Il Maestro: recensione del film di Andre Di Stefano con Pierfrancesco Favino – Venezia 82
La nostra recensione de Il Maestro, il nuovo film di Andrea Di Stefano con protagonista Piefrancesco Favino, presentato a Venezia 82
Fino a qualche anno fa, in Italia, lo sport nazionale era il calcio in tutte le sue forme: dalle squadre più piccole, al calcetto, fino ad arrivare alle amichevoli, ai campionati e alla nazionale. Ovunque ci si girasse si parlava di calcio. Che sia chiaro: il calcio è ancora uno degli sport più amati del nostro Paese e forse lo resterà per sempre, ma negli ultimi tempi – anche grazie ai campioni italiani quali Berrettini e Sinner – anche il tennis sta trovando spazio nel nostro panorama sportivo. La gente si sta appassionando sempre di più alle racchette, preferendo spesso la pallina giallo fluo a quella più grande. Non solo il tennis è diventato così seguito e chiacchierato, ma ha iniziato a interessare nelle sue varie forme anche altre espressioni artistiche, come il cinema.
Arriva infatti fuori concorso all’ottanduesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia Il Maestro, diretto da Andrea Di Stefano e con protagonista uno splendido, come quasi sempre Pierfrancesco Favino, che con il regista aveva già collaborato precedentemente nella pellicola L’ultima notte di Amore.
Indice
- Trama: tra passione e sacrifici
- Il talento di Pierfrancesco Favino
- Un film sull’imperfezione
- Tra ironia e intensità
Trama: tra passione e sacrifici – Il Maestro recensione

Indiana Production (Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli), Indigo Film (Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri), Vision Distribution, Memo Films (Francesco Melzi d’Eril), Sky, Playtime
Il Maestro è ambientato alla fine degli anni Ottanta. Il protagonista è il giovane Felice, un ragazzo di tredici anni che coltiva insieme a suo padre la passione per il tennis. Si allena, gioca, gareggia e vince le regionali, tutto grazie al suo impegno, agli schemi e agli allenamenti serrati del padre. Dopo aver vinto le regionali e pronto a gareggiare alle nazionali, il padre di Felice si rende conto che i suoi quaderni con gli schemi di gioco non sono abbastanza: per diventare campione al ragazzo serve un campione che gli insegni come stare bene sul campo. Assume così Raul Gatti, un ex campione di tennis arrivato ai suoi tempi agli ottavi di finale alle Internazionali di Roma. L’uomo, diventato il maestro di Felice, dovrà viaggiare insieme al ragazzo e giocare partite che possano allenarlo e prepararlo alle nazionali estive.
Raul Gatti però non è solo un ex campione, è anche un uomo con una vita problematica, con un carattere che spesso cozza con il suo talento. Cerca di fare di tutto pur di seguire gli schemi del padre di Felice, ma dopo vari tentativi e altrettanti fallimenti, Raul e il ragazzo capiscono e imparano a conoscersi, arrivando a comprendere di cosa davvero hanno bisogno: un nuovo inizio l’uno e la libertà fuori dagli schemi l’altro.
Il talento di Pierfrancesco Favino – Il Maestro recensione

Indiana Production (Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli), Indigo Film (Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri), Vision Distribution, Memo Films (Francesco Melzi d’Eril), Sky, Playtime
Ormai quando in un film compare il nome di Pierfrancesco Favino, si pensa a una garanzia di qualità. L’attore infatti conferma il suo talento anche nel ruolo di un maestro di tennis con la passione per le donne. La sua interpretazione sullo schermo è divertente nei momenti più leggeri e intensa in quelli drammatici, dove vengono mostrate senza veli tutte le fragilità del suo personaggio. L’uomo come un puzzle caotico deve far combaciare tutte le sue caselle con quelle del piccolo Felice, interpretato da Tiziano Menichelli, anche lui molto credibile sullo schermo.
I due dovranno conoscersi, imparare ad amarsi e soprattutto staccarsi dalle loro credenze pregresse. Raul deve imparare a vivere e soprattutto ad apprezzare la vita, anche facendo i conti con il suo passato; mentre Felice dovrà imparare a conoscere la vita da un’altra prospettiva, legata da strani schemi, routine, cercando di capire che quando si vive davvero, non ci sono regole che possano stabilire il nostro cammino.
Un film sull’imperfezione – Il Maestro recensione

Indiana Production (Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli), Indigo Film (Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri), Vision Distribution, Memo Films (Francesco Melzi d’Eril), Sky, Playtime
Il film vuole celebrare l’imperfezione, non le vittorie né i grandi successi come siamo abituati da un po’ di tempo ormai, in cui il successo sembra essere l’unico obiettivo da perseguire, che sia nella finzione che nella realtà. Il Maestro vuole mostrare l’altro lato meraviglioso della nostra vita: l’insuccesso, quello che ci fa piangere e disperare, ma che ci aiuta a sentirci davvero vivi, a perseguire i nostri obiettivi dimostrandoci caparbi e capaci.
Tra ironia e intensità – Il Maestro recensione
La realizzazione della pellicola però non vuole essere troppo drammatica né descrivere gli eventi con troppa serietà. Anzi, Il maestro è costellato da momenti iconici, che ti fanno fare risate e sorrisi di puro gusto. In questo film si sorride. Sorride Raul nonostante tutto, sorride soprattutto grazie a Felice, che invece non sorride quasi mai, perché troppo impegnato a vincere e realizzare il sogno del padre per non delude. Le battute non mancano, gli elementi divertenti nemmeno, così come quelli più intensi. Purtroppo, però ci sono alcuni passaggi che funzionano meno all’interno della pellicola, senza però compromettere per forza tutto l’arco narrativo.
In conclusione, Il Maestro è un film interessante, che vale sicuramente la pena di andare a vedere al cinema, anche se non siete appassionati di tennis. Il film esce al cinema il prossimo 13 novembre.
Il Maestro
Voto
Lati positivi
- Pierfrancesco Favino interpreta il suo ruolo con intensità, alternando leggerezza e drammaticità
- Buona intesa con Tiziano Menichelli, credibile nel ruolo di Felice
- Film che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo, alternando momenti comici e momenti intensi
Lati negativi
- La parte centrale è un po’ diluita, senza aggiungere moto al focus principale