Bridgerton 4 stagione: pensieri conclusivi sulla stagione
Bridgerton si conferma essere la perfetta unione tra comfort show e scrittura innovativa
Questa quarta stagione di Bridgerton conferma tutte le dinamiche e le impressioni che finora aveva dato. Una serie consolidata che si conferma stagione dopo stagione, attingendo a quelle che oramai sono le fondamenta della narrazione. Bridgerton si presenta come un romance che esplora ogni possibile trope narrativo: fake dating, enemies to lovers, friends to lovers e, in questa quarta stagione, una limpida e cristallina citazione a Cenerentola. Ma c’è molto altro.
Bridgerton parla di società e dei fili che la comandano, parla di facciata e immagine. Sebbene sia una serie comfort dove nulla di davvero brutto succede – e quando accade, come in questa stagione, lo fa per lasciare spazio ad altro – e dove la società è molto più inclusiva e libera da stigmi, c’è molto altro sotto la superficie.
La Regina Charlotte riprende alcuni studi storici che la vogliono brown, dove il razzismo non esiste, dove un uomo bisessuale non viene linciato per strada e allontanato dalla famiglia, dove le persone con disabilità esistono e sono ben amalgamate alla società. Eppure affronta anche molti altri temi: Benedict non può parlare apertamente del suo orientamento sessuale, Charlotte è una regina sola e spaventata, Francesca crede che una brava moglie abbia dei doveri coniugali che non possono dipendere da lei, Violet si sente ancora in dovere nei confronti di un marito deceduto ormai da molti anni.
Indice
- Sophie e Benedict
- Bridgerton si conferma essere il perfetto comfort show
- I personaggi femminili sono la colonna portante
Sophie e Benedict – Bridgerton 4, la recensione

Bridgerton. Shondaland.
La consapevolezza è il termine più adatto per descrivere questa quarta stagione di Bridgerton. Soprattutto riferito ai personaggi femminili. Sophie e Benedict sono una vera ventata d’aria fresca, così diverse da tutte le altre coppie da essere una piacevole sorpresa. Sebbene la loro storia segua un canovaccio molto conosciuto, la sceneggiatura riesce a dare un punto di vista nuovo: Sophie. Fin dalla prima stagione siamo abituati a vedere protagoniste ingenue, che scoprono il mondo e le regole non scritte della società assieme allo spettatore.
Con Sophie non è così. Lei sa come muoversi in società, una società che per quanto utopistica e poco storicamente accurata segue comunque dei dettami non scritti come l’impossibilità per due persone di classi sociali diverse di stare assieme tanto che la stessa filosofia di Violet – sposatevi per amore – viene meno.
Bridgerton si conferma essere il perfetto comfort show – Bridgerton 4, la recensione

Bridgerton. Shondaland.
Sophie non è una Bridgerton e si vede. Mentre Francesca e ai suoi tempi Daphne non erano consapevoli di molte delle dinamiche amorose e sociali, Sophie ha una mente lucida e affilata. Conosce il proprio corpo, non è inesperta e sa molto bene cosa vorrebbe dire restare incinta. La maturità della protagonista femminile è il pregio migliore di questa stagione che riesce, di nuovo, a rinnovare una narrazione che altrimenti sarebbe fin troppo prevedibile.
La prevedibilità è quel che rende Bridgerton un ottimo comfort show, ma sono i dettagli e le libertà artistiche, la voglia di modificare l’opera originale con un occhio più sensibile alla contemporaneità. Questo si traduce in una colonna sonora, sempre azzeccata, in cui le canzoni moderne vengono rivisitate in chiave strumentale, in balli stravaganti in cui le invitate possono indossare abiti chiaramente ispirati a Giovanna D’Arco e a Zeus. Ma, soprattutto, condiziona la scrittura.
I personaggi femminili sono la colonna portante – Bridgerton 4, la recensione

Bridgerton. Shondaland.
Ma ad essere le colonne portanti sono i personaggi femminili che sono unite, come dicevamo, da una nuova consapevolezza. Francesca si sta avvicinando sempre di più alle risposte che non ha nemmeno mai osato chiedere, Violet è sbocciata, scoprendo di non voler più sottostare ad una visione che l’ha accompagnata per anni, quella del matrimonio e della vita di coppia ad ogni costo, ma i veri gioielli della stagione sono Charlotte e Lady Agatha Danbury.
Quest’ultima, agogna una vita più tranquilla in campagna, ma ha bisogno del permesso della regina, colei che manovra le vite di tutti, per potersi congedare. Una missione non semplice, ma che porta – noi, la regina e Agatha stessa – ad una nuova consapevolezza sulla sovrana. Come sempre, Charlotte è un personaggio essenziale che manovra dal suo trono tutto quel che succede nelle famiglie nobili. Eppure, al tempo stesso, è un personaggio che rimane in disparte.
Di lei sappiamo tutto grazie allo spin-off (che ad oggi è una delle migliori stagioni) che viene qui ripreso. In pochi si sono accorti della solitudine di Charlotte e della sua paura del cambiamento, sia noi che i personaggi che la circondano. Un tema trattato con delicatezza, rispetto e dolcezza che consolida la già eterna amicizia tra Charlotte e Agatha. In pochi includono personaggi di mezza età, in pochi non cadono in stereotipi, Bridgerton è tra questi.
Bridgerton 4
Voto - 8
8
Lati positivi
- La scrittura dei personaggi femminili e l'attenzione nell'offrire molte sfaccettature
- Lacontrapposizione tra la storia d'amore tra Sophie e Benedict, più conosciuta, e quella più timida tra Francesca e Michaela
- Come sempre, l'estetica, il comparto visivo e la colonna sonora la fanno da padrona
Lati negativi
- La divisione in due parti con una pausa di un mese nel mezzo poche volte funziona