Anniversario di Velluto Blu, il capolavoro di David Lynch compie 30 anni

Capolavoro assoluto di uno dei geni del novecento, Velluto Blu esce al cinema il 19 settembre 1986. Quarto film del regista David Lynch, che aveva esordito con l’acclamato Eraserhead – La mente che cancella.

velluto blu compie 30 anni

 

Il film racconta la storia di Jeffrey Beaumont, un giovane studente che, indagando personalmente su un macabro ritrovamento, scopre che nella sua cittadina esiste un mondo sotterraneo fatto di violenza, sesso, traffico di droghe e polizia corrotta. Velluto Blu, titolo originale Blue Velvet, fu importante perchè in esso Lynch introdusse molti elementi che in futuro divennnero fondamentali nella sua visione cinematografica. Troviamo infatti le prime donne vittime di abusi, per non parlare dell’uso non convenzionale di canzoni d’epoca ( in questo caso proprio Blue Velvet di Bobby Vinton, che è usata in scene anche abbastanza forti). Ci sono le tende rosse, che diventeranno un must del cinema di Lynch. Parlando appunto di musiche, ricordiamo questo prodotto con piacere anche perchè fu la prima vera collaborazione del regista con Angelo Badalamenti, che da lì in poi contribuirà a diversi suoi film.

Il film esce in sala nel 1986, due anni dopo l’uscita di Dune, che sarà un flop al botteghino. Eppure Dino de Laurentiis decide di distribuirlo lo stesso. C’è da dire che anche Velluto Blu non riuscì poi ad avere un grandissimo incasso, a dimostrazione che i capolavori di Lynch erano spesso destinati ad un pubblico più “attento”, probabilmente a palati più raffinati. L’acclamazione di una grande fetta di pubblico, il regista l’avrà poi con Twin Peaks, ed è proprio in questo senso che il film diventa fondamentale per la carriera dell’autore. In Velluto Blu, infatti, il protagonista Jeffrey, interpretato da Kyle MacLachlan, indagando su un ritrovamento comincia a scoprire quasi un mondo parallelo, una fitta tela di storie che si nascondono dietro i personaggi che albergano questo capolavoro. Sono proprio queste trame sotterranee le protagoniste di Twin Peaks, serie tv in cui si indaga sulla morte di Laura Palmer, giovane studentessa.

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Blue Velvet riscosse molti premi e riconoscimenti. Isabella Rossellini vinse un Indipendent Spirit Award come miglior attrice nel 1987, e nella stessa categoria fu candidata anche Laura Dern. Due delle muse di David Lynch, che altrettanto vinse il premio di miglior regista al Los Angeles Film Critics Association. Dennis Hopper vinse invece, allo stesso festival, il premio di miglior attore non protagonista.

La riuscita finale è un po’ quella di un sogno, e se ancora oggi viene considerato un capolavoro onirico del cinema, è grazie alle scelte registiche di David Lynch. Le scelte degli attori sono fenomenali: Isabella Rossellini, alla sua prima vera apparizione, dà il meglio di sé e riesce ad apparire una bambolina che non si vorrebbe far plasmare ma che forse non riesce veramente a difendersi; per quanto riguarda Dennis Hopper, probabilmente c’è un grande merito del regista, che va ad optare per un attore uscito da un lungo periodo di alcolismo, ma che riesce ad essere perfettamente un deviato, un sadico, uno psicopatico senz’altro ben riuscito; il protagonista Kyle MacLachlan è forse quello che risalta di meno in un’ottica interpretativa che deve lasciare il segno per un particolare aspetto del protagonista, ma egli riesce a creare un personaggio perfettamente curioso, sempre concentrato, teso a carpire tutti i particolari di questa assurda storia. Il tutto condito dalle sinfonie di Angelo Badalamenti, che contribuisce a dare al film quell’aspetto oscuro che lo contraddistingue.

 

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