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Sharp Objects: 5 motivi per vedere la nuova serie tv targata HBO

Jean Marc Vallèe torna sul piccolo schermo con la nuova serie tv Sharp Objects, con Amy Adams protagonista

In questo articolo parleremo di  Sharp Objects. Trasmessa dall’ HBO, la miniserie va a sconvolgere una piccola cittadina con omicidi feroci. La protagonista è questa volta Amy Adams, nei panni di una giornalista che deve tornare al proprio paesino di origine in Missouri, Wind Gap, per scrivere articoli sui casi di omicidi accaduti in quei giorni. È così che Camille, il nome della protagonista, dovrà fare i conti con il passato, la comunità, la famiglia, le disgrazie accadute.

La miniserie è tratta dall’omonimo romanzo scritto dalla scrittrice e sceneggiatrice Gillian Flynn, che ricorderete per essere anche la scrittrice di Gone Girl – L’amore Bugiardo, portato sul grande schermo nel 2015 da David Fincher. Al momento, la miniserie viene trasmessa anche su Sky Atlantic, con un ritmo di due episodi alla settimana. È, secondo il nostro giudizio, sicuramente una serie da non perdersi, e qua sotto, vi indichiamo 5 motivi per i quali dovreste vedere la nuova serie tv targata HBO.

Sharp Objects: la nuova serie tv HBO

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HBO è una delle emittenti televisive produttrice di serie tv più famose in questo periodo e, a conti fatti, è difficile che sbagli un colpo. In particolare, quest’anno l’ha fatto con la nuova serie tv Sharp Objects, diretto e e prodotto da Jean-Marc Vallèe, già conosciuto sul grande schermo per film come Wild, Dallas Buyers Club e Demolition. È successo così anche l’anno scorso quando uscì Big Little Lies, una miniserie di 7 episodi che inscena un thriller in una cittadina americana, con protagoniste tre madri. Il suo successo ha permesso il rinnovo per una seconda stagione, con Meryl Streep tra le le new entry del cast. Sarà questa l’occasione per riaffrontare i problemi quotidiani delle tre donne, che si erano ampliati nella prima stagione quando un omicidio a sconvolgere la normalità.

Sharp Objects: La trama

Una delle cose che convince di più di questa miniserie targata HBO è sicuramente la trama, intesa proprio come intreccio della storia. Partendo dal principio, all’inizio della storia ci troviamo a Saint Louis, in Missouri. Camille è una giornalista del Chronicles, molto in gamba nel suo mestiere. Viene dalla campagna, specificatamente da un paesino chiamato Wind Gap, dove tutti sanno tutto di tutti. Sant Louis è la liberazione, la perdizione nella folla, dove puoi essere uno qualunque senza aver paura di essere riconosciuto per strada ed essere osservato.

La libertà della città però viene a meno quando il capo di Camille la manda a Wind Gap. Un omicidio sconvolge la popolazione, abituata alla calma cittadina e alla solita routine. La routine che Camille odiava da giovane, lei è sempre stata uno spirito libero, un po’ ribelle se vogliamo, sicuramente intraprendente e curiosa. Ma la sua vita non è stata semplice. Più si va avanti negli episodi più si scopre di più sul suo passato, fatto di sofferenze e incomprensioni, più si va a fondo anche nella piccola comunità di Wind Gap, che nasconde qualcosa. Come una piccola Twin Peaks, per rifarsi al grande maestro della serie tv thriller per eccellenza, David Lynch.

Sharp Objects: La regia

Una cosa che permette di capire subito che siamo davanti ad una serie tv importante è l’approccio alla regia. Tutti gli otto episodi sono diretti dallo stesso regista, Jean-Marc Vallèe. Vallèe racconta una storia in più episodi, mantenendo uno stile coerente e collegato. Le inquadrature sono sempre un po’ sporche e ambigue, le riprese sono a mano, che fanno notare la vibrazione e la non stabilità delle scene, un po’ come la non stabilità dei nostri personaggi all’interno della storia.

Vallèe sa quello che fa, dopo aver raccontato una storia d’amore come quella di Demolition, con un grande Jake Gyllenhaal e una splendida Naomi Watts, e storie coraggiose come quella dell’esploratrice di Wild con Reese Witherspoon o quella di Dallas Buyers Club, con un magnifico Matthew McConaughey nei panni di un rude texano che combatte l’HIV. Insomma il regista canadese sa come affrontare questo genere di storie e, per quando riguarda la serialtà, lo dimostra alla grande con quell’altro gioiellino che è Big Little Lies.

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Sharp Objects: i personaggi

Un aspetto che ha contributo a convincerci di Sharp Objects sono sicuramente i personaggi e la loro introspezione psicologica. Bisogna partire ovviamente con la protagonista, Camille Preaker, la giornalista che deve affrontare il suo passato a Wind Gap. Certamente è lei il personaggio meglio approfondito e caratterizzato, ed è forse anche la ragione per cui continuiamo a seguire le puntate di Sharp Objects. La sua storia, la sua sorella, i suoi vizi e peccati, sono protagonista della serie tv quasi più dei cadaveri trovati tra le vie di Wind Gap.

Più si va avanti nella storia, più si capisce perché Camille abbia voluto trasferirsi e cambiare vita, così da costruirsi poi anche una nuova immagine e ricominciare da zero. Fin dalle prime puntate notiamo le ferite e le cicatrici che porta sul corpo, che sono la prova di quello che ha passato. Oltre a lei, troviamo la sorellastra, che sembra sempre più incline a seguire la vita che ha fatto la sorella, e la madre, tremendamente asettica, attenta a più di ogni cosa al giudizio della popolazione. Forse una nota di critica va fatta al personaggio del detective, Richard, che per quanto importante alla storia, viene un po’ tralasciato in materia di psicologia del personaggio.

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Sharp Objects: La colonna sonora

Diciamolo, quando una serie tv ha con sé una buona colonna sonora, è molto più semplice seguirla e appassionarsi alla narrazione. Oltre alla sigla originale, che è molto efficace, troviamo una colonna sonora strepitosa. Per quanto Camille affermi “io non mi interesso tanto di musica”, troviamo spesso tra le sue playlist nomi importanti come i Led Zeppelin, LCD Soundsystem, The Doors. Sono questi dei sacri che portano alto spessore alla serie e sicuramente fanno alzare il livello di attenzione agli amanti della musica, in specifico del rock and roll anni ’70. Anche per chi non è fan della musica, una colonna sonora del genere porta immedesimazione e coinvolgimento, in un innesto con le immagini riprodotte.

Sharp Objects: la sotto trama

Non bisogna dimenticarsi che, per la buon riuscita di una trama, quello che deve funzionare è anche il costrutto alla base della narrazione, le sotto trame parallele e secondarie così come il modo in cui vengono mostrate. Il montaggio aiuta tantissimo in questo caso. Non è semplice seguire Sharp Objects, soprattutto perché non puoi perderti un fotogramma se vuoi veramente capire le vicende e il passato burrascoso di Camille. È così che la sotto trama si fa importante, fondamentale per fare andare avanti la trama principale e quasi più interessante della vicenda thriller.

Lo spettatore viene connesso alle paure e ai ricordi della giornalista americana, che prova dolore e allo stesso tempo malinconia e affezione verso un luogo che le ha causato più danni che altro, ma allo stesso tempo è la sua casa, il suo luogo d’origine. Così anche le pettegole di Wind Gap sono interessanti, i parenti delle vittime, i poliziotti e i baristi, perché contribuiscono a creare l’ambiente giusto per poter raccontare questo genere di storia.

 

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