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15 film da vedere tra i film in scadenza su Netflix!

12) Traffic – Scad. 14 ottobreMedia: 7,4 (7,6 IMDb/ 86 Metascore/ 6 FP)

Il narcotraffico analizzato dal film di Steven Soderbergh, pluri-premiato alla notte degli Oscar del 2001. Dove vinse in regia, sceneggiatura non originale, montaggio e attore non protagonista (Benicio del Toro). Tre differenti filoni narrativi (Messico-Washington-San Diego) piuttosto indipendenti l’uno dall’altro, ma ad unico comun denominatore: la diffusione stratificata del narcotraffico, a livello istituzionale, familiare, militare. Intenti nobili per una realizzazione zoppicante: la regia di Soderbergh, tra scorci e movimenti fenomenali, finisce per esser penalizzata dal ridondante utilizzo di diversi filtri cromatici a mo di distinguo; la sceneggiatura di Stephen Gaghan alterna buoni momenti prima, intrecci caotici poi, fino a finali decisamente fuori contesto e politically correct; la recitazione alterna gli ottimi Benicio del Toro e Tomas Milian a piuttosto modesti Dennis Quaid e Michael Douglas. Un costante vorrei ma non posso, la cui visione è comunque consigliata.


11) Gangs of New York –Scadenza: 18 ottobre – Media: 7,4 (7,5 IMDb/ 72 Metascore/ 7,5 FilmPost) 

Gangs of New York non avrebbe neanche bisogno di presentazione. L’opera prima del Martin Scorsese formato 2000 con un trio di protagonisti al cardiopalma: Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, e il mammasantissima Daniel Day-Lewis (che come al solito umilia tutti e torna a casa). Girato interamente in set allestiti presso gli studios di Cinecittà, ricostruendo magistralmente la New York di metà 800, grazie a un budget da kolossal, nonostante i vari problemi di produzione e post-produzione. Ci si potrebbe aspettare l’americanismo esasperato, se non fosse che il regista è Martin Scorsese, che munito d’intenti e attendibilità storico-sociale designa un quadro desolato e desolante tutt’altro che rose e fiori. Un capolavoro dunque? Non proprio. Le sezioni di sceneggiatura più marcatamente da revenge movie vacillano, mentre un prologo affrettato viene immolato sull’altare a salvaguardia di una parte centrale probabilmente più sacrificabile (leggenda vuole che il film sarebbe dovuto durare 4 ore). A risentirne è il ritmo dell’opera, che finisce per crollare sotto il peso delle propria sceneggiatura e delle proprie ambizioni. Ciononostante, pur non essendo il capolavoro tanto atteso, la sua visione resta imprescindibile.

10) Scarface –Scad. 18 ottobreMedia: 7,6 (8,3 IMDb/65 Metascore/8 FP)

Consigliare la visione di Scarface? Siamo al paradosso, per un’opera che avranno visto anche i sassi. E quindi mettiamola così: se nel 2017 qualcuno non avesse ancora visto Scarface, varrebbe la pena recuperarlo? La risposta è comunque sì, ma con qualche riserva. Eresia? Eppure Scarface, diretto da Brian De Palma, è tutt’altro che un capolavoro: lo è per chi, figlio dei 90, guarda a Scarface come un nostalgico cult inizializzante; nati e cresciuti con Scarface, con l’anti-eroismo esasperato di un mito al nome di Tony Montana (l’ineccepibile Al Pacino), con la violenza iperrealista, con l’amoralità più schietta e disturbante. Guardarlo oggi, però, è rivelatore di ben più che un difetto: la sceneggiatura del discusso e discutibile Oliver Stone, la contraddizione in termini tra la cruda condanna cubana dello Stone e l’esaltante gioco redentore americano del De Palma (poi materializzatosi all’ennesima potenza con Carlito’s Way). Per alcuni sarà non prender posizione, imparziale e quindi giusto; per altri ex-aequo paraculante, spirale di paradosso, una bella gatta da pelare.

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