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La candidata ideale: il trailer del film di Haifaa Al Mansour

Il trailer del prossimo film della regista Haifaa Al Mansour

Diffuso il trailer de La candidata ideale, il film in corsa per il Leone d’Oro alla 76 Mostra del Cinema di Venezia. Arriverà in sala il 3 settembre distribuito da Academy Two La candidata ideale, il film di Haifaa Al Mansour, prima regista saudita ricordata soprattutto per La bicicletta verde del 2012. Ne La candidata ideale affronta ancora una volta questione femminile in Arabia Saudita attraverso la storia di una donna medico determinata a sfidare la società tradizionalista candidandosi come sindaco della sua città.

C’è grande coraggio in quest’opera di Haifaa Al Mansour, che ha dovuto girare il suo primo film chiusa in un furgone perché non poteva entrare in contatto con gli uomini presenti sul set. Per La candidata ideale, che vede protagonista Mila Alzahrani, la regista è uscita dal furgone e ha raccontato una vicenda anche comica che contiene un messaggio di speranza e che invoca un mondo senza sessismo.

La candidata ideale: il trailer del film di Haifaa Al Mansour

La sinossi ufficiale, il poster ed il trailer del film:

Maryam è giovane e ambiziosa e lavora come medico presso una piccola clinica cittadina in Arabia Saudita. Nonostante le sue qualifiche, ogni giorno deve guadagnarsi con fatica il rispetto dei suoi colleghi uomini e l’accettazione da parte dei suoi pazienti. Un errore burocratico la fa imbattere per caso nel modulo di iscrizione alle elezioni locali della sua città e decide di candidarsi. Ingaggia le sue sorelle minori perché inizino una raccolta fondi e pianifichino gli eventi per la sua campagna elettorale. Nonostante le restrizioni imposte alle donne, la coraggiosa candidatura di Maryam prende slancio e sfida il sistema patriarcale.

The Perfect Candidate, Al Mansour Est. for Audiovisual Media
Razor Film Produktion GmbH
Norddeutscher Rundfunk (NDR)

Haifaa al-Mansour è una regista e sceneggiatrice saudita, prima regista donna dell’Arabia Saudita. Ha avuto successo con i suoi primi cortometraggi e documentari, influenzando una vasta gamma di registi esordienti e non in patria, dove è sia lodata che diffamata, a causa dei suoi argomenti considerati “tabù” nel Regno saudita, come la tolleranza, i pericoli dell’ortodossia e la critica alla cultura restrittiva araba.

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