Paramount supera l’offerta di Netflix per l’acquisizione della Warner Bros.
Offerta da 30 dollari ad azione, contro i 27,75 di Netflix
David Ellison non si arrende nella sua corsa per acquisire Warner Bros. Discovery (WBD). Lunedì Paramount Skydance ha annunciato di aver avviato un’offerta pubblica d’acquisto per rilevare tutte le azioni in circolazione di WBD a 30 dollari per azione, gli stessi termini già proposti nel precedente bid del 4 dicembre. L’operazione riguarda tutto il gruppo WBD, inclusa la divisione televisiva (CNN, TBS, TNT e altri canali). La società sottolinea che l’operazione potrebbe chiudersi entro 12 mesi, offrendo ai soci un percorso più rapido rispetto alla concorrenza.
L’offerta arriva dopo l’annuncio dell’accordo vincolante tra Netflix e WBD, che prevede la vendita a Netflix delle attività dello studio Warner, HBO e Max per 72 miliardi di dollari (enterprise value 82,7 miliardi). Paramount critica la proposta rivale definendola “complessa e volatile”, con un valore pari a 27,75 dollari per azione in un mix di contanti e azioni, soggetto alle oscillazioni future del titolo Netflix. Per legge, il consiglio di WBD deve comunicare agli azionisti entro 10 giorni lavorativi se accettare o respingere l’offerta di Paramount Skydance. L’OPA ostile, approvata all’unanimità dal board di Paramount, è fissata fino all’8 gennaio 2026, salvo proroghe. Paramount sostiene che la sua proposta rappresenti un’alternativa “strategicamente e finanziariamente superiore” rispetto all’operazione con Netflix.
Paramount supera l’offerta di Netflix per l’acquisizione della Warner Bros.

Paramount ha chiarito che i tre fondi sovrani del Medio Oriente coinvolti nell’operazione – Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi – insieme ad Affinity Partners di Jared Kushner, rinunceranno a qualsiasi diritto di governance, inclusa la rappresentanza nel consiglio di amministrazione, legato ai loro investimenti in equity senza diritto di voto. Secondo Paramount, questa struttura fa sì che l’operazione non ricada sotto la giurisdizione del CFIUS, il comitato interagenziale degli Stati Uniti che analizza le acquisizioni straniere per verificare eventuali rischi per la sicurezza nazionale. Nel frattempo, la cinese Tencent, che in precedenza aveva impegnato 1 miliardo di dollari per sostenere l’operazione, non è più tra i finanziatori dell’offerta da 30 dollari per azione.