The Postcard Killings: recensione del thriller con Jeffrey Dean Morgan

Un detective disperato dà la caccia al serial killer che ha massacrato sua figlia

Il genere thriller è sicuramente tra i più amati dal grande pubblico. Purtroppo, però, in un periodo di magra come questo per i cinema internazionali, film del genere sono costretti ad approdare sulle piattaforme streaming. The Postcard Killings, di cui vi proponiamo la nostra recensione, è stato distribuito dalla piattaforma Amazon Prime Video. Tratto dal romanzo omonimo di James Patterson e Liza Marklund, parla di un detective che dà la caccia al serial killer responsabile dell’omicidio di sua figlia.

Il ruolo del protagonista, Jacob Kanon, è peraltro ricoperto da Jeffrey Dean Morgan, l’iconico interprete di Negan dalla serie The Walking Dead e del Comico nel Watchmen di Zack Snyder, adattamento dell’omonima graphic novel. Al suo fianco inoltre vi è Famke Janssen, la Jean Grey dei primi film sugli X-Men. Per quanto l’idea sembrasse interessante ed il ruolo del protagonista fosse ricoperto da un attore dal grande carisma, The Postcard Killings è un flop totale. La pellicola, infatti, fallisce sotto molti punti di vista rivelandosi come un nulla di fatto.

Indice

Trama: Il killer delle cartoline – The Postcard Killings, la recensione

Jacob Kanon è un detective del dipartimento di polizia di New York. La sua vita viene stravolta quando muore sua figlia. La ragazza si trovava in viaggio di nozze con suo marito in Europa quando, avvicinata da un serial killer, è stata brutalmente uccisa. Arti mozzati, occhi mutilati e persino il sangue le era stato drenato fino all’ultima goccia. Questo porta Jacob in Inghilterra, dove scoprirà che l’omicidio di sua figlia non è un caso isolato, ma solo una parte di un piano più grande architettato da una folle mente criminale.

Vengono infatti trovati altri due cadaveri a Madrid e a Monaco e, in entrambi i casi, prima degli omicidi è stata inviata una misteriosa cartolina a un giornale locale. Non appena una nuova cartolina fa la sua apparizione, il detective si precipita in Svezia. Qui farà la conoscenza della giornalista che l’ha ricevuta, e insieme a lei cercherà di risalire all’identità del brutale pluriomicida. Purtroppo per lui la polizia svedese non gli sarà d’aiuto; questo lo costringerà a svolgere una pericolosa indagine da solo in una corsa contro il tempo, prima che un’altra giovane coppia venga massacrata.

The Postcard Killings. GFC Postcard. Good Films Collective. Hindsight Media. K. JAM Media. Lip Sync.

Un thriller senza mistero – The Postcard Killings, la recensione

Come accennato nell’introduzione, The Postcard Killings è un film pieno di problemi, a partire dal genere di film che cerca di essere. In un thriller poliziesco la componente investigativa è fondamentale per creare nello spettatore ansia e curiosità relativi a ciò che sta per accadere; è proprio il mistero a mantenere alta la tensione e nel momento in cui questo viene a mancare la pellicola crolla su sé stessa. Questo film propone un mistero da svelare, ma ciò non basta perché è proprio l’indagine quella che manca: la scoperta degli indizi che portano il detective pian piano sempre più vicino al killer in un climax che dovrebbe esplodere nel finale. Il tentativo è questo, peccato per come siano andate a finire le cose.

In The Postcard Killings, infatti, l’indagine è raccontata in modo confusionario e soprattutto è assente il processo logico che porta il detective a trarre le sue conclusioni. Più volte sono messi in scena momenti in cui il protagonista osserva gli indizi e quasi miracolosamente ha un’illuminazione. In questo modo non solo si rende difficile la comprensione di ciò che sta accadendo, ma viene a mancare l’entusiasmo della scoperta, della rivelazione, rendendo il tutto incredibilmente piatto. Col tentativo di riaccendere un po’ il tutto è stato inserito un plot twist a metà film che riesce ad ottenere l’effetto desiderato colpendo positivamente lo spettatore; andando avanti nella pellicola, però, il tutto perde di fascino a causa di una rivelazione avvenuta troppo in anticipo e di una sbagliata gestione della figura dell’assassino.

Analisi tecnica – The Postcard Killings, la recensione

Anche tecnicamente la pellicola non eccelle. La regia cerca di mettere il punto sulla drammaticità degli eventi e di come questo si ripercuota negativamente sul detective attraverso un massiccio utilizzo del primo piano. Spesso però si ottiene l’effetto inverso. L’enfasi posta sul dramma, infatti, è eccessiva e poco funzionale a causa di una pessima scrittura. La caratterizzazione dei personaggi dovrebbe permettere a chi guarda di comprendere la sofferenza che questi stanno vivendo. Purtroppo però nessuno, neanche il protagonista, è minimamente approfondito. In questo modo i momenti di maggiore tensione, come la morte di un personaggio o un’estrema situazione di pericolo, non toccano minimamente lo spettatore il quale resta impassibile.

A peggiorare il tutto intervengono una colonna sonora anonima e fin troppo ripetitiva ed un pessimo montaggio. Come detto prima, The Poscard Killings cerca di fare leva sulla drammaticità degli eventi, così ogni qualvolta accade qualcosa di spiacevole interviene un malinconico giro di piano accompagnato da un violino; il problema è che questo espediente è abusato. Fin troppe volte la colonna sonora ripropone lo stesso motivo e non riesce a dare varietà, accrescendo così il senso di noia. Per quanto riguarda il montaggio, invece, sembra quasi che le scene siano scollegate tra loro. Il protagonista si sposta da un paese all’altro in un batter d’occhio grazie al taglio di pellicola, capita di vedere personaggi piangere di fronte ad una pessima notizia e parlare a telefono in tranquillità nella scena dopo. Purtroppo The Postcard Killings fallisce anche dal punto di vista tecnico.

the postcard killings recensione

The Postcard Killings. GFC Postcard. Good Films Collective. Hindsight Media. K. JAM Media. Lip Sync.

Considerazioni finali

Alla fine della fiera The Postcard Killings non è il film che avremmo voluto. Pieno di problemi, cliché e incongruenze, il suo unico pregio è la durata. Un’ora e quaranta circa è un minutaggio ottimo perché evita di appesantire un film che non conquista mai l’attenzione del pubblico. L’assenza di una storia interessante è un grande difetto e la presenza di innumerevoli stereotipi del genere non aiuta di certo. Ovviamente il protagonista non viene mai ascoltato dalla polizia locale pur avendo sempre ottime intuizioni; intuizioni rigorosamente precedute dal classico gesto di levarsi gli occhiali di fronte ad una scoperta entusiasmante.

Inoltre gli stessi dialoghi tra i personaggi sono poco spontanei e macchinosi rendendo gli scambi di battute troppo artificiosi. Purtroppo nemmeno un attore come Jeffrey Dean Morgan è riuscito a salvare la pellicola. The Postcard Killings rende difficile persino seguire l’evoluzione delle indagini; ciò che stupisce di più è che gli sceneggiatori siano riusciti a rendere complicata una storia che aveva già le sue basi in un romanzo. Sarebbe bastato limitarsi ad adattare le vicende del libro pedissequamente per fare un film migliore di questo, ma ci ritroviamo invece a guardare un pessimo thriller.

 

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The Postcard Killings

Voto - 4

4

Lati positivi

  • Breve durata che alleggerisce la visione

Lati negativi

  • Privo di suspense e di attrattiva
  • Lato tecnico: montaggio, colonna sonora e regia
  • I personaggi non sono approfonditi

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1 commento

  • mario sartori ha detto:

    Io non sono riuscito a capire il finale: la voce femminile alla fine è quella della ragazza che è sopravvissuta?

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