il Senatore Pablo Neruda, ex ambasciatore e noto poeta, parla apertamente contro la repressione attuata dal governo. Rapidamente viene messo sotto accusa dal Presidente Gonzalez Videla.

Sono gli anni del Proibizionismo, ed è inaccettabile che il poeta inciti il popolo alla ribellione e alla resistenza. Neruda è costretto a scappare insieme a sua moglie, la pittrice Delia del Carril. In questi momenti drammatici ma al contempo ispiratori, Neruda scrive la sua celebre raccolta di poesie, Canto General.

neruda recensione

Un acuto giovane poliziotto, Óscar Peluchonneau, è incaricato di guidare la caccia ai fuggiaschi. Pignolo per com’è, pensa che per catturare il suo uomo deve prima conoscerlo nel profondo, così studia la vita e le poesie di Neruda. Segue un lungo gioco di inseguimenti, di nascondigli, di sotterfugi. Giocano al gatto e al topo, e in questa scacchiera la polizia è sempre un passo indietro. L’ossessione per la cattura della sua preda invade la vita di Peluchonneau e Neruda – da bravo artista egocentrico adorante di attenzioni – gioca con lui, gli lascia indizi, lo tormenta.

La storia come sfondo, la poesia come protagonista

A Pablo Larraín – si è notato – piace raccontare la vita di personaggi che hanno fatto, in un certo qual modo, la storia. Lo fa mescolando pezzi di vite, contesti socio-politici e le fantasie più disparate. Ma la vita di un artista come Neruda non la si può raccontare semplicemente mettendo in fila consequenziale gli eventi. Lo si deve fare attraverso la sua stessa poesia, la sua stessa poetica, la sua stessa visione del mondo.

neruda recensione

Quello che ci preme però sottolineare è che questo non è un semplice film biografico. Anzi, potremmo quasi definirlo un “anti-biopic”. Per dirla con le parole dello stesso regista, esso

“Non è un film su Neruda ma un film nerudiano. […] una fantasia incentrata su di un artista deciso a inventare il suo destino attraverso la creazione del proprio stesso mito.” (Pablo Larraín)

Neruda è un delizioso miscuglio di due generi completamente diversi: il biopic e il film noir. Il regista Pablo Larraín e lo sceneggiatore Guillermo Calderón adottano un approccio anticonvenzionale per onorare Pablo Neruda. L’effetto cumulativo è cerebrale, non emotivo: Larraín usa i tropi del film per approfondire il nostro rispetto per Neruda e ciò che rappresentava per i suoi compatrioti.

Se mai, Neruda è un po’ troppo timido, il che è ironico considerando che il poeta Neruda non si preoccupava delle buone maniere o del buon gusto. Ad ogni modo, è raro vedere un film basato sui fatti con questa bellezza molto audace o formale.

Dietro la maschera del poeta

Come i suoi precedenti film nominati agli Oscar, Larraín in Neruda usa un forma immersiva di cinematografia. Il film sembra un classico Technicolor, ricco di colori. La tavolozza preferita di Larraín è il blu rosato, che ci invita, per così dire, a vedere il Cile degli anni ’40 attraverso occhiali dalle lenti rosa. Molte scene si svolgono di notte, con ombre evocative che incorniciano Peluchonneau come un eroe noir.

Gli stratagemmi di Larraín hanno uno scopo più profondo del divertimento. Sebbene molti dei personaggi fossero persone reali, tra cui un cameo di Emilio Gutiérrez Caba come Pablo Picasso, Peluchonneau è completamente fittizio. Questo inquadra la nostra percezione del soggetto del film attraverso gli occhi del poliziotto, dandogli un’aura che mancherebbe a una biografia più semplice. Neruda ci sembra pericoloso perché è pericoloso per Peluchonneau.

neruda recensione

Una volta che comprendiamo la posizione di Neruda – grazie ad un prologo travolgente ma necessario sulle minuzie della politica cilena – il film ha la libertà di coltivare il suo soggetto come un eroe popolare. Questo non è un film sulla vita di Neruda o sulla sua morte controversa. Questo è un film per gente che non ha familiarità con la scrittura di Neruda, o forse addirittura scettico riguardo alla poesia in generale. Potrebbero non amare ogni parola delle linee più strazianti del poeta, ma capiranno l’uomo che li ha scritti un po’ meglio quelli che già lo fanno.

Neruda

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • L'interpretazione di Gael García Bernal
  • La cura per i personaggi e i temi trattati

Lati negativi

  • Virtuosismo formale a volte eccessivo
  • Struttura a volte confusionaria

Voto Utenti: 4.35 ( 1 Voti)
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Rilevato

Per favore supportaci disabilitando il tuo Ad Blocker