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Catherine the Great: recensione della serie su Caterina II di Russia

Hellen Mirren interpreta Caterina II despota illuminata di Russia

Catherine the Great è serie storico-biografica sulla figura di Caterina II di Russia. Figura di cui si è sempre parlato poco e che molti avranno studiato solo a scuola. Hellen Mirren veste i panni di questa donna tanto straordinaria quanto controversa che ha dominato la Russia per circa trent’anni, dal 1762 al 1796. Addentriamoci ora nella recensione di Catherine the Great.  La serie, diretta da Philip Martin con la sceneggiatura di Nigel Williams è una produzione targata HBO con la collaborazione di Sky Atlantic, prodotta anche dalla stessa Mirren.

In quattro puntate di circa un’ora si raccontano le vicende storiche, politiche e amorose della sovrana russa. Hellen Mirren è affiancata da Jason Clarke nei panni di Grigory Potemkin, ufficiale dell’esercito nonché suo grande amore. Intorno a lei gravitano anche personaggi secondari come suo figlio Paolo (Joseph Quinn), il Ministro degli Esteri Panin (Rory Kinnear)  e i due fratelli, Alexei Orlov (Kevin Mc Nally) e Grigory Orlov (Richard Roxburg) quest’ultimo amante della sovrana. Infine l’unica amica e confidente di Caterina è la Contessa Bruce (Gina Mckee).

Indice

Catherine the Great – Recensione

La storia inizia poco dopo il colpo di stato che ha portato alla deposizione di Pietro III, marito di Caterina II di Russia, e ha visto l’ascesa della sovrana al trono.  La prima impressione che si ha su di lei  è quella di una donna determinata e consapevole del suo potere. Una sovrana che proprio per questo talvolta si lascia trasportare da momenti di impertinenza e frivolezza. Tra le difficoltà da affrontare vi è soprattutto il malcontento di chi la considera un’usurpatrice, favorendo invece suo figlio Paolo come legittimo sovrano di Russia

Ma non c’è solo Paolo a rappresentare un pericolo per Caterina. Nella prigione di Schlüsselburg è prigioniero Ivan VI, parente di Pietro III e aspirante al trono. Consolidata la sua posizione, Caterina continua a governare il paese proponendo alcune idee riformatrici. La libertà per i servi della gleba, ad esempio, viene considerata scandalosamente inaccettabile dalla nobiltà. Nonostante questo tentativo da parte della sovrana, in realtà, i rapporti con i servi della gleba si inaspriranno a tal punto da trasformarsi in malcontenti e ribellioni come quelle guidate dal cosacco Pugačëv.

Entra poi in scena il carismatico Potëmkin con il quale la sovrana vivrà una profonda e turbolenta storia d’amore. All’inizio l’ufficiale si distinguerà ai suoi occhi fermando le rivolte di Pugačëv. In seguito, la sua eterna lealtà verso di lei lo porteranno a conquistare la Crimea e combattere la guerra contro i Turchi. Tutto questo con lo scopo di estendere sempre di più il dominio dell’impero russo. Alle vicende storiche e politiche si intrecciano anche intrighi di corte e spaccati di vita della sovrana, così determinata e carismatica. L’ultima donna a regnare sulla Russia.

Analisi dei personaggi

La Caterina di questa serie è una donna dal pugno di ferro nelle questioni pubbliche e politiche ma più tenera in privato. E per quanto possa sembrare scontato dirlo, è l’amore a cambiarla. Agli occhi dei suoi nobili la storia con Potëmkin la indebolisce, la rende incapace di prendere le decisioni giuste, eppure al contempo le da quella sfumatura di umanità che nei sovrani spesso si tende a dimenticare. E sempre l’amore la  cambierà amaramente e la trasformerà da sovrana illuminata e sostenitrice della cultura, a donna spaventata e tirannica.

Potëmkin sarà l’unico, che in quanto simile a lei, si permetterà di contestarla e al contempo l’unico ad esserle accanto per amore. Tutti gli altri lo fanno per convenienza, perché come in ogni corte è importante entrare nelle grazie di una sovrana. Tutti loro, e Paolo più di tutti, non perderanno occasione per criticarla e addirittura profanare la sua memoria. Caterina II di Russia è uno dei pochi esempi di donna al potere; donna che è riuscita a smentire tutte le misogine considerazioni sull’incapacità, sull’inferiorità intellettuale di una donna in un paese da sempre chiuso nei propri confini. E che prima con Pietro il Grande poi con lei, ha cominciato ad imporsi sulla scena mondiale.Catherine-the.Great2

Catherine The Great recensione – Tecnica e Conclusioni

Dal punto di vista tecnico la serie sembra preparare lo spettatore ad un’epopea sulla sovrana. La sigla d’apertura,composta da Rupert Gregson-Williams, con le sue sonorità, sembra annunciarlo. La musica ha un ritmo incalzante che accompagna i colori caldi tra i quali predomina il rosso. Grande accuratezza nella rappresentazione dei costumi e del trucco dell’epoca. Colpiscono poi le inquadrature dell’opulenza e la ricchezza nei palazzi e le dimore della sovrana, in forte contrasto con la campagna arida e fredda dei contadini e il rigido clima della città di San Pietroburgo.

Nonostante queste note di merito, tuttavia, si percepisce un’eccessiva semplificazione della storia di Caterina. Tutto sembra girare intorno alla sua relazione con Potëmikin, che viene esaltata come la più grande storia d’amore della sovrana. Chiaramente è una serie che non ha nessuna pretesa di veridicità storica e non essendo un documentario sulla sua vita, la storia d’amore è stata considerata probabilmente di grande attrattiva agli occhi del pubblico

Concludiamo così la nostra recensione di Catherine The Great. La storia ha anche degli alti e bassi nella narrazione. Si alternano momenti di maggiore intensità e coinvolgimento a momenti in cui può risultare un po’ noiosa e di lenta fruizione. Tuttavia la recitazione coinvolgente di Hellen Mirren lo rende un prodotto abbastanza piacevole da guardare. Ovviamente, ciò soprattutto per gli appassionati di serie storiche e in costume che possano però sorvolare su alcune modifiche alla storia. 

Catherine the Great

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Storia interessante
  • Buona recitazione

Lati negativi

  • Eccessiva semplificazione
  • Alti e bassi nella narrazione

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