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Un posto al sole: il segreto di un successo tutto italiano

Nel 1996 nasce la prima soap opera italiana, che ha rappresentato il capostipite del genere nel nostro Paese. Format ispirato dal subito stroncato Neighbours australiano, che ha portato all’esordio di Kylie Minogue nel mondo dello spettacolo, dopo ben 20 anni, Un posto al sole (Upas) sembra non essere soggetto a declino o alla benché minima sbavatura. Giusto per citare un po’ di dati, con quella di venerdì 30 dicembre 2016 la fiction arriva all’episodio numero 4655; complessivamente si conta un cast di una cinquantina di attori protagonisti e uno share che non è mai sceso sotto il 10%. Insomma, un successo che forse, anzi, sicuramente, inizialmente nessuno si sarebbe aspettato. Ma qual è, appunto, il segreto di tale successo? Nessuno può dirlo con certezza. Di sicuro c’è solo il fatto che attualmente Upas sia l’unica soap italiana esistente, e che abbia mandato al mattatoio i vari Vivere e Centovetrine.

 

 

Forse l’ingrediente segreto è l’atmosfera non solo romantica e mielosa, come ci si potrebbe aspettare dal genere, ma anche cupa, data da situazioni critiche e tese. Un’altra motivazione di tale successo potrebbe essere quindi la varietà dei temi trattati, veramente numerosi. In effetti, nel corso delle varie serie e degli episodi gli attori hanno dovuto passare dalla violenza familiare all’omofobia, dall’omicidio all’impotenzadalla tossicodipendenza all’immigrazione. Una varietà di temi, dunque, che rende la serie verosimile, che fa entrare il telespettatore in un’atmosfera non troppodiversa da quella che vive tutti i giorni. Qualunque sia la motivazione, si può certamente dire che nonostante qualcuno storca il naso al solo sentirne parlare, Un posto al sole è un esempio di un prodotto seriale funzionale e vincente, che, senza dubbio, ha fatto la fortuna del Terzo Canale Italiano.

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