Mortal Kombat 2: la recensione del sequel di Simon McQuoid

Mortal Kombat 2 è un sequel che alza l'asticella e regala ai fan del gioco un'esperienza ad alto tasso di intrattenimento, spettacolo e brutalità

Nel 2021, Simon McQuoid inaugurava la sua carriera da regista dirigendo Mortal Kombat, reboot dell’omonimo film del 1995 di Paul W. S. Anderson basato sulla celebre serie di videogiochi picchiaduro. Dopo l’accoglienza tiepida riservata al suo primo film, che aveva il sapore di un’occasione mancata, che soffriva per diverse carenze e che non era riuscito a centrare l’essenza della saga videoludica e del suo worldbuilding, McQuoid torna al cinema con Mortal Kombat 2.

E se il primo film era per lo più inconsistente, piatto, carente tanto sul piano narrativo quanto a livello di ritmo e, soprattutto, azione e combattimenti, Mortal Kombat 2 alza l’asticella su tutti i fronti e riesce finalmente ad ampliare lo sguardo su quel mondo e su quei personaggi. Finalmente va in scena il torneo che nel film del 2021 era stato solo introdotto e finalmente i fan potranno godere di uno spettacolo che – pur al netto di qualche difetto – rende giustizia allo spirito brutale del videogioco.003 MK2 EWStills V1 scaled

Indice:

Fight!

La trama è presto spiegata. Il torneo sta per iniziare, con i campioni del Regno della Terra pronti a sfidare quelli dell’Outworld e mettere fine alla minaccia senza precedenti rappresentata da Shao Kahn, intenzionato a estendere il suo potere oltre ogni limite e con qualunque mezzo. I campioni della Terra non possono permettersi di perdere un torneo in cui la posta in gioco è la sopravvivenza della Terra stessa e a loro si unisce Johnny Cage, ex stella del cinema in declino con alle spalle un passato glorioso nelle arti marziali.

Johnny Cage e Kitana come motore della storia – Mortal Kombat 2, la recensione

Ai personaggi incontrati nel primo film (Raiden, Sonya Blade, Jan, Liu Kang, Cole Young) se ne uniscono di nuovi ma i due centrali, che sono il vero motore a livello narrativo, sono quelli del Johnny Cage di Karl Urban e della Kitana di Adeline Rudolph. La scrittura di Mortal Kombat 2 è semplice tanto quanto è essenziale quella dell’ossatura narrativa del videogioco e se, come vedremo più avanti, al centro di questo sequel ci sono (finalmente!) i combattimenti brutali e spettacolari del torneo, le storyline di Johnny Cage e Kitana rendono la storia interessante.

Le caratterizzazioni sono essenziali, ma il percorso di entrambi aggiunge un necessario spessore alla trama. Ci sono il dramma e la presa di coscienza di Kitana, fra desiderio di giustizia e sete di vendetta, e c’è il percorso di una ex stella del cinema ormai cinica e disillusa, riluttante a unirsi al torneo, che poi trova nello stesso un nuovo scopo. Spunti semplici portati avanti senza chissà quale approfondimento ma con una bella coerenza e una circolarità che non ne fanno solo un pretesto per portare avanti la storia tra un combattimento e l’altro.Mortal Kombat 2

Fan service fatto bene

Mortal Kombat 2 è uno spettacolo divertente e adrenalinico, un pop-corn movie brutale e violento che intrattiene senza mai mollare la presa e che rende giustizia all’anima del videogioco. Fan service fatto bene, schietto ed esibito, con citazioni iconiche e attenzione ai dettagli per perseguire l’obiettivo della massima fedeltà possibile, specie nella resa scenica dei combattimenti. Basti vedere a come negli scontri è ripreso il linguaggio videoludico nelle inquadrature dei campioni e nei momenti che precedono le fatality.

Colpisce anche il lavoro di ricostruzione delle ambientazioni, con una CGI decisamente all’altezza che riprende l’estetica del videogioco a livello di atmosfera e di immersione. Il montaggio è serrato (a tratti al limite del rischio confusione) e la regia è quella giusta per un film del genere, ovvero al servizio della massima aderenza possibile all’esperienza videoludica. Mortal Kombat 2 è l’esperienza di visione ideale per chi cerchi intrattenimento allo stato puro, fedeltà al materiale di partenza nell’anima più esageratamente truculenta e un’esperienza di onestissimo divertimento (godetevi anche Techno Syndrome sui titoli di coda). Mortal Kombat 2, di cui trovate qui il trailer, è al cinema dal 6 maggio con Warner Bros. Pictures.

Mortal Kombat 2

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Uno spettacolo divertente, brutale e adrenalinico
  • L'aderenza al videogioco e la resa delle ambientazioni in CGI

Lati negativi

  • Il montaggio è a tratti un po' confusionario

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