Recensioni

Di cosa parliamo quando parliamo di amore : 8 film sull’ amore da non perdere.

AMAMI SE HAI IL CORAGGIO

GRANDE SOPHIE IL GIOCO ERA RIPRESO A TUTTO GAS. FELICITÀ ALLO STATO PURO, BRUTA, PRIMITIVA, VULCANICA. MAGNIFICO. IL MEGLIO DEL MEGLIO; MEGLIO DELLA DROGA, DELL’EROINA, MEGLIO DELLE CANNE COCA CRACK FIX JOINT SHITH SHUZ SNIFF PET MARJUANA CANNABIS PEOTE COLLA ACIDO LSD EXTASY, MEGLIO DEL SESSO, MEGLIO DEL POMPINO, IL 69, LE ORGE, MASTURBAZIONE TANTRISMO KAMASUTRA MASSAGGIO TAILANDESE, MEGLIO DELLA CIOCCOLATA, IL MONT BLANC, LA BANANA SPLINT, MEGLIO DI TUTTE LE TRILOGIE DI GEORGE LUCAS, DELLE PUNTATE DEL MUPPET SHOW, MEGLIO DELL’ANCHEGGIARE DI EMMA, MARYLIN, LA PUFFETTA, LARA CROFT, NAOMI CAMPBELL, I NEI DI CINDY CRAWFORD, MEGLIO DELLA FACCIATA B DI ABBEY ROAD, GLI ASSOLI DI HENDRIX, MEGLIO DEI PASSETTI DI ARMSTRONG SULLA LUNA, LE MONTAGNE RUSSE, I FESTONI NATALIZI, LA FORTUNA DI BILL GATES, LE TRANCE DEL DALAILAMA, LA RESUREZIONE DI LAZZARO, TUTTE LE PERE DI TESTOSTERONE DI SCHWARTZ, IL COLLAGENE NELLE LABBRA DI PAMELA ANDERSON, MEGLIO DI WOODSTOCK E DEI RAVE PARTY PIÙ TRASGRESSIVI, MEGLIO DEI TRIP DI SAD, RAINBOW, MORRISON E CASTANEDA, MEGLIO DELLA LIBERTÀ… MEGLIO DELLA VITA!

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“Amami se hai coraggio” o in francese “Jeux d’enfants” che rende a pieno tutta la sceneggiatura del film tradotta in modo orribile in italiano ,uno dei tanti casi .

Julen è Sophie sono due bambini con problemi. Julien ha la mamma malata, e un brutto rapporto con il padre, Sophie invece è povera e derisa da tutti i compagni perchè polacca. I due ragazzi giocano tra di loro sfidandosi in una serie di imprese più o meno coraggiose. I due bambini crescono, diventano adolescenti, ma il loro rapporto sembra sempre segnato dal loro gioco da bambini, i due continuano a sfidarsi, ma tra i due nasce un sentimento, ma quanto di questo amore è gioco e quanto è realtà? Yann Samuell racconta una favola sull’amore, tanto irreale quanto suggestiva, infatti quasi tutto rimanda al sogno nel suo miscuglio pop/grottesco. Il regista racconta l’amore in tutte sue le sfaccettature dalla sofferenza della lontanza alla gelosia, sempre con un tono “sopra le righe”. La Cotillard e Carnet sono i punti cardine del film, i personaggi di contorno ci sono, ma non hanno importanza perchè il fulcro del film è chiaramente il rapporto tra i due protagonisti e i due attori sono capaci e bravi (più la Cotillard a mio parere).  L’amore dunque è un gioco, una serie di sfide tra i due innamorati ed è questo che il regista vuole mostrarci, certo Samuell ne ha una visione un tantino cinica, ma idealmente crede nel lieto fine (come in tutte le storie d’amore che si rispettino) nella possibilità di superare le sfide improbe della vita e del cuore per il raggiungimento dell’amore eterno, che non si consuma nel matrimonio, o con una semplice promessa, ma con i fatti.  Da citare la Vie En Rose, il tema onnipresente del film che però riproposto in innumerevoli versioni non stanca mai, anzi te la trovi a canticchiare alla fine del film. Concludo col dire che questo è un film che va visto, un film che finalmente racconta l’amore non nel solito modo, certo il film di difetti ne ha, ma passano facilmente in secondo piano. Un ora e mezza volata, ma che ti lascia qualcosa

L’arte del Sogno
download (5)Gondry 3 anni dopo aver firmato un capolavoro, Eternal Sunshine of the Spotless mind, Gondry era atteso al varco, per la 1° volta senza il suo fido sceneggiatore Kaufman, per la 1°volta regista in patria, lui, francese d’America, riuscendo a superarlo in maniera magnifica! Un film onirico, nuovamente psicologico, dentro la testa del protagonista, un bravissimo Gael Garcia Bernal, rappresentata come un studio televisivo, tra folli sogni in grado di miscelarsi con la realtà, dando vita ad un concentrato visivamente irresistibile. Bernal è un messicano rimasto orfano del padre, deciso a tornare dalla madre, in Francia, dove ad attenderlo c’è un alienante lavoro, per lui giovane creativo, in una sorta di copisteria, portata avanti da dei folli soggetti! Unica nota positiva l’incontro con la vicina di pianerottolo, Charlotte Gaingsbourg, artistoide come lui con la passione per i giocattoli di pezza. Gondy trasporta sullo schermo i suoi incredibili sogni, riuscendo a rapprasentartli in maniera pazzesca, tra cellophane, ovatta, cartoni di compensato, cartine di caramelle, macchine del tempo in grado di portarti avandi o indietro di solo 1secondo, caschi celebrali, pupazzi di pezza meccanici! Il protagonista vive in una sorta di limbo, incapace di separare il sogno dalla realtà, causa un sentimento, l’amore, non corrisposto, tranne che nel magico e personale mondo onirico. L’assenza di Kaufman, dal punto di vista della sceneggiatura, si fa sentire, ma Gondry riesce comunque a realizzare un film fantastico, lucidamente folle, capace di portare lo spettatore nel mondo del sogno ad occhi aperti. Geniali gli effetti speciali, questo film andrebbe fatto vedere in tutte le scuole di cinema, come tipico esempio di come si possa fare ottimi film, con pochi mezzi a disposizione, visto i “soli” 9 milioni di dollari di budget. Un vero gioiello, da vedere e rivedere, da conservare con gelosia, per un regista che dopo aver rivoluzionato il mondo dei videoclip, nel suo piccolo si sta ripetendo anche nel mondo del cinema.

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