Bodyguard: la recensione della serie TV campione d’ascolti

Recensione della serie "crime" più vista negli ultimi 10 anni nel Regno Unito

Bodyguard è disponibile su Netflix dal 24 ottobre di quest’anno. Non si tratta di un’esclusiva Netflix, infatti è stata trasmessa prima su  BBC One. L’ultimo episodio della prima stagione (l’unica disponibile, al momento) ha ricevuto una quantità di ascolti mai vista negli ultimi 10 anni nel Regno Unito.
La recensione di Bodyguard è doverosa  perché è una serie che ha tenuto incollata al televisore una quantità di persone mai vista nel Regno Unito negli ultimi 10 anni, contro ogni previsione. Diciamo “contro ogni previsione” perché una volta letta la trama nessuno si aspetterebbe di guardare una serie crime così innovativa e di qualità così alta. Gli episodi lunghi non risultano pesanti, tutt’altro. Favoriscono e descrivono con la massima precisione il susseguirsi degli eventi. Si parla di una serie che inizierete e concluderete nello stesso giorno, con ogni probabilità.

Nella recensione di Bodyguard non vi mostreremo quanto siano belle le riprese o quanto siano attendibili i doppiaggi, ma racconteremo quanto questa serie possa essere d’ispirazione a tutte le serie crime “che non ce l’hanno fatta”.

Introduzione alla trama e analisi dei personaggi

David Budd (Richard Madden, la star di “Game of Thrones”) è un veterano di guerra che soffre di disturbo da stress post traumatico. Dopo aver sventato l’attentato di un dinamitardo estremista islamico, Budd viene promosso e assegnato come guardia del corpo del segretario di stato Giulia Montague (Keeley Hawes).
Appare molto interessante il personaggio di Budd perchè non è il protagonista banale della classica serie tv poliziesca. Tutt’altro; è il marito che dopo qualche birra di troppo chiama la moglie, che l’ha lasciato per i suoi comportamenti violenti legati all’addestramento militare e al periodo in Afghanistan. Lo stesso rapporto con la Montague all’inizio è burrascoso, proprio a causa della loro visione differente della guerra. La guerra, quindi, è la carta d’identità di Budd.

Un altro personaggio che vogliamo segnalarvi è il comandante Anne Sampson (Gina McKee). Nella serie la McKee interpreta il comandante della sezione antiterrorismo e lo fa con il pugno duro di una leader. Leader dentro e fuori dal set, visto che è l’attrice più affermata dell’intero cast, la McKee si impregna di questa aria da vera dura. Non sarà facile capire i pensieri e il ruolo del comandante nella storia della serie “Bodyguard”, ma il suo senso del dovere è palese sin dalla sua prima apparizione. Nonostante le ottime interpretazioni di tutto il cast, l’attrice britannica primeggia incontrastata, come figura e come recitazione. La quantità di film che ha alle spalle, di certo, è un punto a favore da tenere in considerazione.

Il tema della guerra e la battaglia al terrorismo

bodyguard recensione

Jed Mercurio, l’ideatore della serie, ha rilasciato un intervista dicendo che la serie non è basata su una storia vera. Si tratta quindi di una storia inventata che però ruota intorno al sistema politico reale. Per dimostrarlo prenderò in analisi la “RIPA 18”.
La RIPA 18 non è altro che la legge che permetterebbe alle forze di sicurezza nazionale di monitorare telefonate e messaggi privati di tutti i cellulari del Regno Unito. La legge, ovviamente, è voluta dalla Montague per prevenire e combattere il problema del terrorismo nel Paese. Tuttavia la popolazione non è molto contenta dell’idea di essere “spiata” e si chiede il rispetto della privacy.
Questo decreto scatenerà scioperi e manifestazioni della gente, motivo per cui il Metropolitan Police Service assegnerà Budd come guardia del corpo a Giulia Montague.

Quello che nella serie è la “RIPA 18” nella realtà è il protocollo di spionaggio di massa da parte degli USA.
Sistema che ha fatto scoppiare uno scandalo nel 2013 grazie alla divulgazione di massa partita da Edward Snowden. A Snowden è stato anche dedicato un film intitolato, appunto, Snowden.

Bodyguard recensione – conclusione

La serie ora disponibile su Netflix è di ottima qualità, molto accattivante e lontana dal solito scenario poliziesco a cui siamo abituati. Oltre ad essere piena di colpi di scena, tratta temi interessanti e attuali come la guerra e il terrorismo. Non si sa ancora se ci sarà o meno una seconda stagione, ma il grande successo riscosso dalla prima ha senza dubbio incentivato il creatore Jed Mercurio almeno pensarci su.

Una serie tv che ha come protagonisti una guardia del corpo, la sua vita incasinata tra postumi di guerra e il rapporto tutt’altro che rose e fiori con la moglie. Sullo sfondo un’Inghilterra martoriata dai continui attacchi del terrorismo islamico.
Sperando che la recensione vi invogli a sedervi comodi e cliccare sull’anteprima della serie “Bodyguard”, perchè è una serie tutta da scoprire a cui ognuno di voi darà interpretazioni diverse, non possiamo che augurarvi una buona visione.

 

Bodyguard

Voto - 8

8

Lati positivi

  • serie tv innovativa
  • ottima recitazione nonostante il cast non sia stratosferico

Lati negativi

  • pochi episodi

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