Monuments Men: l’incredibile storia vera che ha ispirato il film di George Clooney

Una storia di coraggio e determinazione che ha preservato grandi capolavori dell'arte

 Monuments Men è un film del 2014 diretto da George Clooney che andrà in onda questa sera su TV8 alle ore 21:35. Il cast della pellicola comprende lo stesso Clooney affiancato da attori noti come Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban, Hugh Bonneville e Cate Blanchett. Il film è ispirato al romanzo The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves and the Greatest Treasure Hunt in History di Robert M. Edsel e Bret Witter. Racconta la storia di un gruppo di uomini degli Alleati conosciuti come il Programma delle Arti e Degli Archivi, a cui era stato affidato il compito di ritrovare e custodire opere artistiche importanti prima che venissero rubate o distrutte dai Nazisti. 

Il gruppo era composto da 345 civili, professionisti dell’arte, provenienti da 13 nazioni diverse: professori universitari, curatori, storici dell’arte, direttori di musei che lavorarono sul campo sotto il ramo operativo della Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force, comandato da Dwight Eisenhower. La MFAA fu attiva dal 1943 al 1951, riuscendo a recuperare ben 5 milioni di beni culturali tra dipinti, sculture e opere d’arte varie tra cui il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck, la Madonna di Bruges di Michelangelo e il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt. Scopriamo nel dettaglio cosa accadde davvero e chi furono i Monuments Men. 

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Monuments Men, Smokehouse Pictures, Studio Babelsberg, Obelisk Productions

Monuments Men: ecco chi erano e cosa ha fatto durante la Seconda Guerra mondiale

Il film è basato se eventi realmente accaduti durante il periodo del nazismo. In quegli anni molte opere d’arte di origine europea vennero saccheggiate dai Nazisti e conservate nella miniera di sale di Altaussee vicino alla città di Bad Aussee in Austria. Nel 1945 una missione dal nome in codice Bonzos guidata da Albrecht Gaiswinkler, riuscì a salvare le opere saccheggiate nella miniera. Il Programma Monuments, Fine Arts, and Archives (MFAA) venne stabilito nel 1943 e contava in tutto di circa 400 membri e civili che collaborarono con le forze militari; alcuni di questi ebbero poi delle carriere brillanti nei vari settori come ad esempio la National Gallery of Art e il Metropolitan Museum of Art. Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, alcune organizzazioni come – l’ American Defense Harvard Group e l’ American Council of Learned Societies (ACLS) –  si erano mosse in anticipo per cercare di preservare le opere culturali che potevano essere rubate dai Nazisti. 

Francis Henry Taylor, il direttore del Metropolitan Museum of Art, si rivolse. a Washington, D.C con questo progetto e le loro idee convinsero il presidente Franklin D. Roosevelt che stabilì la creazione della Commissione Americana per la protezione e la Salvaguardia dei Monumenti storici e Artistici nelle aree di guerra il 23 Giugno 1943. Il gruppo era composto da 345 uomini e donne di 13 paesi che durante il 1945 cercarono 1000 collezioni contenenti circa 5 milioni di pezzi d’arte rubati dai musei,  università e da collezioni private. Dopo la Guerra la Commissione aiutò anche nel processo di restituzione delle opere ai legittimi proprietari. Nel 1946 il gruppo dei Monuments Men venne sciolto. General Dwight D. Eisenhower diede un contributo fondamentale a questa tipologia di operazioni imponendo che nessuna opera ritrovata venisse distrutta o danneggiata anzi ordinando ai soldati di assistere il più possibile le squadre di recupero. Sebbene il film differisca dalla realtà vale comunque la pena conoscere la storia straordinaria dei Monuments Men.

 

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