Too old to die young: recensione del settimo episodio della serie di Refn

Recensione del settimo episodio di Too Old Too Die Young, serie tv Amazon Prime di Nicolas Refn

Too old to die young recensione settimo episodio. Eccoci di nuovo con la nostra serie di recensioni incentrate sulla nuova serie di Amazon Prime video diretta da Nicolas Winding Refn. Il 14 Giugno è uscita sulla piattaforma streaming la prima serie tv firmata dal regista danese Nicolas Winding Refn. In questo articolo ci concentreremo sul settimo episodio, intitolato Il Mago. Sarà una recensione priva di spoiler come nostra consuetudine, solo qualche spunto per poter riflettere sui personaggi e sulle loro azioni all’interno dell’episodio.

In questo episodio si andrà avanti con la trama principale della serie tv, i nodi incominceranno a venire al pettine. Il filone messicano della serie diventa sempre più predominante e pericoloso per la fazione opposta di Los Angeles. In più, l’agente Martin sarà sempre più vicino alla causa di Viggo e Diana, il che lo porterà ad allontanarsi sempre di più dal suo lavoro di detective e dalla sua morale.

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Indice

Il Mago – Too old to die young recensione settimo episodio

L’episodio inizia proprio con quella che sembra un’iniziazione ufficiale. Martin Jones è al cospetto di Diana, che lo sta interrogando. In seguito, l’agente di polizia e ormai il suo fidato compagno Viggo continuano il loro dovere di giustizieri. Dopo un confronto con Damian, la serie punterà l’obiettivo sul rapporto tra l’agente Jones e la fidanzata Janey. Refn ci mostra il compleanno di lei, le relazioni che ci sono intorno a loro e soprattutto il rapporto conflittuale che Martin ha con il padre di lei. Un uomo alquanto ambiguo, che spia la figlia, parla di quanto sia attraente e che mette in difficoltà molto spesso Martin.

Intanto la venuta della minaccia messicana è alle porte, le due gang contrastanti stanno per avere lo scontro finale.  Come vedremo meglio nell’analisi, questo episodio è un episodio di stasi, di calma prima della tempesta. In più, vedremo come in questa puntata la violenza è regina, prima causa di tutte le azioni che vengono svolte dai personaggi.

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Analisi ed approfondimenti

Molte delle cose da dire su questo episodio si potrebbero capire ascoltando la canzone che i creatori decidono di mettere all’interno della festa di compleanno di Janey, Homicide dei 999. Come abbiamo accennato sopra, Il Mago è un episodio in cui la violenza è padrona e protagonista. Pensiamo agli omicidi di Martin e Viggo, a quello che accade al padre di Janey o a Damian. I flashback che Martin ha durante la festa sono frames di uccisioni, di donne con sacchetti di plastica in testa, come una Laura Palmer nel 2019. Continuano ad essere fondamentali i simboli, le atmosfere e i colori. Per quanto riguarda la simbologia, verso la fine dell’episodio ci accorgiamo come il regista danese Refn abbia un interesse verso le mani, che sono spesso nel suo cinema simbolo di potere, di mascolinità, di prestigio. Ricordiamoci solo il film Solo Dio Perdona, in cui le mani vengono tranciate come punizione, per snaturare i personaggi che non sono più uomini. Come per il film del 2013, anche in questo episodio le mani hanno un ruolo simile.

Tutta la puntata poi continua ad essere sospesa in questa aurea di attesa. Per questo motivo, il settimo episodio è un episodio preparatorio alla tempesta che avverrà nelle puntate successive. Al centro dell’attenzione c’è il rapporto con Theo, padre di Janey. La scena clou avverrà ironicamente in una sala di un cinema, dove il destino di uno dei due personaggi avrà il suo compimento. Altro punto fondamentale è poi l’avvicinamento dei poli della serie. Tutti sembrano convergere verso un punto comune. La minaccia messicana è alle porte, la gang di Los Angeles è sempre più indebolita mentre Martin inizia a vacillare non avendo più una strada sicura da perseguire. Il sangue comincia a sgorgare, diventa sempre più protagonista, in un climax di violenza e pazzia.

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Too old to die young recensione: conclusioni e considerazioni

Per concludere in questo episodio il ritmo sicuramente si smorza un po’ rispetto all’episodio precedente e in vista di quelli successivi. Come in tutte le più belle tragedie, prima del gran finale c’è bisogna di un attimo di pausa, di riflessione e di attesa. Questo episodio serve perciò per avvicinarci alla fine. Ovviamente ci sono proseguimenti e avanzamenti nella trama anche importanti, ma tutti a servizio di quello che avverrà dopo. Le inquadrature continuano a meravigliarci, l’utilizzo dei colori e la regia sapiente ci immerge in uno dei più interessanti esperimenti di questi anni. Quale sarà la sorte di Martin? Chi primeggerà a Los Angeles tra le due gang protagoniste? E quale è il vero ruolo di Diana? Tutte queste domande aperte ci lasciano ancora con tanti dubbi, che si chiariranno andando avanti con gli ultimi tre episodi.

Too old to die young 7

8 - 8

8

Voto

Lati positivi

  • Rapporti tra personaggi
  • Regia e fotografia
  • Colonna sonora
  • Lati negativi

    • Ritmo meno avvincente
    • puntata preparatoria

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