Il sogno e la violenza: il documentario a vent’anni dal G8 di Genova

Le riprese, durate nove mesi, si sono svolte tra Genova, Torino, Padova, Marghera e Roma

Sono quasi concluse le riprese del film documentario Il sogno e la violenza, diretto da Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone. Il sogno e la violenza, che danno il titolo al documentario, costituiscono un nodo che va oltre Genova 2001. Per questo motivo l’arco temporale del film non si conclude con gli episodi di quegli anni, ma li racconta e li attraversa. Facendo concludere le riprese sempre nella stessa città, durante le commemorazioni del ventennale. Una fine naturale di un percorso fatto di testimonianze e di spunti di riflessione che vanno oltre i fatti di storia realmente accaduti e raccontati dai media. Il regista Stefano Collizzolli, che si trovava a Genova nel 2001, a proposito della fine delle riprese del film ha dichiarato:

Da Genova mi sono rimaste le idee, i ragionamenti, le possibilità che poi hanno strutturato la mia vita adulta. Ma da Genova mi è rimasta anche un’altra cosa, forse più profonda, sicuramente più contraddittoria che ha le sue radici nel rapporto tra lo Stato e tutti noi cittadini italiani. A Genova il mio Stato, che fino a quel momento era per me l’espressione della cura di sé della mia comunità, ha tentato di uccidermi. Per i vent’anni successivi, il mio Stato non ha dato segno di aver cambiato idea.

Il sogno e la violenza: il documentario a vent’anni dal G8 di Genova

Le riprese del film documentario Il sogno e la violenza, diretto da Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone da un’idea dello scrittore Fabio Geda, si chiuderanno il prossimo 21 luglio a Genova. Le riprese, durate nove mesi, si sono svolte tra Genova, Torino, Padova, Marghera e Roma. Ci sono varie generazioni che hanno attraversato quell’esperienza, in un modo o nell’altro. Evandro Fornasier era a Genova in quei giorni. Non militava in qualche gruppo o contesto strutturato, ma di certo non era lì per caso. In cerca di uno spazio pubblico di piazza, di presa di parola; e anche uno spazio di discussione, di ricerca, di studio, di scambio.

Nel documentario Evandro compie un viaggio alla ricerca di persone che hanno avuto un ruolo pubblico in quei giorni o che li hanno semplicemente subiti, per porre e porsi delle domande che non hanno ancora una risposta. Cosa è successo a Genova? Come mai? Cosa resta di quel sogno e di quella violenza, nella vita delle persone che l’hanno subita o perpetrata? A oggi permangono gli stessi temi di allora: la crescente disuguaglianza, la finanza che accentra le risorse nelle mani di pochi e precarizza o schiaccia i tanti, la rapina ai danni dell’ambiente, le grandi migrazioni.

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