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Amityville – Il Risveglio / Il reboot di Franck Khalfoun: la Recensione

Franck Khalfoun scrive e dirige il reboot della saga cinematografica Amityville, arrivata ormai al suo diciottesimo capitolo.  Il regista francese si prende la responsabilità di approdare in sala con uno dei franchise horror più accreditati.

Come mai la mamma non ti vuole più bene?

Lo dice la piccola Juliet rivolgendosi a sua sorella Belle, che si trova in un rapporto conflittuale con sua madre. La bambina è la più piccola della nuova famiglia che si trasferisce ad Amityville, in Long Island. Il nucleo familiare è composto dalla mamma Joan, dalla figlia grande Belle, da Juliet, appunto, e dal fratello gemello di Belle, James, che si trova in uno stato di coma da due anni. Quarant’anni dopo il massacro della famiglia De Feo avvenuto nella stessa dimora, forse il passato è tornato a bussare alla porta.

Franck Khalfoun accetta la sfida: scrivere e dirigere un reboot di una delle saghe cinematografiche horror più note. D’altronde egli non è nuovo a scommesse di questo tipo. Non a caso aveva diretto nel 2012 il remake di Maniac. Quel che sappiamo è che Amityville – Il risveglio ha parecchi difetti, forse troppi. La responsabilità di proseguire una saga cult probabilmente Khalfoun se l’è sentita da subito addosso. Proprio nella scenografia vi è, infatti, un poster nella camera di Belle il quale recita esattamente la sigla “cult”.

Amityville – Il risveglio adotta anzitutto un linguaggio meta cinematografico, sin da quando un amico di Belle le dice che sarebbe proprio uno spasso vedere il Dvd del primo Amityville, quello del 1979, nella casa di Amityville. Tra le altre cose Khalfoun prende anche una posizione contraddittoria riguardo il remake del 2005,  che invece ci risulta essere un film assolutamente ben riuscito. Uno dei problemi principali che chiaramente risalta all’occhio essendo un horror, consiste nella totale mancanza di suspense. Non vi è né sul piano narrativo né tanto meno su quello propriamente visuale. La “paura” in teoria, secondo la politica adottata da Khalfoun, dovrebbe arrivare dai cosiddetti Jump Scare. Se non fosse per il fatto che sono tutti estremamente prevedibili. Ci sono, poi, diversi incubi, ma purtroppo anch’essi intuibili. Diciamo che data la presenza massiccia di sogni/incubi, questo nuovo capitolo accenna ad un’altra saga horror estremamente conosciuta: Nightmare. Eppure il regista francese sembra non imparare la lezione del compianto Wes Craven, che diresse Nightmare – Dal profondo della notte. Il tutto a far da contorno ad una sceneggiatura abbastanza povera di contenuti. Uno spirito si impossesserà di qualcuno, ma per quasi tutto l’arco narrativo rimarrà inerme. Non agirà.

Un plauso va sicuramente fatto alla scelta di Jennifer Jason Leigh nel ruolo della madre Joan. L’attrice è bravissima nel restituirci un personaggio in palese conflittualità con la figlia Belle, ma che prova allo stesso tempo un amore smisurato per l’altro figlio, James. Discorso ben diverso per la scelta di Bella Thorne, l’attrice che interpreta la vera protagonista di questa pellicola: Belle. Bella forse risente della presenza della macchina da presa, si percepisce. Per quasi tutte le inquadrature ella è in scena, e probabilmente questa mole di lavoro non l’ha aiutata. Il risultato è che sembra esser stata scelta solo ed esclusivamente per la sua presenza fisica – visto che viene inquadrata diverse volte in intimo – e non per la capacità attoriale.

Amityville - Il Risveglio / Il reboot di Franck Khalfoun: la Recensione

Rating - 3

3

The Good

  • Jennifer Jason Leigh

The Bad

  • Sceneggiatura
  • Suspense
  • Incubi
  • Bella Thorne

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