Paradise 2: la recensione della nuova stagione

La serie di Dan Fogelman sorprende con una seconda stagione che abbraccia ancora di più il filone post-apocalittico e si avventura nella fantascienza pura. Su Disney +

Ieri, con il caricamento dell’ottavo episodio, si è conclusa su Disney + la seconda stagione di Paradise, la serie sci-fi creata dal Dan Fogelman di This Is Us. Una stagione che riprende le fila dell’annata precedente ampliando il suo universo narrativo e dando vita a un mondo ancora più articolato ed eterogeneo. Un mondo, fatto di rapporti famigliari travagliati, corse contro il tempo e segreti destinati a segnare le sorti dell’intero pianeta, che la serie racconta senza adagiarsi su formule già viste ma cercando di battere nuove strade.

Non accontentandosi di riproporre la felice combinazione tra thriller politico e distopia che aveva fatto la fortuna della prima stagione, Paradise 2 sorprende così prendendo una nuova direzione. Un cambio di rotta graduale ma evidente che parte dal filone post-apocalittico e lambisce i territori della hard sci-fi e dei suoi paradossi, senza però mai perdere di vista un presente di cui continua a essere specchio distorto. Confermandosi uno dei prodotti di genere più interessanti degli ultimi anni.

Indice:

Trama – Paradise 2 recensione

Nonostante gli sforzi fatti da Sinatra (Julianne Nicholson) per tenere la notizia nascosta, è ormai chiaro che c’è ancora vita fuori dal bunker ipertecnologico controllato dal governo degli Stati Uniti. Dopo il cataclisma e l’uso degli impulsi elettromagnetici per disattivare ogni dispositivo elettronico (testate nucleari comprese), nei tre anni successivi l’umanità è infatti sopravvissuta all’inverno innaturale che ne è seguito. Tra queste persone c’è anche Annie (Shailene Woodley), guida turistica a Graceland e lì rifugiatasi fino all’arrivo di Link (Thomas Doherty), un giovane leader a capo di un gruppo ben determinato ad assaltare proprio il bunker in Colorado.

Nel frattempo Xavier (Sterling K. Brown), diretto ad Atlanta per rintracciare l’origine di un segnale radio lanciato da sua moglie (Enuka Okuma), dopo essere precipitato col suo aereo, si imbatte proprio in Annie. Inizia così un viaggio per le terre desolate del Paese che risulterà strettamente connesso alle sorti del bunker stesso, nel frattempo scosso da lotte intestine per il potere e da una crescente repressione del dissenso.

Paradise 2 recensione

Paradise. 20th Television

Nuove prospettive

Dopo aver saputo mischiare per un’intera stagione thriller politico e sci-fi, averci portato in un (micro)cosmo distopico ma tremendamente vicino al nostro presente e averci raccontato – in un bellissimo episodio flashback – la fine del mondo per come lo abbiamo sempre conosciuto, la seconda stagione di Paradise mischia nuovamente le carte. Lo fa lasciando momentaneamente da parte il bunker dove pensavamo si fossero rifugiati gli ultimi sopravvissuti e aprendosi al mondo. O, meglio, a ciò che ne è rimasto.

È così, entrando a pieno titolo nel ben nutrito filone post-apocalittico, che Paradise 2 si allarga a un mondo più complesso di quanto avremmo potuto immaginare. Un mondo fatto di sofferenza, brutalità e opportunismo ma anche di amore e cocciuta speranza. In una manciata di episodi incentrati su nuovi personaggi, la serie infatti guadagna in complessità e in respiro pur senza dimenticare da dove è partita e quale sia la vera posta in gioco.

Paradise 2 recensione

Paradise. 20th Television

Tra presente e futuro

Omaggiando il genere di appartenenza, tra citazioni esplicite di The Walking Dead (l’entrata a cavallo di Xavier ad Atlanta), location eterogenee (da un ufficio postale fino a Graceland) e l’affresco di un mondo capace, pur tra le macerie, di mantenere un barlume di umanità, Paradise 2 espande così il suo universo narrativo costruendo un mistero sempre più complesso e stratificato, fino a lambire i dilemmi etici riguardanti le nuove tecnologie e il loro sviluppo sconsiderato.

Chi è il misterioso Link e perché sembra conoscere così bene il bunker nel Colorado? A chi appartiene il nome Alex e in che modo è collegato agli oscuri progetti di Sinatra? E perché Xavier sembra in qualche modo connesso a tutto ciò? Interrogativi che la serie, dopo una manciata di episodi flashback, si premura di rilanciare in una seconda parte dove, da un lato, torna predominante la sua anima thriller fatta di complotti, corse contro il tempo e giochi di potere, dall’altro, finiscono per emergere ancora una volta temi legati a doppio filo alla nostra contemporaneità.

Paradise 2 recensione

Paradise. 20th Television

Una serie ambiziosa

È qui che Paradise 2 riprende le fila della stagione precedente in maniera coerente e per nulla forzata, andando a rinvigorire una narrazione sempre più attenta al suo worldbuilding e, insieme, al mistero dietro cui si regge. Una serie sempre più ambiziosa tanto nei mezzi quanto nei temi e nella messa in scena, che non smette di interrogarsi su un presente sempre più pericolosamente vicino al mondo che racconta. Tra new entry (su tutti la Annie di Shailene Woodley), contrastati ricongiungimenti famigliari (l’odissea di Xavier per riunirsi alla moglie) e oscure rivelazioni, questa seconda stagione conferma così, ancora una volta, la capacità del creatore di This Is Us di gestire diverse voci e linee narrative con rigore e naturalezza.

Il risultato è un’annata che fa proprio del montaggio alternato, dell’uso del flashback e di un assetto corale sempre a un passo dal family drama il suo vero punto di forza, restituendo, al contempo, il ritratto sfaccettato di un’umanità mai così eterogenea. Fino a sorprendere con un finale che, toccando un ulteriore nervo scoperto della contemporaneità, pare sconfinare nella fantascienza pura cambiando, di fatto, ancora una volta le carte in tavola e il futuro stesso della serie.

Paradise 2

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • L'aspetto corale resta uno dei punti di forza di Paradise, qui ben amalgamato con una narrazione dal più ampio respiro
  • L'evidente cambio di rotta della serie è ben gestito e apre a nuovi, interessanti sviluppi

Lati negativi

  • La parte più “politica” della serie sembra meno incisiva rispetto alla stagione precedente, pur continuando a indagare interessanti questioni della contemporaneità

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