The Kingdom Exodus: il cast della terza stagione della serie di Von Trier

Parte del cast dei nuovi episodi della serie ospedaliera del regista danese

Si intitolerà “The Kingdom Exodus” la terza stagione della serie ospedaliera di Lars Von Trier, composta da due stagioni andate in onda negli anni ’90. Nel cast ci saranno Bodil Jørgensen, Ghita Nørby (Silent Heart), Nicolas Bro, Peter Mygind (Last Christmas) e Søren Pilmark (Downsizing). I nuovi arrivi comunicati dalla produzione sono quelli di Nicolas Bro (Riders of Justice) e Bodil Jørgensen (In a Better World), interprete di Karen, che soffre di insonnia. Nel corso dei prossimi mesi saranno comunicati altri interpreti coinvolti nel progetto. La sceneggiatura, come nelle precedenti stagioni, è scritta dallo stesso regista danese insieme a Niels Vørsel. La terza stagione sarà composta da cinque episodi dalla durata di 60 minuti ciascuno; dovrebbero essere disponibili nel 2022.

The Kingdom Exodus: svelato parte del cast della terza stagione della serie di Lars Von Trier

Al centro di The Kingdom ci sono gli eventi che accadono all’interno di un ospedale di Copenhagen. Il racconto prende il via in un ospedale della Danimarca, chiamato Il Regno, dove viene ricoverata una medium. Il pianto di una bambina proveniente dall’ascensore sarà il punto di partenza per una storia che riguarda inquietanti vicende del passato. La serie doveva comporsi di tre stagioni, ma il progetto non fu mai completato a causa della morte di due membri chiave del cast, Ernst-Hugo Järegård e Kirsten Rolffes. La produttrice sarà una collaboratrice di vecchia data del regista, Louise Vesth per Zentropa Entertainments. Von Trier aveva così annunciato i nuovi episodi:

I confini arrivano in molte forme; possono essere disegnati dai governanti con righelli su fogli di carta bianchi (spesso invisibili alle possibilità di visitare le vere location geografiche). Le linee dei confini possono essere illustrative, se non fittizie e decisamente meschine; possono essere tracciate con un delicato colore rosso, praticamente invisibile, e forse perfino come una linea tratteggiata, quasi a indicare scuse o addirittura vergogna. Tuttavia, le linee sono lì in numero inconcepibile, e insieme costituiscono quei ‘territori’ che gli abitanti sono abbastanza forti da difendere. Entrare e uscire comporta spesso violenza per ogni visitatore che si aspetta di fare ritorno dopo aver concluso i suoi affari.

Sulla Terra, la Macchina che fa girare tutto (tutta la vita, cioè) dipende dai conflitti che le linee provocano. Se Exodus significhi entrare o uscire dipende dal punto di vista da cui si osserva il confine, ma la parola descrive semplicemente un gran numero di individui che attraversano insieme una linea disegnata a matita. Perché? C’è uno squilibrio tra bene e male! Il limite è stato raggiunto, almeno nel Regno… Ma non posso testimoniare che sarà facile e incruento aprire le sette serrature astrali del mondo contemporaneamente con sangue del dottore.

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