Recensioni

Atomica Bionda: recensione del film con Charlize Theron

Diretta da David Leitch ed affiancata da James McAvoy, Charlize Theron interpreta l'Atomica Bionda

Dopo una breve carriera come controfigura dell’attore hollywoodiano Brad Pitt, David Leitch esordisce come regista nel 2014 e co-dirige John Wick assieme a Chad Stahelski. Qualche anno dopo, precisamente nel 2017, Leitch abbandona la regia del sequel con Keanu Reeves per dirigere Atomica Bionda.

Tratto dal fumetto in bianco e nero di Anthony Johnston “The coldest city” il film di David Leitch è uno spy movie con protagonista femminile, l’Atomica Bionda appunto. Lorraine Broughton è un agente dell’MI6 in missione a Berlino, la città più fredda. Charlize Theron veste i panni di questo personaggio fumettistico, una sorta di affascinante James Bond in gonnella.

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David Leitch, autore dell’esilarante seguito di Deadpool, ci propone quindi uno sparatutto al femminile. Di seguito vi proponiamo la nostra recensione di Atomica Bionda, un film che ha conquistato gran parte del pubblico e della critica ma che non è, tuttavia, impeccabile.

Qui il trailer in lingua italiana.

Atomica Bionda: recensione – L’incarico a Berlino

L’agente segreto dell’intelligence britannica Lorraine Broughton viene interrogata circa la sua precedente missione. È stata inviata a Berlino, nell’anno 1989, poco tempo prima della caduta del muro, per investigare sulla morte di un altro agente e per trovare una lista contenente i nomi di tutti gli agenti occidentali attivi. La sua missione principale consiste nel recuperarla prima che vada a finire nelle mani sbagliate.

I suoi superiori la affiancano, inoltre, al direttore della sede di Berlino David Percival, interpretato da un ambiguo James McAvoy. Tra i due nasce un’alleanza forzata caratterizzata dal sospetto reciproco, sfiducia e colpi bassi.

“è un piacere doppio ingannare chi inganna”

D.Percival citando Machiavelli

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Atomica Bionda: la città più fredda

Il film si apre sull’interrogatorio di Lorraine ad opera dei suoi superiori affinché ripercorra la missione a Berlino e sveli se ha davvero trovato la lista. Lo storytelling si serve così di un’analessi che da Londra ci catapulta indietro nella “città più fredda”, in uno scenario fin da subito ostile. La tensione riguardante il muro di Berlino è alle stelle ma fa solo da cornice. Il vero protagonista è infatti un mondo nascosto ai tanti, fatto di agenti sotto copertura, segreti e doppi giochi. Un mondo a cui Lorraine è, comunque, già avvezza. David Leitch perfeziona un universo cinico, cupo e spesso letale in cui spicca un’algida e sensuale Charlize Theron.

Atomica Bionda: il personaggio di Lorraine

Sebbene Lorraine lavori per l’intelligence britannica, dimenticate lo stereotipo di agente segreto infallibile che ci propone l’immaginario cinematografico occidentale. È molto più umana di quanto ci aspetteremmo, un particolare che cozza con un mestiere in cui si suppone siano banditi scrupoli e sentimenti.

Nonostante questo, comunque, l’Atomica Bionda rispetta le caratteristiche della finzione letteraria suggerite da Ian Fleming, il padre del tanto elegante quanto scaltro e fatale James Bond. Lorraine Broughton ha tutte le carte in regola: è sensuale, intelligente, svela piani nemici e picchia davvero duro. Tutto ciò indossando abiti appariscenti e tacchi a spillo, decisamente poco pratici ma consoni alla natura fumettistica della pellicola.

Tuttavia, pur essendo in possesso dei requisiti fondamentali per essere una vera e propria eroina del panorama di spionaggio femminile, l’Atomica Bionda non convince appieno. Il suo carattere apatico, enfatizzato da una spesso fastidiosa voce strascicata, si somma ad un’ambientazione dark tanto cara a Leitch (vedi John Wick) deludendo le aspettative. Il risultato è un film piatto che tenta però di risollevarsi proponendo allo spettatore una serie di lunghe scazzottate a discapito della trama.

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La vera boccata d’aria fresca è rappresentata, invece, dalla figura di David Percival. James McAvoy veste i panni di questo losco figuro, sì ambiguo ma altrettanto dinamico e divertente. Sembra quasi essere lui il vero protagonista della trasposizione cinematografica della graphic novel di Anthony Johnston. È lui il braccio e la mente che cattura l’attenzione dello spettatore e lo incuriosisce.

Ad un certo punto, poi, la trama si infittisce ma deve sopperire alla spettacolarizzazione della violenza tanto promossa nel film che, insieme allo scarso approfondimento dei personaggi, crea un prodotto di difficile comprensione. Quando, infine, appariranno i titoli di coda potreste rimanere un bel po’ perplessi.

Atomica Bionda: quando l’estetica supera la trama

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Assistiamo ad un continuo sfoggio delle abilità combattive ed atletiche della protagonista, quasi un’esagerazione delle potenzialità di Lorraine come a dire “Guardate che so fare!”. Le frequenti, seppur bene eseguite, sequenze di colluttazione sono spesso di intralcio alla narrazione che risulta così confusionaria.

David Leitch, autore dell’Atomica Bionda (sul titolo ci si poteva lavorare, ammettiamolo) propone una formula che unisce belle donne, scazzottate e doppi giochi. Questo mix, accompagnato un’atmosfera berlinese con luci al neon e da celebri hit degli anni 80′, trascura però la storia e a lungo andare (la pellicola dura ben due ore) finisce per annoiare.

L’attrice Charlize Theron è preparata ma il personaggio sottotono di Lorraine ci fa rimpiangere quello di Furiosa in Mad Max Fury Road e tocca a James McAvoy risollevare un minimo le sorti del film. Atomica Bionda, insomma, delude le aspettative su quello che sarebbe potuto essere un action movie di un certo livello e che avrebbe potuto dare risalto allo spionaggio femminile a livello cinematografico.

Atomica Bionda

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • interpretazione di James McAvoy

Lati negativi

  • mancanza di adrenalina
  • personaggi e trama poco approfonditi

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